• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00754 NEGRI, BIONDELLI, MARINO Ignazio - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che: secondo le ultime statistiche, in Piemonte, sono drasticamente diminuite negli...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00754 presentata da MAGDA NEGRI
mercoledì 20 maggio 2009, seduta n.210

NEGRI, BIONDELLI, MARINO Ignazio - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

secondo le ultime statistiche, in Piemonte, sono drasticamente diminuite negli ultimi mesi le donazioni di organi: nei primi tre mesi del 2009 le donazioni sono scese a 25 per milione di abitanti rispetto alle 31 registrate nello stesso periodo del 2008;

una diminuzione allarmante, se si considera che la media, nel Nord Italia, è rimasta invariata a quota 25 per milione di abitanti, al Centro è cresciuta da 26 a 28, nel Sud e nelle isole minori è rimasta pressoché identica negli ultimi due anni;

su 24 richieste di donazione in nove ospedali di Torino e provincia, fino al 31 marzo 2009, i casi di rifiuto di donazione degli organi da parte dei familiari sono stati 10, quasi il 50 per cento, mentre nel 2008, su 57 richieste di organi, le risposte negative erano state 15;

secondo quanto riferito dal professor Antonio Amoroso, direttore del Centro regionale di riferimento per i trapianti, nel 2008 la percentuale dei rifiuti alla donazione di organi da parte dei familiari dei potenziali donatori raggiungeva il 25 per cento, mentre nel 2009 - sempre prendendo come riferimento lo stesso periodo - il rifiuto ha raggiunto il 35 per cento, senza che sia cambiato il numero di donatori potenziali;

il dottor Pier Paolo Donadio, rianimatore all'ospedale Molinette di Torino, sottolinea che uno dei principali problemi della diminuzione delle donazioni è rappresentato dall'aumento dei casi in cui i parenti dei potenziali donatori di organi oppongono il loro rifiuto all'espianto;

il dato relativo al Piemonte è allarmante in quanto si tratta di una regione che sotto questo profilo si è sempre comportata in modo "virtuoso";

secondo il professor Mauro Salizzoni, responsabile del Centro trapianti di fegato all'ospedale delle Molinette, oltre al dato regionale è necessario leggere il dato nazionale, dopo aver constatato che il rifiuto alla donazione di organi in alcuni ospedali, non solo del Piemonte, si avvicina al 50 per cento;

secondo il professor Salizzoni, causa determinante del mutato atteggiamento dei familiari dei potenziali donatori d'organo negli ultimi mesi è stata la confusione nata sulla definizione degli stati di coma anche nel corso del caso di Eluana Englaro;

l'intenso e quotidiano dibattito che si è sviluppato sui giornali fra autorevoli giuristi, medici, teologi, sul significato di morte cerebrale, sui diversi stadi di coma, sul significato di ciò che è vita e di ciò che è morte determinato nella gente comune, nei non addetti ai lavoro, una grande confusione riguardo all'accertamento della morte cerebrale ed alla differenza con la condizione di stato vegetativo persistente;

anche secondo l'Associazione italiana donatori di organi, tessuti e cellule (Aido) si registra la crescita delle opposizioni alla donazione da parte dei familiari di persone in morte cerebrale: 749 opposizioni al prelievo da parte di familiari (32,7 per cento del totale donazioni contro il 31 per cento del 2007) e la diminuzione del numero dei trapianti effettuati, di gran lunga inferiore a quello delle persone in attesa: i pazienti in attesa di un trapianto in lista nel 2008 erano 9.790 (di cui 6.500 quelli in attesa di un rene);

premesso inoltre che:

la strada dei trapianti in Italia è sempre stata caratterizzata da un progressivo miglioramento: nel 1990 c'erano 2,9 donatori d'organi ogni milione di abitanti, nel 1999 sono diventati 5,8, mentre nel 2006 erano diventati 21, segno che la rete cominciava a funzionare bene;

dall'approvazione della legge sui trapianti (legge 1° aprile 1999, n. 91) sono state numerose le iniziative finalizzate a diffondere tra i cittadini una corretta informazione sui trapianti di organi e di tessuti, anche avvalendosi dell'attività svolta dai medici di medicina generale, secondo quanto stabilito dalla stessa legge;

l'Italia negli ultimi anni - secondo quanto riportato dallo stesso Ministero del lavoro, salute e politiche sociali - ha raggiunto i primi posti in Europa e nel mondo per numero delle donazioni e qualità dei trapianti;

improvvisamente si è invertita la tendenza: non è immaginabile ragionare sulla vita e sulla morte nelle condizioni drammatiche in cui sono costretti a farlo i familiari dei donatori;

dovrebbe essere un tema sul quale si devono far maturare convinzioni a freddo, in modo razionale, in un momento lontano dal dramma, con l'aiuto di campagne di informazione costruite su valide basi scientifiche,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di realizzare campagne di informazione per dar luogo ad un'inversione di tendenza rispetto alla situazione allarmante venutasi a creare nell'ultimo anno, restituendo alla popolazione chiarezza, ma soprattutto sicurezza, in merito alle condizioni che determinano l'espianto di organi;

quali iniziative intenda altresì adottare per dissipare ogni dubbio ed incertezza restituendo alla donazione di organi il suo vero significato di atto di generosità e di altruismo e di possibilità concreta di restituire la vita ad una persona nel momento in cui per il proprio caro la vita è finita, secondo i parametri medici del documento di Harvard (1968), ormai universalmente accettati.

(3-00754)