• Testo DDL 275

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Atto a cui si riferisce:
S.275 Disciplina della circolazione motorizzata su strade a fondo naturale e fuori strada e disposizioni in materia di impianti fissi





Legislatura 16º - Disegno di legge N. 275


 
 

Senato della Repubblica

XVI LEGISLATURA

 

N. 275
 
 
 

 

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori CARRARA, BIANCONI e ASCIUTTI

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 29 APRILE 2008

Disciplina della circolazione motorizzata su strade a fondo naturale
e fuori strada e disposizioni in materia di impianti fissi

 

Onorevoli Senatori. – La normativa proposta intende riordinare il settore della circolazione con mezzi motorizzati su strade a fondo naturale e fuori strada.

    Tale settore, pur interessando un numero limitato di utenti, è caratterizzato da estrema complessità tecnica e da problemi irrisolti da decenni.
    In particolare i motivi che sollecitano un intervento legislativo sono i seguenti:

        a) insufficienza della esistente legislazione regionale vincolistica, che, prescindendo da una esatta definizione di circolazione fuoristrada, spesso adotta a proprio presupposto concettualizzazioni potenzialmente configgenti con i principi in tema di strade a fondo naturale accolti dal vigente codice della strada (il quale, rappresentando la normativa statuale di riferimento in materia non delegata alle regioni, costituisce legislazione primaria non derogabile: vedasi la sentenza della Corte di cassazione n. 2479 del 21 febbraio 2002, che ha chiarito come le normative regionali non possano regolare in via generale la circolazione motorizzata su strade, sentieri e tratturi);

        b) elevato contenzioso in ordine alla concreta applicazione della esistente normativa regionale (l’imprecisa definizione di circolazione fuoristrada contenuta in dette norme rende opinabili molti verbali di accertamento di violazioni amministrative elevati a fronte di presunte illegittime circolazioni motorizzate negli indicati ambiti);
        c) necessità di individuare sul piano nazionale strumenti atti a permettere la difesa del territorio e dell’ambiente, nella più vasta accezione di tali termini, da eventuali usi impropri od eccessivi dei mezzi motorizzati su strade a fondo naturale o fuori strada;
        d) opportunità di garantire un disciplinato svolgimento della circolazione su strade a fondo naturale e fuori strada effettuata per fini sportivi e ricreativi. Da un lato, infatti, appare degna di tutela l’attività sportiva comunemente denominata «fuori strada», che da sempre è riconosciuta, promossa e tutelata nell’ambito delle competenti federazioni sportive del comitato olimpico nazionale italiano e che ancora di recente ha portato all’Italia lusinghieri riconoscimenti in campo internazionale. Dall’altro occorre ovviare ad una illegalità di comportamenti diffusa creatasi in certe zone a cagione di una legislazione regionale eccessivamente vincolistica. Correlativamente esiste l’esigenza di semplificare le procedure di rilascio di permessi particolari di circolazione per fini sportivi e ricreativi, non essendo realistico imporre sia ai privati che agli enti territoriali eccessivi oneri burocratici per l’identificazione e la certificazione dei percorsi;
        e) necessità della contemporanea individuazione di strumenti atti a permettere la corretta allocazione delle esistenti risorse viarie tra i vari ambiti di possibile utilizzazione;
        f) necessità di rispettare le prerogative degli enti territoriali minori in tema di viabilità, essendo evidente che solo le comunità che vivono sul territorio possono compiutamente valutare gli effetti pratici di un più o meno intenso utilizzo della viabilità a fondo naturale insistente sul proprio territorio;
        g) necessità di recuperare e salvaguardare un patrimonio di strade a fondo naturale, oggi a rischio di depauperamento anche per disuso per la difficoltà di individuare legittimi ambiti di utilizzo.

    Il presente disegno di legge consta di 14 articoli ed è strutturato secondo la seguente articolazione.
Finalità
    Le finalità indicate sono coerenti con quelle riportate più ampiamente in premessa. È da rimarcare che la tutela del patrimonio ambientale è indicata come finalità prevalente e sopraordinata alle altre.
Definizioni
    La ricerca di una più attenta definizione dei concetti atti a descrivere il fenomeno della circolazione fuori strada in senso lato rappresenta la base per offrire una regolamentazione capace di dare conto di tutte le esigenze indicate in premessa.

