• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02187-A/107 premesso che:l'articolo 7-octies del provvedimento al nostro esame prevede, per l'anno 2012, un rimborso, tramite un concambio con titoli di Stato di nuova emissione, ai titolari di...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/2187-A/107 presentato da AURELIO SALVATORE MISITI testo di giovedì 2 aprile 2009, seduta n.158

La Camera,
premesso che:
l'articolo 7-octies del provvedimento al nostro esame prevede, per l'anno 2012, un rimborso, tramite un concambio con titoli di Stato di nuova emissione, ai titolari di obbligazioni del prestito obbligazionario «Alitalia 7,5 per cento 2002-2010 convertibile» emesso da Alitalia SpA, ora in amministrazione straordinaria, per un importo ridotto del 50 per cento del loro valore e fino ad un tetto di 100.000 euro per ciascun obbligazionista, fino ad un importo complessivo di 100 milioni di euro;
i suddetti obbligazionisti devono rinunciare, al fine di usufruire del rimborso, a qualsiasi pretesa ed iniziativa direttamente o indirettamente connessa alla proprietà dei titoli;
le risorse necessarie vengono prelevate dal fondo dei conti bancari definiti come «dormienti» all'interno del sistema bancario nonché del comparto assicurativo e finanziario ai sensi dell'articolo 1, commi 343 e 345, della legge n. 266 del 2005;
mentre per i depositi di somme di denaro il termine per il versamento al Fondo è scaduto il 15 dicembre 2008, per assegni circolari non riscossi, polizze vita prescritte e strumenti finanziari il termine scadrà il 31 maggio 2009;
l'articolo 3, comma 2 del decreto-legge n. 134 del 28 agosto 2008, successivamente convertito in legge, recitava: «al fine della tutela del risparmio i piccoli azionisti ovvero obbligazionisti di Alitalia-Linee aeree italiane S.p.A., che non abbiano esercitato eventuali diritti di opzione aventi oggetto la conversione dei titoli in azioni di nuove società, sono ammessi ai benefici di cui all'articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono stabilite le condizioni e le altre modalità di attuazione del presente comma»;
sono oltre 40.000 i piccoli azionisti che avevano investito in Alitalia - tra i quali molti dipendenti della nostra ex-compagnia di bandiera che avevano ricevuto le obbligazioni al posto di voci del salario i cui titoli hanno un valore nominale di circa 300 milioni di euro - che sarebbero stati salvaguardati dalla vendita ad Air France, secondo l'ipotesi originaria in seguito scartata dal Presidente Berlusconi;
i dipendenti della vecchia Alitalia, che sono rimasti nella bad company e che sono in cassa integrazione, hanno ricevuto obbligatoriamente le azioni e le obbligazioni e se ne sono visti ridurre il valore senza poter intervenire a causa dell'obbligo di non contrattarle per un certo periodo, ormai scaduto da tempo a seguito della sospensione del titolo in borsa;
il Presidente del Consiglio dei ministri e il ministro dell'economia e delle finanze dissero chiaramente e dichiararono solennemente, allorché diedero via libera al decreto-legge sulla liquidazione della cosiddetta bad company, che nessun risparmiatore ci avrebbe rimesso un euro;
se la società fosse stata venduta prima ad Air France - e non dopo per quattro soldi alla cordata CAI -, avremmo potuto risparmiare i 300 milioni di euro dati dallo Stato ad Alitalia con il cosiddetto «prestito-ponte», mentre adesso questi 300 milioni di euro devono essere restituiti;
senza questo debito di 300 milioni di euro, gli azionisti e gli obbligazionisti di Alitalia avrebbero potuto sperare di avere una percentuale di falcidia molto minore rispetto a quella cui andranno incontro;
l'articolo 7-octies citato elude infatti il problema, affidando la tutela dei piccoli azionisti di Alitalia al solo strumento costituito dal Fondo di 100 milioni di euro alimentato dai cosiddetti depositi dormienti, somma del tutto insufficiente, e tramite un cambio con titoli di stato con scadenza al 31 dicembre 2012, e per di più con l'obbligo di rinuncia a qualsiasi azione di rivalsa ulteriore;
il risultato di come è stata condotta dal Governo l'operazione Alitalia è stato disastroso ed è davanti agli occhi di tutti:
la nostra compagnia aerea venduta «per due soldi» a Air France che di fatto la controlla;
l'aeroporto di Malpensa declassato;
migliaia di lavoratori Alitalia e dell'indotto senza lavoro;
miliardi di debiti a carico dei contribuenti italiani;
migliaia di investitori che si ritrovano adesso non più titoli Alitalia, ma carta straccia e risparmi di una vita andati in fumo,

impegna il Governo

a prendere le opportune iniziative al fine di tutelare effettivamente e per intero gli oltre 40 mila piccoli azionisti Alitalia, e specialmente quanti erano dipendenti della vecchia Alitalia, che sono rimasti nella bad company e che sono in cassa integrazione, che ne avrebbero veramente bisogno.
9/2187-A/107.Misiti.