• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/01506 ORSI, BORNACIN, BOSCETTO, GRILLO, MUSSO - Al Ministro dell'interno - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: l'Ufficio elettorale centrale di Savona ha escluso dalle elezioni...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01506 presentata da FRANCO ORSI
martedì 19 maggio 2009, seduta n.208

ORSI, BORNACIN, BOSCETTO, GRILLO, MUSSO - Al Ministro dell'interno - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

l'Ufficio elettorale centrale di Savona ha escluso dalle elezioni amministrative per l'elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio provinciale di Savona la lista del Popolo delle Libertà, primo partito italiano, e, sulla base dei risultati delle ultime elezioni politiche, primo partito della Provincia di Savona;

è stato presentato ricorso ai competenti organi di giustizia amministrativa avverso tale decisione;

si ritiene utile segnalare una serie di fatti e circostanze che hanno interessato l'attività di detto Ufficio:

1) ricusazione della Lista della Lega Nord: in data 9 maggio 2009 l'Ufficio emetteva decreto di ricusazione nei confronti della lista della Lega Nord sulla base di un presunto vizio, oggetto, invece, di uno specifico caso di ammissibilità previsto alle pagine 150 e 151 delle istruzioni del Ministero dell'interno per la presentazione e l'ammissione di candidature;

2) ingiustificati ritardi nella comunicazione dei provvedimenti di ricusazione della lista del partito del Popolo delle Libertà (PDL) e disparità di trattamento con altre liste: il giorno sabato 9 maggio, alle ore 23.00, il Tribunale di Savona (sede dei lavori dell'Ufficio) chiudeva i propri battenti con l'uscita della totalità dei membri dell'Ufficio medesimo. Nonostante la presenza dei rappresentanti della lista del PDL, nulla veniva loro notificato, mentre, nella medesima giornata, altre liste avevano ricevuto ufficialmente notifiche di contestazioni circa le documentazioni prodotte. I rappresentanti del PDL ricevevano, invece, soltanto il giorno seguente (domenica 10 maggio) all'apertura del Tribunale il decreto di ricusazione, datato sabato 9 maggio 2009. Non è intervenuto, a quanto risulta, alcun tipo di attività all'interno del Tribunale tra le ore 23.00 di sabato 9 maggio e le ore 8 di domenica 10 maggio;

3) sostituzione di un componente dell'Ufficio: il giorno venerdì 8 maggio 2009 i rappresentanti della lista del PDL comparivano innanzi all'Ufficio avente una determinata composizione. L'Ufficio, nella medesima composizione, emetteva in data 9 maggio i decreti di ricusazione e i provvedimenti relativi alle contestazioni accertate. Le decisioni sul riesame venivano, invece, assunte e quindi comunicate dall'Ufficio in una composizione differente;

4) mancata consegna degli atti richiesti dai rappresentanti del PDL nei termini di urgenza dichiarati e fuga di notizie: in data 15 maggio 2009 uno dei delegati alla presentazione della lista del PDL, nel frattempo ricusata, chiedeva all'Ufficio, con specifica istanza, documenti inerenti al deposito delle liste indicandone l'urgentissima necessità, finalizzata alla presentazione di ricorso e contestuale misura cautelare innanzi al competente TAR, ricevendo copia della documentazione a corredo della propria lista dopo oltre 2 ore e mezza dalla richiesta. A tutt'oggi il delegato non ha ancora ricevuto la documentazione richiesta a corredo delle altre liste ammesse. Si sottolinea che nei giorni dal 15 al 17 maggio il quotidiano locale, "Il Secolo XIX", nelle pagine nazionali e locali, dava conto di una serie di interviste rese, a partire dal 14 maggio, da sottoscrittori della lista del PDL. Si evidenzia come tali nominativi (gente comune e non militanti o quadri di partito) potessero essere conoscibili solo e soltanto attraverso il diretto accesso alla documentazione in possesso dell'Ufficio;

premesso inoltre che, per quanto risulta agli interroganti:

le decisioni dell'Ufficio elettorale hanno determinato, oltre all'esclusione della lista del PDL, la modifica radicale del simbolo di una lista ad essa collegata, la Nuova DC, detentrice del simbolo dello scudo crociato come sancito da una sentenza passata in giudicato. A tale lista è stato richiesto di modificare radicalmente il simbolo per confondibilità con quello dell'Unione di Centro-Lista Casini, diversamente da quanto deciso da numerosi altri Uffici elettorali che hanno esaminato, in questi giorni, contrassegni di liste per elezioni amministrative. Ciò nondimeno, l'Ufficio ha ritenuto ammissibile il simbolo di una lista detta "Lista Civica Cristiana" che riporta un'immagine di quello stesso scudo crociato il cui uso è stato negato ai legittimi detentori;

