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Atto a cui si riferisce:
C.4/01820 PATARINO, FRANZOSO, LO PRESTI, DIVELLA, CRISTALDI, MARINELLO, LEHNER, MOFFA, ANTONIO PEPE, DI VIRGILIO, DE CORATO, PALUMBO, PAGANO, VERSACE, PROIETTI COSIMI, LAMORTE, BIAVA, SCAPAGNINI, LISI,...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 16 febbraio 2009
nell'allegato B della seduta n. 133
All'Interrogazione 4-01820 presentata da
CARMINE SANTO PATARINO
Risposta. - In riferimento all'interrogazione a risposta scritta in esame, inerente la crisi dell'agricoltura italiana in alcuni settori strategici per l'economia nazionale, si fa presente quanto segue.
L'attività di prevenzione e controllo dell'ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari di questo ministero si esplicita nelle differenti filiere del comparto agroalimentare ed è realizzata nell'ambito dell'attività ordinaria nonché di specifici programmi mirati, al fine di perseguire gli obiettivi istituzionali di salvaguardia delle produzioni nazionali e, più in generale, dei consumatori da fenomeni di sleale concorrenza, di imitazione e contraffazione.
Negli ultimi anni, in considerazione dell'elevato rischio di introduzione sul territorio nazionale di produzioni ortofrutticole extracomunitarie o comunitarie commercializzate in difformità alle norme di settore, il citato ispettorato ha attivato azioni straordinarie indirizzate all'accertamento della corretta etichettatura e presentazione dei prodotti ortofrutticoli, ivi compresa l'origine dichiarata.
Si sottolinea, inoltre, che per migliorare l'efficacia dell'azione di controllo, la pianificazione delle verifiche ispettive è stata modulata sulla base dei dati forniti dall'Agenzia delle dogane e delle capitanerie di porto, relativi ai flussi d'introduzione sul territorio nazionale dei prodotti ortofrutticoli provenienti da paesi terzi.
I controlli, sempre espletati nel rispetto della normativa specifica e di quella di carattere generale in tema di etichettatura dei prodotti alimentari, sono stati finalizzati, in presenza di fondati elementi di rischio, anche all'accertamento di eventuali residui di prodotti fitosanitari non consentiti in prodotti da agricoltura biologica, nonché nella ricerca degli additivi e cere non autorizzate nell'UE per il trattamento superficiale degli agrumi.
Con particolare riferimento al settore oleario, l'attività di verifica è finalizzata ad accertare anche l'origine geografica italiana dell'olio commercializzato, per evitare che oli di provenienza UE o extracomunitari siano «nazionalizzati» e venduti come tali nel nostro Paese.
Inoltre, questa amministrazione, nel mantenere alto il livello di attenzione nel settore oleario, ha attivato dei tavoli tecnici di confronto con le principali associazioni di categoria e le regioni, per approfondire talune problematiche legate alle distorsioni di mercato che possono crearsi a seguito di frodi o di fenomeni di sleale concorrenza.
Nell'ambito del comitato tecnico di cui all'articolo 5 del decreto ministeriale 13 febbraio 2003, n. 44, questa amministrazione ha previsto un'attività di controllo congiunta su tutto il territorio nazionale che riguarderà, tra l'altro, il monitoraggio, presso i punti di entrata delle merci e gli importatori, dell'olio d'oliva introdotto dagli Stati membri o importato dai Paesi terzi al fine di verificare la corrispondenza delle caratteristiche merceologiche-compositive dichiarate e dell'origine geografica attribuita.
Per quanto riguarda la tracciabilità delle produzioni agroalimentari, si fa presente che il regolamento (CE) n. 178/02 ha predisposto un sistema generale per la rintracciabilità dei prodotti alimentari e dei mangimi per poterne ricostruire il percorso compiuto, fornire informazioni ai consumatori ed ai funzionari responsabili dei controlli e procedere, in caso di necessità, a ritiri mirati e precisi.
A livello nazionale è stato adottato il decreto legislativo n. 190 del 2006 che, in relazione al citato regolamento, ha disciplinato il sistema sanzionatorio in materia di tracciabilità delle produzioni agroalimentari.
Con tale strumento normativo, utilizzato dagli organismi di controllo, si è contribuito a dare maggiore efficacia al sistema e a coinvolgere maggiormente le imprese del settore affinché adottino adeguate procedure di tracciabilità interna.
In ordine all'obbligo di indicare l'origine geografica, fermo restando quelli già vigenti in alcuni settori specifici, si evidenzia che è stato predisposto un disegno di legge - approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 31 ottobre 2008 - sul rafforzamento della competitività del settore agro-alimentare nel quale, tra le altre, viene resa obbligatoria l'indicazione dell'origine dei prodotti.

Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: Luca Zaia.