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Atto a cui si riferisce:
S.1/00123 [Fondo italiano per lo sminamento]



Atto Senato

Mozione 1-00123 presentata da GIUSEPPE CAFORIO
martedì 21 aprile 2009, seduta n.190

CAFORIO, BELISARIO, GIAMBRONE, ASTORE, BUGNANO, CARLINO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PARDI, PEDICA, RUSSO - Il Senato,

premesso che:

nel 1980 l'Italia ha aderito alla Convenzione di Ginevra sulla proibizione dell'uso di alcune armi a effetti indiscriminati, eppure non è ancora stato ratificato il protocollo V di tale convenzione, entrato in vigore nel 2006, in base al quale gli Stati aderenti hanno l'obbligo di bonificare gli ordigni inesplosi durante i conflitti;

il 3 dicembre 1997 l'Italia ha sottoscritto la Convenzione di Ottawa sul divieto di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione;

frutto di un'intensa attività diplomatica che interessò, oltre i Governi degli Stati, anche numerose organizzazioni non governative, gruppi della società civile, la Croce rossa internazionale (CRI), il trattato rappresenta l'espressione più alta di ripudio verso l'indiscriminata crudeltà delle mine, prevedendo, per la prima volta nella storia, il divieto d'utilizzo di un'arma convenzionalmente utilizzata da quasi tutti gli eserciti del mondo;

l'Italia, ratificando - con la legge 26 marzo 1999, n. 106 - detta Convenzione, ha adottato una legislazione di messa al bando delle mine molto avanzata oltre che di svolgimento di attività concrete di sminamento in diversi Paesi colpiti da questo problema lasciandosi alle spalle un passato da produttore ed esportatore di mine antipersona;

con la legge 7 marzo 2001, n. 58, l'Italia ha istituito un Fondo per lo sminamento umanitario;

nel 2004 il Consiglio di sicurezza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sulla "non proliferazione delle armi di distruzione di massa", con la risoluzione n. 1540 del 18 aprile, ha ribadito la necessità dell'azione relativa alla prevenzione della proliferazione delle armi di distruzione di massa e, al riguardo, ha impegnato gli Stati a presentare rapporti annuali;

considerato che:

il 28 maggio 2008 il Senato della Repubblica ha approvato, con un solo voto contrario, l'ordine del giorno G1 a sostegno del processo di Oslo per il raggiungimento della messa al bando delle bombe cluster, il cui uso ha conseguenze molto simili a quelle delle mine antipersona;

il 4 dicembre 2008 l'Italia ha sottoscritto la Convenzione internazionale di Oslo sulla messa al bando delle cluster bomb che vieta l'uso e lo stoccaggio delle munizioni a grappolo, integrando così la Convenzione di Ottawa;

l'11 dicembre 2008, durante l'esame al Senato del disegno di legge finanziaria per il 2009, il Governo ha accolto l'ordine del giorno G.2.442, assumendo l'impegno a risolvere le problematiche relative ai fondi da dedicare ad attività umanitarie come quelle previste dalla Convenzione di Oslo;

in occasione del 4 aprile 2009, IV Giornata internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine e sostegno alla Mine Action indetta dalle Nazioni Unite, la Campagna italiana contro le mine ha organizzato a Roma diversi eventi - ai quali ha partecipato anche Song Kosal, ventiquattrenne cambogiana rimasta vittima di una mina all'età di sei anni e Youth Ambassador della Campagna internazionale per la messa al bando delle mine oltre che fondatrice del Trattato dei giovani contro la guerra nel 1998 - allo scopo di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni sulle conseguenze umanitarie dell'uso di mine e munizioni a grappolo;

tra gli obiettivi delle Convenzioni di Oslo e di Ottawa, sottoscritte dall'Italia, sono previsti oltre la distruzione degli stock di questo sistema d'arma e il divieto di produzione e commercio, anche l'impegno degli Stati aderenti ad azioni quali l'assistenza alle vittime - intendendo per tali non solo i singoli colpiti, ma anche le loro famiglie e le comunità di appartenenza - compreso il loro reinserimento socio-economico, la prevenzione dal rischio per le popolazioni interessate, l'attuazione dei programmi di bonifica umanitaria;

secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Oslo, entro quattro anni dalla sua ratifica, l'Italia ha l'obbligo di distruggere le cluster bomb in suo possesso, risultanti altresì di vecchia produzione;

considerato inoltre che:

dal 30 novembre al 4 dicembre 2009 in Colombia si terrà una seconda conferenza di revisione della Convenzione di Ottawa;

il Governo italiano, contravvenendo alla dichiarazioni di Oslo, ha azzerato il Fondo per lo sminamento umanitario, non riconfermando il suo impegno nella mine action e nell'assistenza alle vittime,

impegna il Governo:

a porre in essere tutte le azioni politico-diplomatiche atte a garantire il necessario appoggio finanziario, tanto a livello interno che internazionale, affinché si continui a sostenere tutte quelle attività dirette a conseguire l'obbiettivo di liberare l'umanità dal terrore delle mine antipersona oltre che dai residui inesplosi delle bombe cluster, al fine di costruire un mondo più sicuro per le generazioni presenti e future;

a rifinanziare urgentemente il Fondo per lo sminamento umanitario, di cui alla legge 7 marzo 2001, n. 58, per poter assolvere agli impegni previsti dalle Convenzioni di Ottawa e di Oslo a cui l'Italia ha aderito, col fine di svolgere attività umanitarie, quali lo sminamento nei Paesi rimasti coinvolti dai conflitti e l'assistenza ai civili disabili e alle rispettive famiglie, vittime dell'azione di bombe cluster e mine antipersona.

(1-00123)