• Testo MOZIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.1/00119 Rinvio del seguito della discussione delle mozioni nn. 1-00110, 1-00117, 1-00118, 1-00119).



Atto Camera

Mozione 1-00119 presentata da MAURO LIBE' testo di lunedì 9 febbraio 2009, seduta n.128
La Camera,

premesso che:

la società in cui viviamo ed i nostri stili di vita sono caratterizzati da elevati consumi in campo energetico, oltre che da relazioni con l'ambiente tali da compromettere l'equilibrio sostenibile tra necessità di sviluppo ed il contesto biologico globale;

i combustibili fossili (petrolio, gas e carbone) coprono oltre l'80 per cento dei consumi energetici del pianeta, ma al loro consumo è tuttavia collegato una parte del problema dell'emissione di anidride carbonica, la cui concentrazione in atmosfera è considerata la causa principale dei cambiamenti climatici;

come sottolineato dall'economista Herman Daly, solo «se riusciremo ad arrivare ad una economia da equilibrio sostenibile, le future generazioni potranno avere almeno le stesse opportunità che la nostra generazione ha avuto»;

dopo una lunga fase di espansione, con ritmi di crescita economica senza precedenti, che hanno interessato anche quei Paesi che oggi sono definiti emergenti, ci si trova di fronte ad una recessione altrettanto unica, che rischia di bloccare i processi di sviluppo del commercio e delle produzioni globali;

per fronteggiare la crisi e creare le condizioni per una rapida ripresa delle economie mondiali, i Paesi stanno adottando piani volti a sostenere la domanda e gli investimenti, declinando misure diversificate a seconda delle necessità e delle emergenze dei singoli Paesi;

gli Stati Uniti d'America stanno orientando le strategie per il rilancio della loro economia verso il business eco-sostenibile: si tratta di un programma di 150 miliardi di dollari, incentrato sulle politiche per lo sviluppo delle energie rinnovabili e su incentivi economici per sostenere la transizione energetica degli Usa verso un'economia a basso contenuto di anidride carbonica, con l'obiettivo dichiarato di creare migliaia di nuovi posti di lavoro;

a seguito dell'approvazione del pacchetto europeo su clima ed energia, i 27 Paesi comunitari si sono impegnati a portare dall'attuale 8,5 per cento al 20 per cento la quota di energie rinnovabili utilizzate entro il 2020, oltre a impegnarsi a diminuire del 20 per cento l'emissione di anidride carbonica ed a aumentare del 20 per cento l'efficienza energetica;

per ripartire equamente gli sforzi diretti all'incremento dell'utilizzo delle energie rinnovabili sono stati, tuttavia, previsti degli obiettivi intermedi, che, su richiesta dell'Italia, non saranno vincolanti e comunque da sottoporre a revisione nel 2014;

il settimo programma quadro 2007-2013 per le attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell'Unione europea ha messo in atto politiche per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili;

in un periodo di crisi come quello che si sta attraversando è fondamentale cogliere l'opportunità storica di trasformare e rendere meno energivore le nostre società, prevedendo un massiccio intervento che agevoli investimenti in campo ambientale: dall'infrastruttura energetica ai contatori di elettricità intelligenti, dall'isolamento delle abitazioni agli elettrodomestici che consumano meno elettricità;

nel 2008 sono stati installati in Italia circa 18.000 impianti fotovoltaici, pari a 237 megawatt di potenza, che, sommati a quelli censiti al 9 gennaio 2008, portano a 24.367 gli impianti esistenti, pari a 300 megawatt di potenza installata, ma occorre sottolineare che, nonostante un trend di crescita positivo, c'è ancora un enorme gap nei confronti degli altri Paesi europei: infatti, rispetto ai 35 metri quadri di fotovoltaico per abitanti in Europa, in Italia siamo ancora a 9 metri quadri per abitante;

il contributo decisivo che può arrivare dal nucleare al contenimento delle emissioni dei gas serra è stato più volte sottolineato nel dialogo tra i Paesi maggiormente industrializzati: inoltre, l'Italia è l'unico Paese del G8 che non utilizza l'energia nucleare. È necessario, quindi, procedere, in un arco temporale coerente con le grandi urgenze e con i tempi tecnici necessari, all'adozione di opzioni sicure, evitando continui rinvii, in attesa di soluzioni futuristiche, come la fusione nucleare, o che si rinvii ogni concreta decisione in previsione dell'avvento di una nuova generazione di reattori (la cosiddetta Generation IV), i cui primi impianti su scala industriale non entreranno in funzione prima di venti o, più probabilmente, trenta anni;

