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Atto a cui si riferisce:
S.1/00093 Lotta contro l'AIDS



Atto Senato

Mozione 1-00093 presentata da ANTONIO TOMASSINI
martedì 24 febbraio 2009, seduta n.157

TOMASSINI, BIANCONI, BOSONE, CALABRO', D'AMBROSIO LETTIERI, DI GIACOMO, GHIGO, GRAMAZIO, MASSIDDA, RIZZI, RIZZOTTI, SACCOMANNO, DE LILLO - II Senato,

premesso che:

il Parlamento europeo il 24 aprile 2007 ha adottato la Risoluzione sulla lotta all'HIV/AIDS all'interno dell'Unione europea e nei Paesi vicini per il triennio 2007-2009;

il Parlamento europeo il 21 novembre 2008 ha adottato la Risoluzione sull'HIV/AIDS: diagnosi precoce e cure tempestive;

in occasione della giornata internazionale della lotta all'AIDS 2008 la Commissione europea e il Consiglio dell'Unione europea hanno sottolineato l'importanza della diagnosi precoce attraverso la facilitazione dell'accesso al test e hanno invitato tutti gli Stati membri a portare i loro risultati nel campo alla Conferenza di Vienna che si terrà nel 2010;

le conclusioni della Conferenza "2008 HIV Diagnosis Summit" della Presidenza francese dell'Unione europea, tenuta a Parigi nel novembre 2008, nello stigmatizzare il ritardo nella diagnosi per l'HIV/AIDS, invitano gli Stati membri a mettere in atto con urgenza tutte le azioni per migliorare l'accesso al test in un sistema che lascia, in Francia, nell'ignoranza del proprio stato almeno 40.000 sieropositivi l'anno, permettendo quindi attraverso la diagnosi precoce di migliorare la qualità della loro vita e allo stesso tempo ridurre la trasmissione della malattia;

considerato che:

in base ad alcune recenti ricerche si stima che nel nostro Paese siano circa 130.000 le persone sieropositive; poiché i casi accertati sono soltanto 65.000, il 50 per cento dei sieropositivi presenti in Italia, risultano, attualmente, non identificati;

in Italia, come negli altri Paesi della Unione europea, il numero di nuovi contagi HIV continua a crescere; nel 2008, secondo gli ultimi dati del Centro Operativo AIDS (COA) dell'istituto Superiore di Sanità, oltre 4.000 persone si sono infettate con l'HIV;

nel 2008 il COA ha comunicato che sono state 1.400 le persone sieropositive che si sono ammalate di AIDS, quelle cioè che durante lo scorso anno hanno manifestato i segni di malattie conseguenti all'infezione da HIV;

la diminuzione del numero di casi AIDS conclamato, nel nostro Paese, appare sempre meno netta e in alcune Regioni, come il Lazio o la Toscana, si registra addirittura un nuovo incremento;

una larga percentuale di infezioni da virus HIV non vengono diagnosticate e molte di queste persone, che non sanno di esser infette, scopriranno di esserlo solo quando saranno afflitte dalle patologie correlate;

l'HIV/AIDS è una malattia trasmissibile ed esiste quindi il rischio di contagio da parte delle persone infette che non sanno ancora di esserlo;

l'introduzione di misure efficaci e realistiche di salute pubblica per facilitare la diagnosi precoce dell'infezione da HIV è indispensabile per evitare un'inconsapevole diffusione della malattia, dare migliori possibilità di cura e dare al sieropositivo maggiore possibilità di tutela dei propri diritti;

la lotta all'HIV/AIDS è una sfida complessa che comprende un numero infinito di fattori in campo, il punto essenziale per affrontare la diffusione della malattia appare il raggiungimento della consapevolezza dello stato di sieropositività attraverso la diagnosi precoce e l'accesso ai test per l'HIV;

la piena tutela dei diritti umani e del diritto alla riservatezza è essenziale in ogni aspetto della risposta al virus dell'HIV,

impegna il Governo a:

dare mandato ufficiale e cogente alla Commissione nazionale per la lotta contro l'Aids, organo tecnico del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di elaborare le Linee guida nazionali per garantire, indurre e facilitare l'accesso al test. Tali Linee guida dovranno: individuare i gruppi di fragilità sociale sui quali focalizzare i primi passi strategici; definire strumenti chiari e modalità innovative per la garanzia dell'accesso informato quali l'introduzione di procedure standard nell'accettazione per il ricovero ospedaliero; procedure standard di test informato all'interno delle strutture carcerarie, nel momento dell'accoglienza delle persone immigrate, in situazioni di conclamato disagio sociale o, ad esempio, in presenza di patologie psichiatriche;

trasmettere le conclusioni della Commissione per la lotta contro l'Aids sulle sunnominate Linee guida entro sei mesi;

migliorare l'informazione e la prevenzione sulle malattie sessualmente trasmissibili e, in particolare, sull'HIV/AIDS e sulle epatiti, sottolineando la necessità di sottoporsi al test per permettere una diagnosi precoce;

a comunicare lo stato dell'applicazione di tali Linee guida sul territorio nazionale attraverso una relazione annuale da presentare al Parlamento.

(1-00093)