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Atto a cui si riferisce:
S.1/00133 premesso che: nel corso della XVI Legislatura, il Presidente del Consiglio dei ministri il 30 maggio 2008 ha adottato tre ordinanze finalizzate a porre in essere misure volte a rimuovere la...



Atto Senato

Mozione 1-00133 presentata da ANNA MARIA CARLONI
mercoledì 13 maggio 2009, seduta n.206

CARLONI, MARCENARO, CHIAROMONTE, PERDUCA, VITA, INCOSTANTE, MARITATI, MAGISTRELLI, RANDAZZO, PINOTTI, NEROZZI, DELLA MONICA, SERAFINI Anna Maria, PASSONI, SOLIANI, PORETTI, GRANAIOLA, D'AMBROSIO, ANDRIA, VERONESI, ARMATO, SBARBATI, MAZZUCONI, DI GIOVAN PAOLO, MARINO Ignazio, BAIO, MUSI, MARINARO, GARAVAGLIA Mariapia, VIMERCATI, BIONDELLI, ADAMO, MICHELONI - Il Senato,

premesso che:

nel corso della XVI Legislatura, il Presidente del Consiglio dei ministri il 30 maggio 2008 ha adottato tre ordinanze finalizzate a porre in essere misure volte a rimuovere la grave situazione di degrado igienico, sanitario e socio-ambientale che si registrava negli insediamenti abusivi delle popolazioni dei rom e dei sinti;

le ordinanze sono finalizzate a promuovere condizioni di vivibilità nella legalità per le comunità di rom e dei sinti, consentendo l'accesso ai servizi di carattere sociale, assistenziale, sanitario e scolastico, con particolare riguardo ai minori;

le ordinanze prevedono tra le linee guida la salvaguardia della sicurezza pubblica e delle stesse persone presenti negli insediamenti, molto spesso colpite da episodi di intolleranza e di antigitanismo;

le ordinanze oltre al monitoraggio dei campi, all'identificazione e al censimento delle persone, prevedono tra le azioni che devono svolgere i commissari, la realizzazione dei primi interventi idonei a ripristinare i livelli minimi delle prestazioni sociali e sanitarie, per evitare i rischi che potrebbero derivare dall'assenza ad una cura adeguata dei rom e alla recrudescenza di malattie come la tubercolosi considerata superata nel nostro Paese;

l'attività del censimento, oramai effettuata, in base alle dichiarazioni del ministro Maroni, doveva essere considerata come conclusa il 15 ottobre 2008, per dare via alla formulazione di un programma di azione;

Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, in occasione della pubblicazione del suo secondo rapporto sull'Italia riferisce di "essere particolarmente preoccupato dai resoconti che continuano a evidenziare una tendenza al razzismo e alla xenofobia, che occasionalmente sfocia in atti estremamente violenti, rivolti principalmente contro immigrati, Rom e Sinti o cittadini italiani con origini straniere, anche in ambito sportivo";

il Commissario desidera ribadire che egli attribuisce molta importanza, e quindi grande interesse, al problema della tutela offerta dagli Stati membri del Consiglio d'Europa a gruppi sociali non dominanti, quali i migranti (richiedenti asilo, rifugiati e immigrati). Il trattamento previsto dagli Stati membri per i cittadini stranieri che desiderano entrare o già risiedono in Europa è il banco di prova della "effettiva osservanza e rispetto dei principi fondamentali dei diritti dell'uomo" da parte degli Stati;

nel suo rapporto il Commissario manifesta preoccupazione per il mantenimento della legge n. 85 del 2006 che ha ridotto le pene per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Con lettera del 5 dicembre 2008 le autorità italiane hanno informato il Commissario che un nuovo progetto di legge in materia è stato presentato al Parlamento;