    Per le strade a fondo naturale quali sentieri, mulattiere, tratturi e carrarecce, vengono quindi proposte definizioni coerenti con il vigente codice della strada. In particolare per distinguere tra di loro dette tipologie di strada viene adottato un criterio dimensionale oggettivo basato sulla loro larghezza (criterio che, pur nella difficoltà di verifica, rappresenta comunque lo strumento meno opinabile per dar conto della differenziazione tra i tipi di strade in questione).
    È parso inoltre opportuno offrire definizioni anche per i tipi di circolazione motorizzata a seconda degli scopi da questa perseguiti. Tale differenziazione è utile al fine di dare conto della specificità della circolazione per fini sportivi e ricreativi.

Circolazione su strade a fondo naturale
    Punto di partenza della proposta normativa è quindi quello di determinare la compatibilità tecnica in senso generale della circolazione di determinate categorie di veicoli sulle aree in questione.

    Avuto riguardo alle dimensioni, ai pesi e alle potenze espresse dai vari tipi di veicoli, nonchè alle dimensioni dei vari tipi di strade e alla resistenza dei loro fondi, è perciò parso razionale considerare che su strade delle dimensioni di carrarecce non potesse comunque essere ammessa la circolazione di veicoli aventi peso e carreggiata superiore a un determinato limite, che su strade delle dimensioni delle mulattiere non potesse essere ammessa la circolazione di veicoli aventi dimensione superiore a quella dei motocicli, e che su sentieri e fuori strada non potesse essere ammessa in via generale la circolazione di veicoli motorizzati.
    Su tali premesse minimali si è innestata quindi la previsione della possibilità di imposizione di ulteriori vincoli per la realizzazione delle finalità di tutela dell’ambiente e del territorio richiamate in premessa.
    In particolare alle regioni è riconosciuta la facoltà di interdire in via generale, in tutto o in parte, la circolazione motorizzata sulle strade a fondo naturale insistenti su aree già soggette a determinati vincoli per ragioni di tutela ambientale.
    È poi riconosciuta ampia autonomia per gli enti territoriali minori proprietari di strade a fondo naturale di imporre ulteriori vincoli specifici alla circolazione sulle strade di loro competenza, sia per ragioni di tutela ambientale che per ragioni di tutela o miglior allocazione del patrimonio viario stesso. Tali vincoli possono essere adottati con ampio grado di flessibilità, e quindi con possibilità di adattarli secondo le esigenze, sia a determinati tipi di veicoli che a determinate periodizzazioni.
    Di rilievo è la previsione di una norma di «chiusura» del sistema, che vieta ogni circolazione motorizzata che procuri alterazioni funzionali e permanenti alla strada a fondo naturale interessata, facendo responsabile l’utente per i relativi danni.
    Per quanto possa occorrere è ribadita comunque l’applicabilità delle norme del codice della strada anche sulle strade a fondo naturale (con particolare riferimento al controllo delle emissioni sonore e all’omologazione dei pneumatici).

Circolazione fuori strada
    La circolazione fuori strada, ossia fuori da ogni strada anche a fondo naturale, è in via generale vietata, salvo che per i fondi privati che non insistano su aree vincolate.
Deroghe
    Provveduto alla indicata esigenza di carattere primario di tutela dei beni ambientali e del patrimonio viario, la normativa indica poi gli strumenti per la tutela dell’attività sportiva e ricreativa anche tramite una deroga rispetto ai limiti imposti in via generale.

    Gli enti territoriali minori (che più sono in grado di valutarne gli effetti sul territorio) sono infatti abilitati ad autorizzare la circolazione motorizzata su strade a fondo naturale ed aree fuori strada nei casi in cui questa sarebbe altrimenti interdetta.
    A tutela delle esigenze degli utenti della circolazione sportiva e ricreativa è previsto l’obbligo per gli enti territoriali minori di individuare, ove richiesti ed ove sussistano le condizioni di praticabilità, un ambito minimo per l’espletamento di detta attività.
    I permessi rilasciabili sono flessibili ed adattabili alle esigenze concrete che si dovessero verificare. In particolare è prevista la possibilità della istituzione di tesserini abilitativi alla circolazione su percorsi altrimenti interdetti per dare modo di monitorare l’intensità di utilizzo degli stessi ed eventualmente contingentare le abilitazioni (in considerazione del fatto che l’impatto ambientale si realizza in funzione della frequenza dei transiti).

Gare e manifestazioni
    Data la particolare intensità di sfruttamento del territorio connessa allo svolgimento di gare e manifestazioni, sono stati previsti sia un limite agli ambiti in cui dette attività sono autorizzabili (escluse comunque le aree a maggior tutela ambientale) sia, in certi casi, un limite al numero delle utilizzazioni delle medesime aree nel corso dell’anno.

