• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.5/00921 SCILIPOTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: la Costituzione della...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00921 presentata da DOMENICO SCILIPOTI
giovedì 29 gennaio 2009, seduta n.123
SCILIPOTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

la Costituzione della Repubblica Italiana assicura piena e completa tutela alla salute dell'individuo, sancendo, in capo a quest'ultimo, un diritto assoluto, primario ed incomprimibile, tanto che nessuna legge può «... in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana» (articolo 32, comma II, Cost.);

l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) indica come il cosiddetto «stato di benessere», cioè che la salute, si riferisca a un «benessere completo dal punto di vista fisico, mentale e sociale e non, semplicemente, l'assenza di malattie o infermità»;

recente letteratura medica e dettagliate ricerche di settore attribuiscono, con ragionevole grado di certezza, al fenomeno dei cosiddetti campi elettromagnetici qualifica di vero e proprio fattore inquinante;

tra i danni da esposizione da elettrosmog vanno segnalate numerose patologie di varia intensità ed ordine; per citarne solo alcune: prurito, eritemi, allergie, disturbi del sonno, stress, neurastenia, instabilità emotiva, ansietà, mali di testa, emicranie, depressioni, crampi, dolori muscolari, astenia, aritmie, disturbi della pressione arteriosa, ictus cerebrale, riduzione della sintesi della melatonina, alterazioni delle sottopopolazioni linfocitarie;

in tal senso e in via meramente esemplificativa, il dottor Gerd Oberfeld, medico del servizio di salute ambientale di Salisburgo, nel quadro di uno studio commissionato nel 2005 dal dipartimento di salute della regione di Steiemark, ha recentemente evidenziato un significativo aumento del rischi di cancro dovuto alle radiazioni delle radiofrequenze nella periferia nei 200 metri dalle antenne di una stazione base di telefonia mobile;

ancora il professor Angelo Gino Levis, Ordinario di mutagenesi ambientale presso l'Università di Padova, attraverso numerosi interventi, ha avvertito circa il concreto pericolo di manifestazioni degenerative tumorali provocate da esposizioni prolungate ai campi elettromagnetici (CEM) emessi da linee elettriche ad alta tensione (elettrodotti) e da trasmettitori radiotelevisivi, oltre a numerosi disturbi attribuiti ai ripetitori di telefonia mobile (antenne o stazioni radio-base, SRB);

proprio in relazione a quest'ultimi, il professor Angelo Gino Levis specifica come le emissioni delle SRB per la telefonia mobile comporterebbero effetti significativi sulla salute umana anche a livelli di campo elettrico dell'ordine di appena 0,2-0,6 Volt/metro, valori nettamente inferiori agli attuali limiti imposti dalla normativa di settore;

ulteriori ed allarmanti notizie giungono, di recente, dall'Inghilterra in merito alle conseguenze causate dall'installazione di antenne di telefonia mobile vicino alle scuole;

il territorio della Valle del Mela in Provincia di Messina, sebbene di modeste dimensioni, annovera nell'ordine: una raffineria, una centrale termoelettrica, un elettrodotto da 380 Kv, una centrale di compressione del gas metano in fase di autorizzazione e, sembrerebbe, un nuovo elettrodotto;

nel fascia insediativa di riferimento le problematiche dovute all'alto tasso di inquinamento, originato dalle emissioni di sostanze nocive e pericolose per l'organismo umano, addebitabili ad una notevole serie di fattori (inquinamento chimico, elettromagnetico di bassa frequenza, acustico e da polveri sottili), hanno, ormai da tempo, superato la soglia di normale tollerabilità;

diverse pubblicazioni e numerosi studi a carattere scientifico indicano come l'emissione di gas serra e polveri sottili, dovute alla presenza di centrali ad idrocarburi, sia di nocumento alla salute dell'uomo e comprometta irreparabilmente l'equilibrio dell'intero sistema naturale;

l'esigenza di immediata tutela della salute della collettività residente e limitrofa ha trovato, non a caso, formale riscontro attraverso la sottoposizione dell'area, tramite apposito decreto assessoriale n. 50 del 4 settembre 2002 allo stato di area ad alto rischio di crisi ambientale, oltre che con decreto del ministero dell'ambiente n. 308 dell'11 agosto 2006, alla dichiarazione di sito di interesse nazionale (SIN);

ancora un ulteriore decreto assessoriale 27 aprile 2007 avente ad oggetto: Trasferimento di competenze dal dipartimento regionale territorio e ambiente all'ufficio speciale «aree ad elevato rischio di crisi ambientale», a cura dell'Assessorato del territorio e dell'ambiente della regione Sicilia, ha previsto il trasferimento delle specifiche competenze del dipartimento territorio e ambiente all'istituendo Ufficio speciale «Aree ad elevato rischio di crisi ambientale»;

in particolare, l'articolo 1 del superiore decreto, nell'indicare analiticamente le competenze trasferite, include quelle «relative al rilascio di autorizzazioni, pareri, nulla osta, valutazioni e quanto altro di carattere ambientale e, altresì, quanto previsto dal decreto legislativo n. 59/2005 e dal decreto n. 152/2006 nell'ambito delle aree di cui all'articolo 74 del decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998»;

detto decreto trova applicazione per le cosiddette aree sensibili ed include, tra di esse, Messina e relativa Provincia;

il Comune di San Filippo del Mela, sito nella Valle del Mela, per gli effetti del decreto assessoriale n. 50 del 4 settembre 2002 rientra tra i comuni ad alto rischio di crisi ambientale;

all'interno del territorio di detto comune e, più precisamente, nella frazione denominata Olivarella sulla strada statale 113-terreno Anas, dovrebbe realizzarsi, ad opera della ditta Towercoll s.p.a., l'installazione di apposito ripetitore di telefonia mobile;

la collocazione, nell'area individuata, dell'impianto di ripetizione risulta assolutamente inadeguata, in considerazione dell'alta densità abitativa della zona, della presenza, nelle immediate vicinanze, della scuola elementare, dell'ufficio postale, di numerosi esercizi pubblici, del campo di calcio, di un oratorio parrocchiale e della prossima realizzazione di un nuovo insediamento di tipo misto residenziale-commerciale;

la giurisprudenza amministrativa (TAR Veneto - 8 marzo 2006 - n. 565), pronunciatasi su casi analoghi a quello in esame, ha ribadito che le antenne, quali opere di interesse generale, possono essere localizzate sul territorio, ma a certe condizioni: è indispensabile che chi ne richieda l'installazione dimostri la necessità di una determinata localizzazione per assicurare il servizio. Pertanto, se al gestore non può essere preclusa in assoluto una zona di installazione, nondimeno per installare l'antenna vicino a particolari insediamenti, quali scuole e ospedali, deve dimostrare di non poter assicurare altrimenti il servizio;

tra i plurimi ed improcrastinabili interventi, si evidenzia, dunque, l'esigenza di imporre specifiche forme di tutela atte, quanto meno, ad impedire l'insorgere di ulteriori dannose immissioni di carico inquinante in un territorio già di per sé sensibile -:

quali risultino al Governo essere gli effetti dell'elettrosmog sulla salute e sui livelli di inquinamento magnetico nel sito in esame;

come intenda intervenire il Governo per evitare che, in un sito da bonificare di interesse nazionale, siano inseriti nuovi fattori di inquinamento.(5-00921)