l'Ufficio ha ricusato, oltre alla lista del PDL, quella del Partito comunista dei lavoratori, anch'essa per presunti vizi formali nell'autenticazione delle firme commessi, tra l'altro, da ufficiali di stato civile di Comuni del Savonese. Tale lista è anch'essa alternativa alla coalizione del candidato presidente Boffa, sostenuto dal Partito democratico e dai suoi alleati, tra cui la suddetta "Lista Civica Cristiana";

le decisioni dell'Ufficio hanno comportato, quindi, un sensibile vantaggio a favore di una coalizione e la penalizzazione delle alternative ad essa. Continue fughe di notizie sugli atti in deposito presso l'Ufficio elettorale hanno scatenato una campagna di stampa che ha indotto la locale Procura della Repubblica, a quanto risulta dall'informatissimo quotidiano "Il Secolo XIX", ad attivare con non comune celerità un accertamento presso tutti i sottoscrittori della lista del PDL, molti dei quali trovano i loro nominativi pubblicati;

tale clima e tali fatti pongono un serio ed insanabile pregiudizio anche per il futuro circa la diffidenza con la quale i simpatizzanti del PDL saranno costretti ad avvicinarsi ai banchetti per la raccolta delle firme, stante l'incapacità delle istituzioni di tutelare la riservatezza della loro dichiarazione di sostegno politico che si manifesta con l'apposizione della firma, mentre esse dovrebbero garantire la non conoscenza pubblica di tale adesione,

gli interroganti chiedono di sapere:

con riferimento alla ricusazione della lista della Lega Nord, per quali ragioni un Ufficio, preposto a compiti così importanti, non abbia preso cognizione, nell'espletamento delle proprie funzioni, o meglio, in vista di tale attività, delle specifiche istruzioni impartite e pubblicate dal Ministero e sia stato necessario affrontare, per la Lega Nord, l'impatto mediatico profondamente negativo per la propria immagine, conseguente alla momentanea esclusione della lista apparsa su tutti i quotidiani, salvo dovere, successivamente, semplicemente evidenziare all'Ufficio, in sede di riesame, la pagina relativa al caso specifico riportato nel libretto di istruzioni e perfettamente identico a quello che l'Ufficio aveva esaminato;

con riguardo al ritardo nella comunicazione dei provvedimenti di ricusazione della lista del PDL, se sia consentito, o giudicato rituale sotto il profilo della correttezza amministrativa, specie nell'assoluta ristrettezza dei termini che caratterizzano il procedimento elettorale, che a talune liste i provvedimenti di contestazione e/o ricusazione siano stati consegnati in data 9 maggio e ad altre, nonostante la presenza fisica dei destinatari e nonostante la pari data di emissione, siano stati consegnati il giorno successivo. Si chiede altresì di sapere se si ritenga opportuno accertare se vi siano state attività lavorative dei componenti dell'Ufficio successivamente alle ore 23.00 del giorno sabato 9 maggio, tali da giustificare il completamento di un atto recante data di emissione 9 maggio 2009 e se, quindi, possa trovare giustificazione il fatto che un provvedimento già perfetto nei suoi elementi non sia stato immediatamente e senza indugio consegnato ai destinatari in esso individuati e presenti in loco;

relativamente alla sostituzione di un componente dell'Ufficio, se il Ministro in indirizzo ritenga legittimo e rituale che, incardinato un brevissimo procedimento amministrativo innanzi ad un organo a composizione collegiale, questo possa mutare nella sua composizione a distanza di un giorno dall'altro e, inoltre, quali siano le motivazioni per le quali il Presidente dell'Ufficio abbia provveduto a sostituire alcuni componenti del medesimo;

con riguardo alla mancata notifica degli atti richiesti dai rappresentanti della lista del PDL, se risultino le ragioni per le quali un giornalista abbia avuto più facilità e rapidità di accesso ad atti, contenenti peraltro dati sensibili, rispetto al delegato di una lista che, invece, non è riuscito ancora ad entrarne in possesso, al fine di esercitare un pieno e qualificato diritto di conoscenza e prova garantito dalla legge;

se il Ministro in indirizzo, che ha la responsabilità di garantire il regolare svolgimento delle elezioni, sia a conoscenza della situazione e del clima che si percepisce a Savona, come descritto nelle premesse;

se ritenga opportuna una pronta e seria verifica dell'accaduto;

se, per quanto di competenza, intenda promuovere azioni necessarie al fine di evitare che ciò che potrebbe apparire come un complotto politico possa condizionare il libero e democratico esercizio delle elezioni amministrative, che potrà realizzarsi compiutamente esclusivamente con la partecipazione della lista rappresentativa del primo partito in Italia e in provincia di Savona.

(4-01506)