    In ogni caso è imposto all’organizzatore il reperimento di idonea copertura assicurativa a fronte dei rischi di danno per il patrimonio viario utilizzato.

Impianti fissi
    Per gli impianti fissi, inoltre, è stato previsto un regime di autorizzazioni per il loro esercizio, comportante la verifica annuale delle condizioni di tollerabilità dell’impatto ambientale e delle immissioni anche sonore provocate.

    Le procedure per autorizzare l’esercizio di detti impianti sono semplificate, dato che questi rappresentano strumenti privilegiati per dirottare in ambiti più sicuri e di minor impatto ambientale le comunque presenti e legittime esigenze di circolazione fuori strada per ragioni ricreative.

Sanzioni
    Per ragioni di uniformizzazione, la sanzione per transito illegittimo su percorsi fuori strada o su strade a fondo naturale è parametrata alla sanzione prevista dal codice della strada per il divieto di transito.

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Finalità)

    1. Lo Stato, mediante la disciplina della circolazione motorizzata su strade a fondo naturale e fuori strada, tutela e conserva il territorio e valorizza il patrimonio ambientale.

Art. 2.

(Definizioni di strade
a fondo naturale e di fuori strada)

    1. In conformità a quanto previsto dall’articolo 2 e dall’articolo 3 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante il codice della strada, si definisce strada a fondo naturale ogni area di uso pubblico che sia di fatto destinata alla circolazione di pedoni, veicoli e animali, quando tale area sia costituita da terreno naturale approntato per permettere la circolazione stessa o stabilmente modificatosi in dipendenza di essa, e non sia invece costituita da superfici artificiali levigate ed uniformi.

    2. Le strade a fondo naturale, ai fini della presente legge, sono classificate in:

        a) carrarecce o sterrate: strade a fondo naturale caratterizzate dalla predisposizione prevalentemente artificiale del loro tracciato aventi ampiezza media minima di due metri;

        b) tratturi: strade di dimensioni e caratteristiche analoghe alle carrarecce, il cui tracciato sia il risultato non di una predisposizione artificiale ma del consolidato transito sul fondo naturale di veicoli o di animali;
        c) mulattiere: strade a fondo naturale aventi ampiezza media tra uno e due metri;
        d) piste di esbosco e viali tagliafuoco: strade carrarecce o mulattiere a seconda delle dimensioni destinate al transito di servizio delle aree boschive;
        e) sentieri: strade a fondo naturale aventi ampiezza media inferiore al metro;
        f) crossodromi: impianti fissi permanentemente adibiti alla circolazione di veicoli motorizzati in circuito a fondo naturale per motivi sportivi o ricreativi.

    3. La larghezza della strada a fondo naturale è data dalla larghezza dell’area artificialmente predisposta per sopportare lo schiacciamento da parte dei pedoni, dei veicoli o degli animali in transito, o dalla larghezza media dell’area il cui fondo naturale sia stato stabilmente e naturalmente modificato dal ripetuto passaggio di pedoni, veicoli o animali. La media della larghezza va valutata in ragione di almeno cento metri di lunghezza della strada.

    4. Ogni area del territorio nazionale non costituente strada anche a fondo naturale, o non costituente sua pertinenza, è definita «fuori strada».

Art. 3.

(Tipologie di circolazione motorizzata
su strade a fondo naturale o fuori strada)

    1. La circolazione motorizzata su strade a fondo naturale e fuori strada di cui all’articolo 2, è definita in relazione agli scopi per cui essa è esercitata come segue:

        a) circolazione per ragioni di servizio è la circolazione effettuata nell’esercizio delle loro funzioni dai membri delle Forze armate, dai membri delle forze di pubblica sicurezza, dagli addetti al pronto soccorso, alla vigilanza forestale, al servizio antincendio e dagli incaricati di pubblico servizio;
        b) circolazione per ragioni di lavoro è la circolazione effettuata con i mezzi meccanici impiegati nei lavori agro-silvo-pastorali, di sistemazione delle piste sciistiche, nelle opere idrauliche e forestali, nell’approntamento e nella manutenzione di strade, elettrodotti, gasdotti e servizi similari;
        c) circolazione effettuata per comunicazione o per l’esercizio di attività sportive o ricreative è ogni altro tipo di circolazione;
        d) escursionismo motorizzato: è la circolazione motorizzata su strade a fondo naturale per scopi ricreativi o sportivi;
        e) trial è la circolazione motorizzata fuori strada per scopi ricreativi o sportivi;
        f) cross è la circolazione motorizzata per scopi ricreativi o sportivi in circuiti a fondo naturale costituiti in impianti fissi.

