• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00986 TOMMASO FOTI, DE MICHELI e POLLEDRI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00986 presentata da TOMMASO FOTI
mercoledì 11 febbraio 2009, seduta n.131
TOMMASO FOTI, DE MICHELI e POLLEDRI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

Intergas S.A., società cilena costituita da capitali italiani, ha investito ad oggi 70 milioni di dollari (a fronte di un ammontare globale del progetto stimato in 270 milioni di dollari), costruendo e gestendo reti per la distribuzione di gas naturale nel centro-sud del Cile al fine di servire utenze residenziali, commerciali ed industriali;

non vi è dubbio che Intergas è uno dei più importanti investitori italiani in Cile, leader del settore - oltre che punto di riferimento - nella zona di pertinenza, ed ha contribuito al miglioramento del servizio pubblico del gas;

prima di iniziare l'attività sopra indicata, Intergas S.A. ha effettuato studi dettagliati di natura tecnica, giuridica, fiscale e di mercato, e si è peritata di verificare l'interesse anche delle autorità politiche per il proprio progetto;

anche l'Ambasciata Italiana a Santiago ha, in più occasioni, assicurato Intergas S.A. sulla stabilità economica e politica del Cile, paese in cui è stato evidenziato essere possibile realizzare buoni investimenti anche in ragione della stabilità giuridica e della certezza del diritto. Ne è riprova il fatto che, ancora oggi, l'ambasciata italiana in Cile promuove periodiche missioni d'intercambio commerciale e d'investimenti italiani in quel paese;

quanto al caso di cui si tratta, il principale problema è dato dal fatto che il Cile non possiede gas naturale nel centro-sud (lo possiede solo nella zona sud, ma non è possibile integrarlo con il resto del paese per problemi geoambientali e di distanza) e che lo stesso viene acquistato interamente dall'Argentina;

Intergas S.A. ha, quindi, innanzitutto attentamente valutato il contesto giuridico energetico che regola la commercializzazione del gas nell'area sopra detta: l'esistenza di un Protocollo facente parte di un trattato internazionale bilaterale che assicura una regolamentazione delle quantità e del prezzo del gas naturale dall'Argentina ha rappresentato l'elemento decisivo per suggerire a Intergas S.A. di intraprendere l'investimento, essendo il gas naturale la materia prima che consente lo sviluppo degli investimenti di Intergas S.A.;

come accennato più sopra si evidenzia che il Protocollo Sostitutivo n. 2 sulla «Integrazione Gasifera» è parte integrante dell'Accordo di Complementazione Economica n. 16 del 1991 (ACE n. 16) firmato tra Argentina e Cile. A sua volta, gli ACE sono accordi di esecuzione del Trattato di Montevideo del 1980, che è stato ratificato dal Cile nel 1981 e che ha permesso la creazione dell'Associazione Latinoamericana d'Integrazione (ALADI). Giova evidenziare, in merito, che le norme del Protocollo sull'Integrazione gasifera sono equivalenti a leggi di adempimemo obbligatorio in Cile;

il predetto Protocollo Cile-Argentina sul Gas Naturale garantisce, in primo luogo, il trattamento paritario e non discriminatorio tra i consumatori di gas naturale dei due Paesi, Cile e Argentina, sicché, anche a fronte di qualsiasi evento di forza maggiore o caso fortuito, si deve mantenere la proporzionalità. In secondo luogo il protocollo stabilisce che il trattamento fiscale all'esportazione di gas non può essere superiore al trattamento fiscale delle esportazioni dei derivati del petrolio, né maggiore a quello dei prodotti che utilizzano gas come materia prima, che - rispettivamente - sono in vigore in ciascun paese;

dall'anno 2004 in Argentina si è verificata una progressiva insufficienza di gas naturale per sostenere la domanda interna argentina e conseguentemente per i volumi esportati in Cile;

a seguito di ciò, il Governo Argentino non ha applicato la proporzionalità come stabilita nel Protocollo di cui sopra (e, cioè, l'applicazione di una restrizione proporzionale in entrambi i paesi di circa il 15 per cento). Nei fatti, dunque, l'Argentina ha applicato restrizioni del 93 per cento per le esportazioni verso il Cile e solamente del 5 per cento al consumo interno e ciò nonostante il fatto che i volumi di gas che l'Argentina sta esportando oggi in Cile, in forma restrittiva, rappresentano solo l'1 per cento dell'offerta Argentina di gas;

