• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01049 ASCIERTO, ZORZATO, MILANATO e MISTRELLO DESTRO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che: nelle ultime settimane si è...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-01049 presentata da FILIPPO ASCIERTO
martedì 24 febbraio 2009, seduta n.139
ASCIERTO, ZORZATO, MILANATO e MISTRELLO DESTRO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:


nelle ultime settimane si è organizzato un «movimento spontaneo» di sindaci, su iniziativa del comune di Albignasego in provincia di Padova, che ora si sta allargando a macchia d'olio coinvolgendo tutte le province venete, con lo scopo di sostenere la Regione affinché ottenga dal Ministero della pubblica istruzione il corpo docente necessario a mantenere anche per il prossimo anno scolastico 2009- 2010 il tempo prolungato nella scuola primaria;


dai contatti assunti con la Regione del Veneto, sembra che già in sede di Conferenza Stato-Regioni del 7 marzo, si possa addivenire alla ridistribuzione dell'organico dei docenti in tutte le Regioni, da qui, l'urgenza di sostenere ad ogni livello quanto richiesto dai Comuni, che in questi giorni stanno approvando in tutti i Consigli comunali un ordine del giorno a sostegno del tempo prolungato nella scuola primaria;


è il caso di sottolineare come la questione investa esclusivamente questa Regione che si sempre dimostrata Regione virtuosa anche nella scuola, fra l'altro qualitativamente dalle rilevazioni Ocse Pisa 2006 risulta che la scuola veneta nella classifica europea è ai primi, posti, precedendo addirittura la Francia, la Germania e il Regno Unito;


il tempo prolungato nella scuola primaria (30 ore settimanali di lezione frontale + il tempo mensa), attivo nel Veneto da quasi 20 anni, si caratterizza per la presenza, a scuola degli alunni per un orario che varia dalle 35 alle 38 ore settimanali, generalmente distribuito su 5 giorni dal lunedì al venerdì, sul modello del tempo pieno (40 ore settimanali con servizio di mensa);


il modello del tempo lungo nasce dalla necessita di dare una risposta efficace alla forte richiesta di tempo pieno delle famiglie venete, spesso con entrambi i genitori lavoratori, vista l'impossibilità di istituire nuovi tempi pieni, congelati dalla legge n. 148 del 1990 al numero di quelli già esistenti nell'anno scolastico 1989-1990;


senza oneri aggiuntivi per lo Stato, il tempo lungo è stato attivato dalle scuole della nostra Regione (circa 1.220 classi) - in modo particolare nella provincia di Padova - grazie al «sacrificio» delle ore di compresenza dei docenti, previste dall'organizzazione a modulo delle classi a tempo normale (3 docenti su 2 classi). Dette ore di compresenza sono state utilizzate essenzialmente per l'assistenza agli alunni durante la mensa;


in conseguenza dell'emanazione della recente legge n. 169 del 2008, con l'azzeramento delle compresenze e l'assegnazione dell'organico sulla base delle sole ore di docenza frontale, tutte le classi organizzate con i modelli a 24-27-30 ore settimanali non hanno alcuna possibilità di effettuare un tempo scuola disteso con rientri pomeridiani e mensa. Resta ancora questa possibilità solo per le classi attualmente a tempo pieno, che, però, in base alle norme vigenti non potranno aumentare di numero;



fra l'altro negli ultimi anni la popolazione scolastica del Veneto è cresciuta di 55.738 unità, a cui però non è seguita una corrispettiva crescita degli, organici del, personale della scuola (riconoscendo negli ultimi 6 anni un docente più ogni 78 nuovi alunni) - al contrario di altre regioni italiane nelle quali gli insegnanti sono aumentati a fronte di un notevole calo del numero degli alunni frequentanti - ;

va considerata la sempre più crescente richiesta delle famiglie venete di tempo lungo-pieno alla scuola primaria (documentata dalle priorità espresse dai genitori dei bambini che in questi giorni si iscrivono alla classe prima e dalle centinaia di richieste individuali scritte inoltrate dai genitori delle classi successive alla prima) tale per cui se nel prossimo anno scolastico non fosse riconosciuto oltre 25.000 famiglie del Veneto non saprebbero come far conciliare l'orario lavorativo con quello scolastico dei figli, aumentando in questo modo il disagio sociale, già compromesso dalla pesante crisi economica che stiamo vivendo;


i Comuni del Veneto per consentire il tempo lungo con il neutro pomeridiano hanno investito centinaia di milioni di euro per adeguare le scuole con nuove mense a norma per la refezione scolastica dei bambini, realizzando cucine per la preparazione dei pasti, ampliando le scuole con aule di laboratorio didattico finalizzate alle attività pomeridiane, tutti investimenti buttati al vento se non fosse confermato il modello del tempo lungo -:


se non si ritenga necessario adeguare l'organico dei docenti della scuola primaria che verrà assegnato alla Regione Veneto alla reale specificità organizzativa delle scuole, al fine di consentire la continuazione dei modelli a tempo prolungato ove esistenti, ovvero la trasformazione degli stessi nel modello a tempo pieno (40 ore settimanali, mattina e pomeriggio con servizio mensa), nel rispetto delle richieste e delle esigenze delle famiglie.(5-01049)