Art. 4.

(Circolazione su strade a fondo naturale)

    1. La circolazione dei veicoli motorizzati sulle strade a fondo naturale è disciplinata dal codice della strada, ove applicabile, salvo quanto disposto dalla presente legge.

    2. Fatta salva la circolazione per ragioni di servizio e di lavoro, nonchè fatte salve le eccezioni e le deroghe previste nella presente legge, in via generale sono imposti i seguenti limiti alla circolazione dei mezzi motorizzati sulla strade a fondo naturale:

        a) su carrarecce e tratturi non è ammesso il transito di veicoli il cui asse sia di lunghezza superiore al 70 per cento della larghezza media della strada o la cui massa limite calcolata ai sensi dell’articolo 62 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, e successive modificazioni, sia superiore a tre tonnellate;

        b) sulle mulattiere non è ammesso il transito di veicoli motorizzati diversi da ciclomotori e motocicli;
        c) sui sentieri non è ammesso il transito di veicoli motorizzati, con esclusione delle moto da trial.

    3. Non è comunque ammessa la circolazione di veicoli a motore il cui transito, avuto riguardo alla specifica condizione anche temporanea di ogni singola strada a fondo naturale, comporti alterazioni permanenti e funzionalmente rilevanti del fondo stradale. Il conducente ed il proprietario dei veicoli che dovessero provocare tali alterazioni sono solidalmente responsabili nei confronti degli enti proprietari della strada per il risarcimento del danno così procurato.

    4. I veicoli circolanti devono comunque rispondere ad ogni prescrizione del codice della strada, ed in particolare la rumorosità dello scarico non può superare i limiti di omologazione del veicolo e i pneumatici devono essere omologati per la circolazione stradale.

Art. 5.

(Ulteriori limiti alla circolazione su strade
a fondo naturale)

    1. Le regioni possono imporre limitazioni, anche di carattere generale, alla circolazione dei veicoli motorizzati sulle strade a fondo naturale site nelle seguenti aree eventualmente insistenti sul loro territorio:

        a) parchi nazionali;

        b) parchi regionali;
        c) parchi urbani;
        d) zone soggette a vincolo archeologico, ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

    2. Nelle aree di cui al comma 1 sono fatti salvi i divieti eventualmente già impartiti con atti aventi valore di legge regionale al momento della data di entrata in vigore della presente legge.

    3. Gli enti proprietari delle strade a fondo naturale possono imporre vincoli alla circolazione dei veicoli motorizzati sulle stesse secondo quanto previsto dall’articolo 6 del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. A tal fine detti enti possono:

        a) limitare la circolazione a determinate tipologie di veicoli, avuto riguardo alle capacità tecniche di sopportazione del traffico delle strade interessate;

        b) limitare la circolazione in determinati periodi dell’anno o in determinati giorni della settimana, avuto riguardo alla vocazione turistica o ai prevalenti impieghi alternativi delle strade in questione.

    4. In ogni caso il relativo provvedimento di limitazione, di cui al comma 3, deve essere specificatamente motivato con riferimento alle caratteristiche oggettive della strada che si pongano in concreto contrasto con la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli motorizzati.


Art. 6.

(Circolazione fuori strada)

    1. La circolazione ed il parcheggio fuori strada su aree pubbliche di veicoli motorizzati è vietata, salvo che si tratti di circolazione per ragioni di lavoro o di servizio e salvo le ulteriori deroghe previste dalla presente legge.

    2. La circolazione ed il parcheggio fuori strada su aree private di veicoli motorizzati è ammessa, se autorizzata dal detentore del fondo, ove dette aree non siano ricomprese in parchi, sia nazionali che regionali, riserve naturali, aree protette, sistemi di aree di interesse naturalistico e ambientalistico istituiti con leggi regionali e zone soggette a vincolo paesaggistico, ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

Art. 7.

(Deroghe ai divieti di circolazione
su strade a fondo naturale e fuori strada)

    1. I comuni, e nelle zone classificate montane, le comunità montane, laddove siano interessati i territori di più comuni in esse ricompresi, possono individuare, previa verifica, anche a mezzo parere consultivo ai servizi per la difesa del suolo e ambiente della regione di appartenenza e al competente ispettorato dipartimentale forestale, di compatibilità con l’equilibrio ambientale e con le esigenze di tutela del territorio secondo le vigenti norme, aree o percorsi in cui sia autorizzata stabilmente la circolazione sulle strade a fondo naturale e fuoristrada anche oltre i limiti di cui agli articoli 4, 5 e 6.

