• Testo MOZIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.1/00148 [Povertà in Italia]



Atto Camera

Mozione 1-00148 presentata da DARIO FRANCESCHINI testo di martedì 7 aprile 2009, seduta n.160
La Camera,

premesso che:

negli ultimi anni gli indicatori monetari e non monetari dell'Istat e di Eurostat mostrano che povertà e disuguaglianza continuano a essere un problema molto rilevante in Italia. Tra i Paesi dell'Europa dei quindici, la situazione italiana è tra le peggiori, insieme a quella degli altri grandi Paesi mediterranei, con un livello di disuguaglianza più elevato e una situazione di gravità della povertà più marcata. In Italia, secondo l'Istat, le famiglie povere sono 2 milioni 623 mila, mentre gli individui poveri sono 7 milioni 537 mila;

la situazione è particolarmente critica nel Mezzogiorno e tra le famiglie numerose, di cinque o più persone;

sempre più rilevante sta diventando il problema della povertà femminile che si concentra tra le madri sole e le donne anziane sole;

oltre alla grave situazione delle famiglie i cui componenti hanno perso il lavoro, sempre più difficoltà incontrano quelle famiglie che pur avendo un reddito non riescono a far fronte a tutte le spese mensili minime necessarie per la sussistenza;

la lotta a tutte le forme di povertà deve essere un obiettivo primario della politica del nostro Governo, ancor di più oggi che l'Italia, come il resto d'Europa, è investita da una profonda crisi economica che ha come risultato quello di far scivolare sempre più famiglie sotto la soglia di povertà con la perdita del lavoro;

sarebbe necessario, per prevenire lo scivolamento nella povertà dei cittadini presenti nella «fascia di vulnerabilità», creare un «punto unico di accesso» alla rete integrata dei servizi, per consentire la presa in carico della persona, accompagnandola nell'utilizzo appropriato dei servizi e delle prestazioni sociali nonché definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali (lep), così come previsti all'articolo 22 della legge quadro n. 328 del 2000 e dall'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione;

a fronte di questo quadro così tragico, l'Italia è agli ultimi posti in Europa a 27 per la spesa procapite per il contrasto al fenomeno della povertà. Le risorse dedicate alla povertà in Italia rimangono esigue. Nessuna nuova risorsa è stata stanziata con l'introduzione della social card, ma semplicemente si è trattato di una redistriduzione di risorse già esistenti, visto che allo stanziamento di 450 milioni di euro annui per la carta, è corrisposta una riduzione almeno equivalente dei trasferimenti statali destinati ai servizi sociali dei Comuni nonché del Fondo per le politiche sociali di cui all'articolo 20 della legge n. 328 del 2000;

nell'ultimo secolo, la maggior parte dei Paesi europei si è dotata di sistemi di protezione del reddito per combattere la povertà e quasi tutti i Welfare States hanno predisposto strumenti di reddito minimo garantito. Nonostante le notevoli differenze che contraddistinguono i provvedimenti nei vari Paesi, l'idea centrale è quella di proteggere tutti i cittadini dalla povertà estrema. Tra i Paesi europei solo Italia, Ungheria e Grecia non hanno ancora introdotto sistemi di reddito minimo o di «solidarietà attiva» accompagnate a misure d'inserimento sociale e lavorativo da articolarsi in una serie di possibili azioni, quali la fuoriuscita da situazioni di illegalità, percorsi di superamento dalle dipendenze, completamento dell'istruzione scolastica e professionale, assunzione di oneri di cura familiare, percorsi di inserimento lavorativo affinché tutti possano disporre di un reddito almeno di sussistenza ed evitare così la «trappola della povertà»;

è necessario invertire la rotta che vede l'Italia tra i Paesi europei ad avere un tasso di povertà minorile tra i più elevati;

è necessario, in particolar modo, in questo periodo di forte crisi economica nazionale ed internazionale creare una strategia integrata che garantisca un'interazione positiva delle politiche economiche, sociali e dell'occupazione sia con misure immediate per fronteggiare le situazioni più drammatiche che con un progetto organico e strutturale che comprenda un'integrazione fra le politiche sociali, del lavoro, della formazione, abitative con misure volte all'occupazione femminile, all'adozione di misure fiscali e monetarie a sostegno dei figli, all'elaborazione di politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia, all'accesso ai servizi socio-educativi per la prima infanzia, alla presa in carico della non autosufficienza attraverso la piena, concreta e reale attuazione del fondo, a misure per la casa a partire dagli affitti, a sperimentare forme di concessione di microcrediti per sostenere l'imprenditorialità sociale,
impegna il Governo:
a considerare tra le sue priorità la lotta alla povertà estrema anche attraverso l'introduzione una tantum di un contributo di solidarietà del 2 per cento sui redditi superiori a 120.000 euro e con la creazione di un Fondo nazionale per il contrasto della grave emarginazione, con l'obiettivo di implementare il sistema dei servizi dedicati all'accoglienza, all'accompagnamento ed alla protezione delle persone in stato di grave emarginazione nonché di contrastare il disagio nelle periferie urbane;

ad integrare con risorse economiche adeguate il fondo nazionale per le politiche sociali di cui all'articolo 20 della legge n. 328 del 2000, in modo da garantire su tutto il territorio nazionale alle persone e alle famiglie una migliore qualità della vita, con la qualificazione e il potenziamento della rete dei servizi degli enti locali;

ad incentivare la lotta all'evasione fiscale attraverso il riavvio delle politiche antievasione, a cominciare dal ripristino della tracciabilità dei corrispettivi e dell'innalzamento del limite massimo dei trasferimenti in contanti nonché delle sanzioni per le imposte evase anche al fine di recuperare risorse finanziarie necessarie da poter poi utilizzare per misure di lotta alla povertà.

(1-00148)
«Franceschini, Soro, Sereni, Bressa, Letta, Maurizio Turco, Baretta, Fluvi, Quartiani, Giachetti, Argentin, Binetti, Bossa, Bucchino, Burtone, Calgaro, D'Incecco, Grassi, Lenzi, Miotto, Mosella, Murer, Pedoto, Sbrollini, Livia Turco, Bersani, Boccia, Calvisi, Capodicasa, Cesario, Duilio, Genovese, Marchi, Cesare Marini, Misiani, Nannicini, Andrea Orlando, Rubinato, Vannucci, Ventura, Carella, Causi, Ceccuzzi, D'Antoni, De Micheli, Fogliardi, Gasbarra, Graziano, Losacco, Marchignoli, Pizzetti, Sposetti, Strizzolo».