particolarmente preoccupante è il fatto che questo clima di intolleranza verso gruppi sociali o etnici non dominanti e vulnerabili continua a trovare occasionalmente sostegno nelle dichiarazioni di alcuni esponenti politici, come la dichiarazione resa dal Sindaco di Treviso e non solo. Di particolare preoccupazione sono il caso di un bambino rom di nazionalità rumena che sarebbe stato picchiato mentre chiedeva l'elemosina a Pesaro il 20 agosto 2008; il terzo sgombero da parte della polizia di 45 famiglie rom dal campo di "Via Salamanca" a Roma, il 6 ottobre 2008; i violenti attacchi nei confronti dei rom verificatisi nel maggio 2008 nel quartiere Ponticelli di Napoli, conclusi con la condanna per la giovane Angelica, accusata del tentato rapimento di Ponticelli: la giovane romnì Angelica è stata condannata anche in appello, il verdetto di condanna in appello è stato confermato dopo una breve udienza, senza che siano state presentate nuovi elementi, perizie o relazioni a discolpa della ragazza; la morte delle due bambine rom sulla spiaggia di Misero, in provincia di Napoli, mentre le persone continuavano indisturbate dall'annegamento delle bambine a prendere il sole, oppure i recenti episodi della scuola Morelli di Napoli dove i genitori hanno ritirato i propri figli dalla scuola in seguito ad un falso allarme di tubercolosi, da una bambina rom;

le condizioni di vita in tutti gli insediamenti visitati sono inaccettabili e sollevano gravi timori per la salute degli abitanti, soprattutto dei bambini;

per quanto riguarda il censimento dei rom svolto nel 2008, si deve prendere atto delle gravissime preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 10 luglio 2008 "sul censimento dei rom su base etnica in Italia", in risposta alla dichiarazione del Presidente del Consiglio del 21 maggio 2008 che denunciava l'esistenza di uno stato di emergenza a causa degli "insediamenti nomadi nelle regioni di Campania [Napoli], Lazio [Roma] e Lombardia [Milano]" e alla presentazione delle ordinanze del presidente del Consiglio del 30 maggio 2008, che fanno riferimento a una "situazione di grave allarme sociale" causata da numerosi insediamenti di "cittadini irregolari e nomadi" caratterizzati da "estrema precarietà". Da notare con particolare preoccupazione il fatto che, pur essendo il censimento della popolazione rom degli insediamenti regolari ed abusivi di Campania (Napoli), Lazio (Roma) e Lombardia (Milano) iniziato in giugno (subito dopo le tre ordinanze del Presidente del Consiglio del 30 maggio 2008), in un comunicato stampa del 14 luglio 2008 l'Autorità italiana per la protezione dei dati personali dichiarava di non avere ancora ricevuto, a tale data, informazioni sul censimento di cui sopra e che, di conseguenza, non poteva pronunciarsi sulla questione. Con decisione del 17 luglio 2008, tuttavia, il Garante approvava la bozza di linee guida sul censimento del Ministero dell'interno, emesse in quella stessa data;

secondo la lettera di cui sopra, sono stati censiti un totale di 167 insediamenti di cui 124 non autorizzati e 43 autorizzati. Il censimento ha registrato un totale di 12.300 persone, di cui 5.400 bambini. Dai dati osservati emerge che la maggior parte dei rom registrati sono cittadini italiani. Le autorità hanno inoltre precisato che il censimento è stato condotto da forze di polizia statali, in stretta collaborazione con la Croce rossa italiana e le forze di polizia municipali, mentre "le procedure di raccolta dei dati e registrazione" saranno conformi alla normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo n. 196 del 2003) e alle direttive del Garante per la privacy;

la stragrande maggioranza dei rom e sinti nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d'Europa, fra cui l'Italia, ancora non gode di un'efficace tutela dei diritti, soprattutto per quanto riguarda i diritti sociali, quali il diritto a un alloggio adeguato e all'istruzione, da parte delle autorità nazionali, regionali e locali, e i diritti civili, quale il riconoscimento di minoranza linguistica;

particolare attenzione dovrà essere riconosciuta ad un'efficacia tutela dei diritti umani dei bambini rom e sinti, come sancito in particolare dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo;

in tal senso, in caso di sgombero o trasferimento concordato, le autorità sono invitate a prestare particolare attenzione al problema della frequenza scolastica dei bambini rom e sinti, inevitabilmente perturbata in tali circostanze;

anche se l'Italia ha ratificato tutti i principali trattati internazionali sui diritti umani, tra cui la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, e nonostante i lodevoli sforzi compiuti dall'Italia in questo settore, i rapporti recenti evidenziano una serie di gravi lacune, quali ad esempio i ritardi nell'identificazione della presenza di bambini immigrati non accompagnati nel paese, il protrarsi della detenzione di minori extracomunitari non accompagnati nei centri di detenzione amministrativa, la mancanza di un'adeguata politica e normativa in materia di tutela dei minori e una grave mancanza di omogeneità nell'applicazione della legge in materia di migranti non accompagnati. Queste carenze accrescono la vulnerabilità di questi bambini e li rendono facile preda di molti tipi di sfruttamento e criminalità;