la generazione distribuita e, nello specifico, la microgenerazione avranno un ruolo di crescente importanza all'interno dei sistemi energetici nazionali e locali: tuttavia, affinché la microgenerazione possa realmente rappresentare una valida alternativa ai tradizionali sistemi di produzione di energia elettrica, è necessario investire nella ricerca, al fine di rendere disponibili macchine ad alto rendimento, come le microturbine di piccola taglia, in grado di utilizzare un ampio spettro di combustibili e, quindi, consentire l'impiego di quote crescenti di fonti rinnovabili;

strettamente legato allo sfruttamento delle energie da fonte rinnovabile (dal solare attivo, come il fotovoltaico ed il termico, agli impianti a biomassa, dai sistemi geotermici alle tecnologie della microgenerazione, fino ai più futuribili sistemi che utilizzano l'idrogeno) è il settore dell'edilizia: dai criteri base che regolano i comportamenti fisici dell'edificio alle principali metodiche della disciplina bioclimatica, come l'influenza della forma, dallo sfruttamento dei sistemi passivi all'uso dell'illuminazione naturale ai fini del risparmio energetico;

si stima che il settore edilizio sia anche responsabile di circa il 40 per cento dei rifiuti prodotti nei Paesi europei e di un elevato inquinamento, per cui è necessario prevedere provvedimenti opportuni anche da questo punto di vista;

uno studio dell'Istituto ambiente Italia, redatto per conto di Kyoto club, stima che il riciclo abbia garantito nel 2007 un risparmio per l'Italia di 15 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e di 55 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica, che altrimenti sarebbero finite nell'atmosfera: basterebbe aumentare il livello di riciclo dal 48 per cento attuale al 55,2 per cento per riuscire entro il 2020, a tagliare le emissioni di oltre 8 milioni di tonnellate;

diversi impianti sperimentali stanno verificando una possibile soluzione al problema dell'effetto serra, attraverso la cattura e lo stoccaggio dell'anidride carbonica sotto forma liquida: l'Istituto di geofisica e vulcanologia è ricco di competenze in questo campo, soprattutto per l'elevata sismicità della penisola e la presenza nel suo sottosuolo di numerosi giacimenti naturali di anidride carbonica. Le obiezioni al sequestro di anidride carbonica sembrano essere più dettate da motivi ideologici e dal fatto che esso potrebbe perpetuare il consumo di combustibili fossili o che la tecnologia della cattura e sequestro possa sottrarre risorse alle energie rinnovabili, ma resta il fatto che potrebbe essere uno strumento utile al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera e che non si tratta di una fonte di energia, per cui nel lungo periodo è necessario puntare su fonti alternative e rinnovabili;

nel settore della cattura, trasporto e sequestro geologico dell'anidride carbonica l'Italia è all'avanguardia con l'Eni e l'Enel, che hanno unito le forze per realizzare il primo progetto italiano. Enel costruirà un impianto di cattura e liquefazione dell'anidride carbonica a Brindisi, mentre Eni inietterà l'anidride carbonica all'interno del giacimento esaurito di Stogit di Cortemaggiore (Piacenza);

investire solo nelle energie rinnovabili non basta se si vuole risolvere il problema dell'anidride carbonica, poiché il settore dei trasporti, per esempio, da solo contribuisce per più del 30 per cento alle emissioni di anidride carbonica. Secondo il dipartimento tecnologie per l'energia dell'Enea, per una mobilità sostenibile occorre mettere in atto interventi strutturali, quali: un'efficace pianificazione della domanda di mobilità e dell'uso del territorio; politiche integrate per l'effettiva riduzione dell'utilizzazione del veicolo privato (sistemi logistici, teleservizi, riorganizzazione degli orari ed altro); investimenti per la realizzazione di infrastrutture di trasporto collettivo su ferro e di parcheggi di scambio; decisa incentivazione dell'uso, almeno in ambito urbano, di veicoli a bassissimo consumo e a emissioni zero;