oltre alle sopra citate restrizioni asimmetriche dei volumi di gas, a partire dal 2006 il Governo Argentino ha introdotto una barriera doganale all'esportazione del gas naturale verso il Cile che, nell'anno 2008, ha raggiunto livelli insostenibili, triplicando il costo base del gas esportato dall'Argentina, rendendone quindi estremamente difficoltosa la commercializzazione in Cile e, conseguentemente, pregiudicando in modo sostanziale il ritorno degli investimenti realizzati da Intergas S.A.;

in particolare il Governo Argentino, nel corso del 2008, ha applicato una tassa sulle esportazioni del gas superiore di circa il 200 per cento in estate ed il 300 per cento in inverno rispetto al normale costo del gas (5.5 US$/MM BTU) e cioè tra gli 11 e i 17 dollari per milione di BTU;

neppure nel suesposto caso il Protocollo Cile-Argentina sopra evocato risulta essere rispettato in quanto, applicando le regole relative al trattamento fiscale delle esportazioni di gas argentino, le imposte non avrebbero dovuto superare il 5 per cento del costo normale. Ne è la riprova che prodotti petrolchimici derivati dall'uso del gas come materia prima quali il polietilene, i polimeri e l'urea hanno un gravame fiscale non superiore al 5 per cento;

pare evidente che l'applicazione di gravami impositivi tanto estremi impedisce di fatto la sostenibilità economica delle poche esportazioni, esportazioni che risultano però indispensabili a Intergas S.A. per esercitare la propria attività;

il Cile, dunque, a tutt'oggi non ha preteso l'adempimento del Protocollo Cile-Argentina sul gas naturale e non ha attivato nei confronti del Governo Argentino le procedure di risoluzione delle controversie previste nello stesso Protocollo, ovvero la procedura arbitrale;

non solo, ma il governo cileno, anziché esigere come detto l'adempimento del Protocollo Cile-Argentina sul Gas Naturale, ha preferito sviluppare l'importazione di gas naturale liquido via nave (cosiddetto «LNG») da destinazioni diverse dell'Argentina;

l'importazione di gas naturale via nave servirà a rifornire, tuttavia, la sola zona centrale del Cile ma non quella del centro-sud, e pertanto non potrà costituire una soluzione alla fornitura di gas naturale a prezzi ragionevoli nelle regioni dove Intergas S.A. ha sviluppato gli investimenti. Inoltre, anche nel caso in cui il «LNG» potesse rifornire la zona centro-sud del Cile, il costo sarebbe il doppio di quello argentino;

è a questo punto doveroso ricordare che il gas necessario per rifornire la regione centro-sud del Cile oggi rappresenta solamente lo 0,2 per cento della produzione di gas argentina;

Intergas S.A. ha sollecitato in diverse occasioni l'intervento del Governo Cileno, sia con note sia con specifici incontri, con l'obiettivo dichiarato di vedere aperta una vertenza arbitrale con l'Argentina o ricercata una soluzione volta a garantire l'investimento realizzato da Intergas S.A.;

nonostante le rassicurazioni di comprensione della situazione e di condivisione delle ragioni di Intergas S.A. alle richieste, nulla in concreto è stato promosso dalle competenti autorità cilene per rimediare la situazione sopra descritta, come risulta chiaramente dal documento inviato dal CNE Commissione Nazionale dell'Energia alla predetta società -:

se e quali urgenti iniziative intenda promuovere al fine di verificare la volontà o meno da parte del Cile di esigere dall'Argentina il compimento del Protocollo bilaterale Cile-Argentina che regolamenta la «interconnessione gasifera e la fornitura di Gas Naturale», ovvero dare corso ad una soluzione equivalente, in modo di dare sicurezza giuridica agli investimenti che vengono realizzati in Cile, nella fattispecie a quello realizzato dalla Intergas S.A.;

se e quali urgenti iniziative intenda assumere il Governo italiano rispetto al caso descritto in premessa, la gravità del quale non può certamente sfuggire e la cui omessa risoluzione, a giudizio dell'interrogante, oltre a danneggiare in modo irreversibile Intergas S.A. rischia di scoraggiare l'imprenditoria italiana ad investire in Cile. (5-00986)