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Atto a cui si riferisce:
S.4/00627 RANDAZZO - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che: la legge 8 maggio 1985, n. 205, ha istituito i Comitati dell'emigrazione italiana (Coemit) modificata ed integrata dalla legge 5...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 017
all'Interrogazione 4-00627 presentata da
RANDAZZO

        Risposta. - La gestione del Comites (Comitato italiani all'estero) di Atene è stata negativamente condizionata da un'acuta contrapposizione di natura personale ancor più che ideologica tra i componenti, che si è pesantemente riflessa sull'ordinato svolgimento delle funzioni demandate dalla legge all'organismo.

        L'Ufficio consolare italiano è più volte intervenuto affinché lo scontro in atto potesse essere ricondotto nell'ambito di una normale dialettica.
        Nel febbraio 2007 il Presidente del Comites, Angelo Saracini, ed alcuni consiglieri, nel corso di una riunione, hanno presentato una mozione per dichiarare decaduto un membro, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della legge n. 286 del 2003, per «mancata partecipazione immotivata ai lavori del comitato per tre sedute consecutive». Tuttavia, in presenza di un disaccordo sull'interpretazione della normativa vigente, la mozione è stata poi ritirata.
        Nel novembre 2007, il Presidente del Comites ha chiesto all'Ambasciata d'Italia ad Atene di esprimere il suo parere per la sostituzione di due consiglieri a causa dell'asserita terza assenza ingiustificata dei medesimi alle riunioni. L'Ambasciata non ha però ravvisato le circostanze circa l'applicazione del citato articolo 8, comma 3, in quanto l'assenza dei consiglieri in questione era motivata dal mancato riconoscimento della sede del Comites stabilita presso l'abitazione privata del Presidente.
        Nel maggio 2008 la crisi gestionale del Comitato ha raggiunto una fase cruciale con le dimissioni del Presidente, cui ha fatto seguito l'impossibilità di individuare un altro membro che potesse sostituirlo nel mandato. I componenti del Comitato, in una successiva seduta tenutasi alla fine del mese di maggio, hanno preso atto dell'irreversibilità della paralisi operativa dell'ente e ne hanno deciso lo scioglimento de facto.
        Il 3 giugno 2008, l'Ambasciata, costatato che gli sforzi condotti dall'Ufficio consolare per favorire un dialogo costruttivo nel Comitato non avevano avuto esito, ha preso atto dell'impossibilità del suo funzionamento e ne ha proposto lo scioglimento, come previsto dall'articolo 8, comma 4, della legge n. 286 del 2003.
        Il 13 giugno il Ministero degli affari esteri ha quindi richiesto il previsto parere obbligatorio del Comitato di Presidenza del CGIE (Consiglio generale italiani all'estero), il quale, con delibera del 25 giugno 2008, ha rinviato la decisione alla successiva seduta, dando mandato al Consigliere residente in Grecia di svolgere i passi necessari per pervenire ad una soluzione del problema ovvero di fornire al CGIE, ogni elemento di valutazione utile per la formulazione del parere richiesto.
        Il Comitato di Presidenza del CGIE, il 28 settembre ha infine espresso parere favorevole allo scioglimento del Comites di Atene.
        In data 14 ottobre è stato emesso il decreto ministeriale di scioglimento del Comitato ed è stato nominato il Commissario straordinario, che ne assicurerà l'ordinaria amministrazione e resterà in carica fino al giorno della prima seduta del nuovo Comitato.
        Ai sensi del citato articolo 8, comma 4, della legge n. 286 del 2003 le elezioni del nuovo Comitato dovranno svolgersi entro sei mesi dallo scioglimento e, come previsto dall'articolo 15, l'Ambasciata d'Italia in loco provvederà all'indizione delle elezioni che verrà effettuata entro trenta giorni dall'emanazione del decreto di scioglimento.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri

Mantica