lo stoccaggio dell'energia in combinazione con impianti fotovoltaici decentralizzati potrebbe aumentare l'efficienza energetica e ridurre i consumi di fonti fossili, con conseguenti minori emissioni e con l'ulteriore vantaggio che l'eccesso di elettricità solare da conservare potrebbe poi essere erogato in modo programmato, in modo da renderlo disponibile all'utente in base alla domanda, massimizzando così l'elettricità prodotta localmente;

i circa due miliardi di euro di incentivi contenuti nel pacchetto di misure varate dal Governo per sostenere e rilanciare l'economia interessano, soprattutto, i settori dell'industria automobilistica e dei motocicli e della produzione di elettrodomestici: si tratta di incentivi per l'acquisto di auto «euro 4» ed «euro 5» e per l'acquisto di auto ecologiche senza rottamazione, mentre per l'acquisto degli elettrodomestici è previsto uno sconto irpef, ma solo se effettuati nell'ambito di una ristrutturazione dell'immobile,
impegna il Governo:
a considerare la cosiddetta green economy un'occasione da cogliere sia per far transitare l'Italia da Paese dipendente da combustibili fossili ad un Paese energicamente sostenibile, che per rilanciare la nostra economia;

a sollecitare gli attori interessati ad una maggiore attenzione alle possibilità offerte dal settimo quadro strategico nazionale 2007-2013, in tema di incentivi per lo sviluppo delle risorse rinnovabili, intervenendo su quelli che operano nel Mezzogiorno, in cui sono presenti grandi opportunità di sviluppo connesse all'innovazione tecnologica nell'uso delle risorse ambientali;

a prevedere ulteriori interventi legislativi per estendere la possibilità di usufruire delle agevolazioni previste in caso di acquisto di elettrodomestici a basso consumo di energia elettrica e a valutare l'opportunità di estendere le agevolazioni già previste per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici;

a predisporre, d'intesa con gli enti locali interessati, un programma di mobilità urbana sostenibile che preveda non solo un nuovo sistema di infrastrutture più adeguate ed efficienti, di tariffe o della diffusione di veicoli a basso impatto, ma che ridefinisca anche le funzioni urbane e veda affermarsi una «nuova cultura» del vivere nella città;

a predisporre iniziative atte ad incoraggiare la sostenibilità in edilizia e favorire uno sviluppo dell'urbanizzazione eco-compatibile, anche attraverso un rigido sistema di certificazione, tenuto conto degli stretti legami che il settore vanta in tema di eco-sostenibilità, come citato in premessa;

ad investire nella ricerca di sistemi volti ad aumentare l'efficienza energetica e ridurre i consumi di fonti fossili, con conseguenti minori emissioni, come, per esempio, quello dello stoccaggio dell'energia in combinazione con impianti fotovoltaici decentralizzati;

a sviluppare ogni utile iniziativa volta ad incrementare e sostenere la raccolta ed il riciclo di rifiuti, al fine di prevenire la dispersione di materiali potenzialmente utili, ma anche nocivi se abbandonati, e di ridurre il consumo di materie prime e l'utilizzo di energia;

a valutare l'opportunità di sviluppare programmi di investimento nella microgenerazione e nell'efficienza energetica, attraverso interventi sostenibili, se si pensa all'abbassamento, nel caso della microgenerazione, dei costi di trasmissione e distribuzione;

a colmare i deficit infrastrutturali che impediscono, o rallentano pesantemente, le connessioni alla rete di distribuzione da parte di impianti di generazione di energia elettrica, soprattutto da fonti rinnovabili, in quanto tali problemi riguardano connessioni di bassa, media ed alta tensione, pur vigendo, per legge, una priorità di connessione per impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, alla quale le imprese distributrici devono attenersi;

a sostenere i programmi e gli studi condotti da istituti di ricerca italiani nel campo del sequestro e dello stoccaggio di anidride carbonica quale strumento alternativo e aggiuntivo alla lotta alla limitazione delle emissioni di anidride carbonica;

a ripercorrere la strada del nucleare senza pregiudizi, adoperandosi per una maggiore integrazione del nostro Paese a livello europeo sul fronte tecnologico;

a supportare la ricerca condotta da università, centri di ricerca ed imprese di piccole, medie e grandi dimensioni, finalizzata alla riduzione dei costi di produzione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, al fine di sostenere il raggiungimento della massa critica necessaria alle nostre imprese per competere nel mercato domestico ed internazionale.

(1-00119)
«Libè, Vietti, Dionisi, Cera, Volontè, Compagnon, Ciccanti, Naro, Galletti, Occhiuto».