• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01415-A/053 premesso che:le intercettazioni rappresentano un strumento di indagine e di ricerca della prova insostituibile, alcune volte sicuramente indispensabili, in ogni caso certamente di grande...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/1415-A/53 presentato da MARIO CAVALLARO testo di mercoledì 10 giugno 2009, seduta n.185

La Camera,
premesso che:
le intercettazioni rappresentano un strumento di indagine e di ricerca della prova insostituibile, alcune volte sicuramente indispensabili, in ogni caso certamente di grande efficacia, che deve essere, certo, attentamente regolato dalla legge, in attuazione dell'articolo 15 della Costituzione;
la realizzazione del contemperamento delle esigenze investigative con il diritto alla riservatezza sia di soggetti estranei che degli indagati dovrebbe, dunque, essere il denominatore comune per una sua corretta disciplina;
il provvedimento in esame introduce, invece, un insieme di norme estremamente dannose per la sicurezza dei cittadini, che, in nome di una «falsa tutela della privacy», indebolisce in modo smisurato uno strumento essenziale ed insostituibile per la «ricerca della prova» e che in questi anni ha portato alla soluzione di numerosissimi casi, non solo legati alla criminalità organizzata e al terrorismo;
il disegno di legge in esame contiene anche un duro attacco al diritto di cronaca e una sua compressione esagerata, tanto da arrivare a configurare un vero e proprio bavaglio all'informazione: con le nuove norme tutti gli organi di stampa (televisioni, giornali, radio e siti internet) non potranno più informare per tutta la durata delle indagini sul contenuto degli atti di cronaca giudiziaria;
la nuova legge limita dunque in modo sconsiderato la possibilità di usare le intercettazioni nel corso delle indagini: l'utilizzazione di esse come strumento per la ricerca delle prove sarà consentito in realtà solo per alcuni reati tipicamente legati alla criminalità organizzata e al terrorismo, mentre, per tutti gli altri reati, cosiddetti comuni, che affliggono la vita quotidiana e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini le nuove norme introducono molti ostacoli che impediscono l'efficace utilizzo di questo importante strumento investigativo che negli anni ha consentito di risolvere importanti casi;
con il testo approvato si prevede che l'uso delle intercettazioni potrà essere autorizzato solo in presenza di «evidenti indizi di colpevolezza». Si potrà quindi richiedere l'autorizzazione dell'intercettazione solo dopo che sia stato già individuato un colpevole. Si tratta di una palese contraddizione in termini, di una norma del tutto irragionevole;
anche nel caso in cui le intercettazioni fossero autorizzate gli investigatori le potranno utilizzare per un periodo di tempo limitato: al massimo per 60 giorni. Un periodo incongruo e assolutamente inadeguato ad una indagine che può durare per legge anche un anno e mezzo,

impegna il Governo

a garantire, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'elaborazione e la diffusione di dati statistici relativi alla sua applicazione, con particolare riferimento alle indagini riferite ai reati di cui all'articolo 628 del codice penale.
9/1415-A/53.Cavallaro.