• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02611 ROSATO, CODURELLI, MONAI, VELO, BOSSA, MONDELLO, VICO, MOTTA, MARAN, MIGLIOLI, MARGIOTTA, CRISTALDI, GIULIETTI, LENZI, DE BIASI, BOFFA, SIRAGUSA, GNECCHI, VIOLA, FIANO, SCHIRRU, VILLECCO CALIPARI,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02611 presentata da ETTORE ROSATO
lunedì 23 marzo 2009, seduta n.150
ROSATO, CODURELLI, MONAI, VELO, BOSSA, MONDELLO, VICO, MOTTA, MARAN, MIGLIOLI, MARGIOTTA, CRISTALDI, GIULIETTI, LENZI, DE BIASI, BOFFA, SIRAGUSA, GNECCHI, VIOLA, FIANO, SCHIRRU, VILLECCO CALIPARI, MASTROMAURO, LOVELLI, MOSELLA, PIFFARI, TULLO, ENZO CARRA, CASTAGNETTI, TRAPPOLINO, SBROLLINI, STRIZZOLO e ROSSA. - AI Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

non sembra ancora profilarsi una soluzione all'umiliante situazione dei circa trentamila marittimi i quali, sia pur avendo atteso più degli altri lavoratori, erano giunti ad un passo dalla concessione dei benefici previdenziali per l'esposizione all'amianto;

recependo lo spirito della risoluzione approvata il 13 aprile 2005 dalle Commissioni IX ed XI della Camera dei Deputati, la legge n. 266 del 2005 (Finanziaria 2006) all'articolo 1, comma 567, aveva stabilito che: «per i lavoratori marittimi assicurati presso l'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA), la sussistenza e la durata dell'esposizione all'amianto sono accertate e certificate dall'Ipsema. Per i predetti lavoratori, restano valide le domande di certificazione già presentate all'INAIL, in ottemperanza al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 27 ottobre 2004, emanato in attuazione dell'articolo 47 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2004»;

in seguito, trattando del trasferimento da INAIL ad IPSEMA della competenza sulla procedura di accertamento dei requisiti per la concessione ai lavoratori marittimi che risultano essere stati esposti all'amianto (Legge 23 dicembre 2005, articolo 1, comma 567), il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'Ipsema, con la deliberazione n. 91/2006 della seduta del 10 febbraio 2006, ha posto l'interrogativo (al comma 6) se il curriculum lavorativo fornito dal datore di lavoro possa essere sostituito da altre forme di dichiarazioni e (al comma 9) se per il curriculum lavorativo, la cui compilazione è posta a carico dell'azienda, possa considerarsi l'opportunità di prevedere un intervento di natura tecnico amministrativo dell'Istituto stesso diretto al completamento dell'istruttoria delle domande presentate dai lavoratori marittimi;

con un ordine del giorno del 13 dicembre 2006, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'Ipsema ha rilevato che «nonostante le reiterate sollecitazioni rivolte al Ministero del Lavoro, la proposta di utilizzare l'estratto matricolare o la fotocopia del libretto di navigazione, quale documento probante di presunta esposizione all'amianto da parte del marittimo, non registra alcun passo avanti», denunciando che «tale situazione che impedisce di poter dare una risposta concreta alle attese dell'utenza marittima» ed ha auspicato che «vengano trovate delle soluzioni, amministrative o legislative, alle problematiche sollevate»;

in particolare, nel citato ordine del giorno, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'Ipsema rende noto che, qualora il quadro normativo vigente, dovesse rimanere invariato, l'Istituto «si troverebbe in forte difficoltà e sarebbe costretto a declinare qualsiasi responsabilità anche di fronte al rischio di un contenzioso, con conseguenti notevoli oneri, stante le aspettative dei marittimi che quotidianamente reclamano il rilascio della certificazione»;

a distanza di quasi due anni, in data 7 novembre 2008 l'Ipsema ha inviato la lettera CED 172237 a tutti i lavoratori marittimi che, nelle forme e con i metodi di rito, hanno chiesto certificazione per esposizione all'amianto, invitandoli a integrare la domanda con il curriculum lavorativo rilasciato dal datore di lavoro, in quanto «l'Istituto non potrà avviare il procedimento amministrativo diretto alla emanazione del provvedimento di certificazione, attesa la mancanza di un documento indispensabile a tal fine»;

riscontrando una nota della Federazione Nazionale Dirigenti Aziende Industriali, l'Ipsema, con lettera dell'11 febbraio 2009, prot. n. DCAPSI/929/09, ha sostenuto di essere «perfettamente a conoscenza delle difficoltà che i marittimi hanno nel reperire il curriculum lavorativo, nonché delle iniziative parlamentari che sono state assunte nel passato per risolvere alcune delle problematiche che l'applicazione della disciplina vigente comporta»;

nella stessa lettera l'Ipsema, che ricorda di essersi «fatto promotore, presso le sedi competenti, di iniziative volte alla soluzione di tali difficoltà, nella speranza di risolvere almeno quelle di carattere procedurale», ribadisce come «la normativa vigente (...) non consente di poter avviare il procedimento allorché le domande stesse siano prive del curriculum»;

la lettera dell'Istituto si conclude ribadendo di essere «in attesa di una possibile ed auspicata modifica della disciplina contenuta nel decreto ministeriale 27 ottobre 2004» -:


se il Ministro dei lavoro, della salute e delle politiche sociali intenda por fine all'odissea di tanti marittimi e, compiendo un atto di giustizia, provvedere con la massima urgenza a modificare la disciplina contenuta nel decreto ministeriale 27 ottobre 2004, stabilendo l'estratto matricolare o la fotocopia del libretto di navigazione quale documento probante di presunta esposizione all'amianto da parte del marittimo.(4-02611)