altrettanto preoccupanti, rispetto agli standard in materia di diritti umani, sono le disposizioni di "pubblica sicurezza", approvate dal Senato il 5 febbraio 2009 (atto Senato 733). Particolare preoccupazione suscita la decisione di sopprimere il divieto al personale medico e amministrativo di segnalare alle autorità gli immigrati irregolari che si rivolgono al sistema sanitario nazionale. Modificando il decreto legislativo n. 286 del 1998 (Testo unico sull'immigrazione), il disegno di legge (attualmente all'esame della Camera, atto Camera 2180) consentirebbe ai medici e al personale medico amministrativo di divulgare le informazioni raccolte nell'esercizio delle loro funzioni, in violazione del principio del segreto medico. Altrettanto preoccupante è l'inserimento nel pacchetto sicurezza del reato di immigrazione clandestina;

la Corte europea dei diritti dell'uomo ha chiarito che le informazioni personali raccolte dalla professione medica nello svolgimento delle proprie funzioni devono essere considerate come rientranti nella sfera della vita privata dell'individuo. In particolare, la Corte ha affermato che "la tutela dei dati personali, non ultimi i dati medici, è di fondamentale importanza ai fini dell'esercizio del diritto al rispetto della vita privata e familiare dell'individuo, come garantito dall'articolo 8 della Convenzione. [...] È di cruciale importanza non solo al fine di rispettare il senso di privacy di un paziente, ma anche per preservare la sua fiducia nella professione medica e nei servizi sanitari in generale";

considerato, altresì, che:

l'attuazione delle citate ordinanze deve avvenire nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e della dignità della persona in conformità con i principi generali dell'ordinamento giuridico e delle direttive comunitarie;

in generale, l'incremento della mobilità degli individui e la globalizzazione dei mercati sono fattori che favoriscono un ampliamento della multiculturalità e dell'integrazione sociale;

il censimento della popolazione dei rom e dei sinti è finalizzato all'adozione e attuazione di una strategia nazionale e regionale, coerente, completa e adeguatamente finanziata. Questa strategia dovrà prevedere piani d'azione a breve e lungo termine, obiettivi e indicatori per l'attuazione di politiche che affrontino le discriminazioni legali e/o sociali contro rom e sinti, in conformità con la raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa CM/Rec (2008)5 sulle politiche riguardanti i rom in Europa (20 febbraio 2008);

l'operatività di questi piani richiede un'attività di audit in conformità con la raccomandazione citata, di monitoraggio dell'efficacia, di pubblicazione periodica di relazioni.

al fine di accompagnare e verificare tale strategia la creazione di un organismo ad hoc è certamente espressione dell'impegno del Senato a concorrere a sviluppare un programma di azione istituzionale e normativo, fino a quando non sia stata deliberata la costituzione di un'autorità indipendente, come richiesto dall'Assemblea generale dell'ONU con la condivisione e l'impegno dei Governi italiani,

delibera di istituire:

un osservatorio speciale, con competenze di indagine, di analisi e di proposta in materia di minoranze linguistiche prive di territorio; l'osservatorio si costituirà nell'ambito della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, con compiti di studio, osservazione ed iniziativa;

impegna il Governo a porre in essere politiche orientate ai seguenti obiettivi strategici:

riconoscimento dello status di minoranza storico-linguistica alle comunità dei rom e dei sinti (ancora non riconosciuto in Italia e riconosciuto da Paesi europei come Spagna, Svezia e Austria);

revisione delle procedure per la dichiarazione di apolidia e di accesso alla cittadinanza per rom e sinti secondo il principio dello ius soli;

superamento dei "campi nomadi" e individuazione di soluzioni abitative;

contrasto all'antigitanismo crescente;

promozione di politiche di inserimento sociale e formativo in collaborazione con enti locali ed associazioni;

diffusione della conoscenza delle culture rom e sinti per combattere pregiudizi e discriminazioni.

(1-00133)