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Atto a cui si riferisce:
C.4/01387 ANGELI. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che: la ex legge 153 non ha più...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata venerdì 27 marzo 2009
nell'allegato B della seduta n. 154
All'Interrogazione 4-01387 presentata da
GIUSEPPE ANGELI
Risposta. - In merito a quanto rappresentato dall'interrogante nel presente atto parlamentare, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
Uno degli strumenti utilizzati dal ministero degli affari esteri al fine di promuovere la lingua italiana nel mondo è quello di organizzare corsi di lingua e cultura italiana per i connazionali. Tali corsi, in passato, assolvevano eminentemente la funzione di mantenere vivo il legame dei nostri emigrati con la lingua di origine. La legge n. 153 del 1971 (recepita dal decreto legislativo n. 297 del 1994), che regola i corsi di lingua e cultura italiana, fu concepita, infatti, per soddisfare le esigenze sociali e culturali maturate in seno all'emigrazione.
Negli anni, a seguito di un processo di integrazione (ed inevitabilmente in alcuni casi di assimilazione) nella realtà dei Paesi di residenza, le caratteristiche di tali iniziative si sono via via modificate. I giovani italiani o di origine italiana residenti all'estero sono per lo più nati nei Paesi di emigrazione ed integrati nella realtà sociale locale. La buona conoscenza dell'italiano non ha più quindi esclusivamente la funzione di mantenere forte e salda una identità, ma diventa un valore aggiunto per inserirsi più agevolmente nel mondo del lavoro e per raggiungere migliori posizioni sociali. Tali corsi possono essere gestiti da enti, associazioni, comitati e scuole locali (enti gestori), ai quali ministero degli affari esteri, sulla base delle disponibilità di bilancio, concede contributi a valere sul capitolo 3153. Gli enti gestori, circa 280 nel 2008, assumono direttamente gli insegnanti sulla base della normativa locale. Ai docenti - in totale circa 7.500 unità - viene richiesto un titolo di studio valido per l'insegnamento. Gli allievi che frequentano i corsi sono circa 650.000 in tutto il mondo. L'aggiornamento degli insegnanti sopra menzionati viene svolto annualmente, nell'ambito dei progetti elaborati dagli enti locali, gestori delle iniziative, con il coordinamento e monitoraggio degli Uffici scolastici consolari. I corsi sono condotti da enti formatori esperti nel settore, università italiane, a volte anche in collaborazione con istituzioni accademiche locali di comprovata esperienza. Ai corsi di aggiornamento, realizzati grazie all'intervento del ministero degli affari esteri, debbono aggiungersi quelli che, in numerose realtà, vengono organizzati dalle istituzioni locali preposte alla formazione, soprattutto per i docenti che insegnano nei corsi integrati nelle scuole del Paese ospitante. Il materiale didattico utilizzato nei corsi di lingua e cultura italiana ex lege 153, nel rispetto dell'autonomia didattica, viene scelto sulla base delle decisioni scaturite nel collegio dei docenti, sentiti i consigli di classe (articolo 188 del decreto legislativo n. 297 del 1994). Esso viene acquistato dagli enti gestori che ricevono contribuiti ministeriali (Cap. 3153), sulla base della valutazione delle richieste presentate e nell'ambito delle risorse disponibili. Obiettivo perseguibile e, in alcuni casi, attuato in via sperimentale, è quello di offrire la certificazione di competenza linguistica, nel quadro di intese specifiche con istituzioni locali. Peraltro, affinché detta certificazione risponda allo scopo, l'insegnamento deve essere altamente qualificato e rigoroso e svolgersi nel rispetto dei programmi linguistici locali. Specie negli ultimi anni, nei Paesi dove è maggiormente presente la comunità italiana, sono state stipulate convenzioni tra i Consolati Italiani e le Autorità statali, provinciali e municipali locali. Tali convenzioni regolano l'inserimento o l'integrazione dell'insegnamento della lingua italiana nei sistemi scolastici dei suddetti Paesi, con il riconoscimento, ove possibile, da parte delle scuole locali, del valore curricolare dell'italiano. Da parte italiana vi è un impegno a contribuire alla formazione dei docenti locali e a fornire materiale didattico, anche di tipo multimediale. I Paesi principalmente interessati da tali convenzioni sono, tra gli altri, Argentina, Australia, Brasile, Canada, USA.
Per quanto riguarda in particolare il settore dell'istruzione scolastica in America Latina, il ministero degli esteri garantisce il sostegno alla rete di 83 scuole italiane paritarie di tipo bilingue italiano-spagnolo e italiano-portoghese, funzionanti nell'anno 2007.
Molte scuole hanno una lunga tradizione spesso più che centenaria e coprono tutti i gradi di studio, dalla scuola dell'infanzia alle scuole secondarie di secondo grado. Esse sorgono nei principali Paesi (Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Perù, Uruguay, Venezuela) che sono stati meta di forti flussi migratori provenienti dall'Italia, nel periodo a cavallo fra il XIX ed il XX secolo ed al termine della seconda guerra mondiale.
Tali Istituti sono oggi frequentati da circa 9.900 alunni, in grande maggioranza locali (circa 94 per cento).
Il mistero degli affari esteri li sostiene con l'invio di personale docente di ruolo (38 insegnanti), dirigenti scolastici presso gli uffici consolari (10) e con la concessione di contributi alle scuole non governative che nell'anno 2007 hanno raggiunto la somma di 2.068.728 euro di cui 23.000 euro destinati all'aggiornamento ed alla formazione di docenti di italiano locali.
Per favorire la diffusione della lingua italiana, nell'anno 2007 sono stati erogati ulteriori contributi (82.635 euro) per l'istituzione di cattedre di italiano presso scuole locali governative o private e per l'organizzazione di corsi di lingua e cultura italiana riservati ai loro docenti.
Sono stati anche sostenuti presso atenei locali o scuole paritarie, come nel caso di La Plata e Santiago, percorsi accademici destinati alla formazione di docenti di italiano.
Inoltre, in collaborazione con il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, si è dato avvio ad un programma di formazione iniziale per il personale scolastico di ruolo in servizio all'estero.
Il mistero degli affari esteri spedisce regolarmente all'estero materiale didattico di tipo cartaceo (libri) e multimediale (DVD; CD rom) per la promozione della cultura in generale e della lingua italiana in particolare.
Questo materiale viene di norma inviato in base alle richieste che giungono dalla rete dei lettori all'estero (263), nonché dagli Istituti di Cultura e dalla scuole straniere in cui si insegna l'italiano.
Per quanto riguarda le certificazioni, il ministero degli esteri ha stipulato, oltre alla nota convenzione con la società Dante Alighieri, anche convenzioni-quadro sulla certificazione di conoscenza della lingua italiana con l'Università per stranieri di Perugia, l'Università per stranieri di Siena e l'Università Roma Tre. Tali convenzioni permettono di sostenere presso gli Istituti di Cultura all'estero le prove per il conseguimento di certificazioni di conoscenza dell'italiano.
Infine, per ciò che riguarda nello specifico la scarsa attenzione che l'editoria italiana riserverebbe all'America Latina, si può sottolineare che l'Italia è stata ospite d'onore alla Fiera internazionale del libro di Guadalajara 2008, la più grande dell'America Latina e la seconda al mondo dopo Francoforte.
Anche in considerazione di questo importante evento è stato dato un impulso maggiore agli incentivi dedicati alla traduzione di libri italiani in lingua spagnola (nel solo 2008 sono stati concessi 38 fra premi e contributi per la traduzione di libri italiani in lingua spagnola in America Latina).

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Alfredo Mantica.