• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00492 Intendimenti del Governo in merito all'opportunità di liberalizzare l'attività di patronato e assistenza sociale, nonché di prevedere anche per i sindacati l'obbligo di rendicontazione del bilancio di esercizio



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00492 presentata da ROBERTO COTA
martedì 21 aprile 2009, seduta n.163
COTA, LUCIANO DUSSIN, DAL LAGO, REGUZZONI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BRIGANDÌ, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOGLIATO, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIBELLI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, LANZARIN, LUSSANA, MACCANTI, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MONTAGNOLI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SALVINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

secondo l'inchiesta condotta dal quotidiano Il Giornale, riportata sul numero del 16 aprile 2009, in beffa al periodo di crisi che stiamo attraversando, i centri di assistenza fiscale di Cgil, Cisl e Uil hanno aumentato le tariffe per la compilazione della dichiarazione dei redditi (modello 730, Unico);

sempre secondo l'articolo citato, al contribuente nel 2009 la compilazione dei redditi costerà fino al 100 per cento in più rispetto al 2008, ma solo per chi non è iscritto al sindacato; sembrerebbe, difatti, che l'aumento è un escamotage per indurre pensionati e contribuenti ad iscriversi al sindacato;

si ricorda che, stante la vigente legislazione, non esiste alcun obbligo di rendicontazione in capo ai sindacati, per cui è impossibile conoscere il loro fatturato, né sapere dove e come vengono spesi i soldi dei contribuenti;

le entrate patrimoniali delle associazioni sindacali possono classificarsi in «contributo sindacale ordinario», derivante dal tesseramento e da un contributo periodico a carico degli associati nella misura annualmente stabilita dagli organi statutari delle singole associazioni, variamente denominato («quota di ammissione», «contributo di iscrizione», «quota annuale di iscrizione» ed altro), e «contributi straordinari», versati - questi ultimi - in occasione di prestazioni speciali di assistenza;

il tesseramento costituisce la fonte di reddito più cospicua: gli iscritti alla triplice - secondo i dati riportati sul quotidiano - sono circa 11 milioni, che mensilmente versano lo 0,40 per cento (circa 40 euro annui) del proprio stipendio direttamente alle casse dei sindacati;

il meccanismo di riscossione automatica, peraltro, era stato abolito nel 1995 a seguito della consultazione referendaria; tuttavia, è ancora in vigore, in quanto, in mancanza di intervento legislativo, tale meccanismo è stato rimesso all'autonomia contrattuale delle parti, che l'hanno generalmente inserito nelle clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro;

la seconda fonte di reddito, in ordine di consistenza, è rappresentata dai centri di assistenza fiscale, che secondo un meccanismo unico in Europa incassano soldi dall'Inps (nel 2006 ammontavano a 120 milioni di euro), soldi dai contribuenti, sia iscritti che non, per via della dichiarazione dei redditi (in media circa 300 milioni) e soldi dall'erario (circa 180-200 milioni) per le dichiarazioni inviate all'agenzia delle entrate;

i privilegi riservati ai sindacati non si limitano al monopolio dei servizi di assistenza fiscale e di patronato ed alla mancanza di un obbligo di rendicontazione; sono, infatti, ancora in vigore le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 dell'articolo 3 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564, ritenute contrarie ad ogni logica di contenimento della spesa pubblica, che riconoscono la doppia pensione per i sindacalisti in aspettativa, che usufruiscono di contributi figurativi a carico dell'Inps e, in aggiunta, di un versamento sindacale extra, e per quelli distaccati -:

se corrisponda al vero quanto denunciato da Il Giornale e tutto ciò che è riportato in premessa e quali siano gli intendimenti del Governo in merito all'opportunità di liberalizzare l'attività di patronato e assistenza sociale, nonché di prevedere anche per sindacati e relative associazioni l'obbligo, al pari di una qualunque impresa, di rendicontazione del bilancio di esercizio e conseguente pubblicazione, in linea con l'esigenza di trasparenza e chiarezza oramai richiesta a gran voce dai contribuenti italiani.
(3-00492)