• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00172 La VII Commissione, premesso che: il monitoraggio promosso dal Ministro della pubblica amministrazione e dell'innovazione, presso le amministrazioni pubbliche di Stato,...



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00172 presentata da MANUELA GHIZZONI
martedì 9 giugno 2009, seduta n.184
La VII Commissione,

premesso che:

il monitoraggio promosso dal Ministro della pubblica amministrazione e dell'innovazione, presso le amministrazioni pubbliche di Stato, le regioni, gli enti locali, le università sulla presenza di lavoratori atipici all'interno di queste organizzazioni presenta - per quanto riguarda le università - numerose incongruenze;

secondo i dati del monitoraggio, inviato al Parlamento alla fine di aprile, hanno risposto all'invio del questionario da parte del Ministero suddetto soltanto 45 università su 73 invitate a prendervi parte. Mancano pertanto, in questo comparto, circa il 40 per cento delle risposte attese. Una lacuna di proporzioni tali da rendere quantomeno incerto e comunque non del tutto attendibile il risultato del monitoraggio stesso, almeno per quanto riguarda l'ambito universitario;

inoltre, le varie università hanno adottato criteri difformi nel conteggiare il personale con contratto di lavoro flessibile: in particolare, nella maggior parte dei casi, hanno omesso di indicare i titolari di assegni di ricerca ex articolo 51, comma 6, della legge n. 449 del 1997, nonostante questa tipologia di prestazione di collaborazione ad attività di ricerca si configuri come lavoro a termine e sia soggetta per legge ai contributi previdenziali alla gestione separata INPS di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, dovuti da parte di coloro che esercitano attività di lavoro autonomo ovvero di collaborazione coordinata e continuativa;

pur non rientrando, secondo le norme delle leggi finanziarie 2007 e 2008, tra il personale stabilizzabile, i titolari di assegni di ricerca non sono in alcun modo assimilabili ad altre figure di collaboratori universitari alla ricerca come i dottorandi di ricerca o gli studenti laureandi in quanto l'attività svolta a fronte di un assegno di ricerca non è riconducibile alla formazione, bensì alla produzione di ricerca, tanto è vero che, per legge, accede di norma all'assegno chi sia già in possesso di un titolo di dottore di ricerca;

appare pertanto incongrua l'esclusione degli assegnisti di ricerca dal monitoraggio sopra citato, soprattutto alla luce del fatto che alcuni atenei hanno invece giustamente conteggiato, tra il personale con contratto di lavoro flessibile, gli assegnisti come anche altre tipologie di contrattisti per la didattica e la ricerca. L'università di Modena e Reggio Emilia, ad esempio, dichiara nel monitoraggio la presenza di 90 co.co.co., specificando che si tratta proprio di contratti di ricerca, assenti dal conteggio di altre università (che pure li riportano nei loro siti web istituzionali);

considerazioni simili possono essere svolte per i professori a contratto di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 21 maggio 1998, n. 242, che costituiscono un altro enorme serbatoio di precariato universitario destinato alla copertura di insegnamenti ufficiali universitari, soprattutto nei corsi di laurea di nuova istituzione,
impegna il Governo:
a ripensare, alla luce di queste incongruenze e lacune, i risultati e l'efficacia del monitoraggio citato in premessa e a predisporre quindi un nuovo monitoraggio meglio progettato per cogliere la varietà e l'estensione del lavoro precario nelle attività didattiche e di ricerca delle università e maggiormente rappresentativo del sistema universitario nazionale;

a prevedere, già nell'annunciato disegno di legge di iniziativa del Governo sull'università, da un lato una nuova normativa che consenta di mettere ordine nel segmento tra dottorato di ricerca e assunzione in ruolo universitario, con una figura, possibilmente unica, di titolare di contratto di ricerca e didattica a termine ma con tutte le tutele assistenziali e previdenziali dei lavoratori a tempo determinato, dall'altro un piano straordinario di reclutamento di ricercatori universitari in prosecuzione ed estensione di quello previsto dall'articolo 1, comma 648, della legge n. 296 del 2006, al fine di contrastare concretamente il fenomeno del precariato e di innovare la didattica e la ricerca in ambito accademico.

(7-00172)
«Ghizzoni, Madia, Damiano, Bachelet, De Biasi, De Pasquale, De Torre, Levi, Lolli, Miglioli, Nicolais, Pes, Picierno, Rossa, Antonino Russo, Sarubbi, Siragusa, Mazzarella».