    2. Le autorizzazioni concesse possono:

        a) essere limitate solo ad alcune delle tipologie di strade a fondo naturale o essere condizionate secondo i criteri di cui all’articolo 5, comma 2, nonchè contenere specifiche regolamentazioni della circolazione, ove si ravvisino motivate esigenze di tutela delle strade, del territorio o della generale fruibilità delle aree interessate;

        b) essere limitate ai soli conducenti dotati di apposita tessera autorizzativa rilasciata annualmente dal comune di competenza, dietro il pagamento di un corrispettivo non superiore alle vigenti tasse di circolazione per i veicoli così condotti, avuto riguardo alla necessità di monitorare il numero dei conducenti al fine di valutare l’impatto ambientale della circolazione motorizzata sulle aree in questione. In tale ipotesi il numero dei conducenti autorizzati può anche essere contingentato secondo apposito regolamento approvato da parte del comune di competenza.

    3. Sono fatte salve le preesistenti autorizzazioni alla circolazione su sentieri e fuori strada.

    4. Ove ammessa, la circolazione fuori strada in aree soggette a pubblico passaggio è sottoposta alle norme del codice della strada.

Art. 8.

(Procedure)

    1. Al fine del rilascio delle autorizzazioni in deroga all’articolo 7, gli enti indicati possono agire di propria iniziativa o su istanza delle competenti federazioni sportive del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) o loro affiliati.

    2. L’istanza di cui al comma 1 può essere presentata in carta libera, con copia da inoltrare a cura dell’ente territoriale ricevente al servizio per la difesa del suolo del comune territorialmente competente. L’istanza deve contenere l’individuazione dei percorsi o delle aree su carta tecnica regionale avente rapporto 1:25.000, nonchè relazione descrittiva degli stessi.
    3. Ove, entro sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza di cui al comma 2, non sia emesso provvedimento di reiezione congruamente motivato in relazione alle finalità della presente legge, l’istanza si intende automaticamente accolta.
    4. Le autorizzazioni concesse od ottenute sono revocabili con provvedimento congruamente motivato dall’ente che le ha emesse, anche su istanza di qualsiasi controinteressato o delle regioni, nel caso vengano meno le condizioni per le quali erano state concesse.
    5. Le autorizzazioni concesse sono sottoposte ad un periodo sospensivo della loro efficacia di tre giorni dalla loro deliberazione, durante il quale estratto del provvedimento o dell’istanza contenente la descrizione delle strade, dei percorsi e delle aree interessati, è affisso all’albo dei comuni interessati al provvedimento.
    6. I comuni interessati di cui al comma 5 devono organizzare idonee forme di pubblicità del contenuto delle autorizzazioni e mettere a disposizione del pubblico estratto delle planimetrie in cui siano riportati le strade, i percorsi e le aree interessati dai provvedimenti.
    7. Ove richiesti, e salvo il caso di indisponibilità di aree idonee, le comunità montane o i comuni devono comunque provvedere entro trenta giorni all’indicazione di percorsi o aree idonei alla circolazione sportiva e ricreativa su strade a fondo naturale o fuoristrada.

Art. 9.

(Segnaletica)

    1. Gli enti territoriali proprietari delle strade sono responsabili della segnaletica relativa ai divieti di circolazione.

    2. Le federazioni sportive del CONI interessate o i loro affiliati possono apporre apposita segnaletica verticale o appositi segnavia orizzontali per meglio indicare lo sviluppo delle strade a fondo naturale e delle altea aree su cui è ammessa la circolazione, previo accordo con il comune di pertinenza.

Art. 10.

(Gare e manifestazioni su strade a fondo naturale o aree private su cui è ammessa la circolazione di veicoli a motore)

    1. Le gare e le manifestazioni comportanti circolazione di veicoli motorizzati su strade a fondo naturale o aree su cui la circolazione è ammessa, ai sensi della presente legge, sono soggette alle autorizzazioni di pubblica sicurezza previste dalle vigenti norme e devono garantire il rispetto dei limiti alla circolazione previsti dalla presente legge o emanati in forza di essa.

    2. Sono fatte salve le ulteriori prescrizioni di cui all’articolo 9 del codice della strada, e successive modificazioni.

Art. 11.

(Gare e manifestazioni su strade a fondo naturale o aree fuori strada soggette a divieti di circolazione)

    1. Gli enti proprietari delle strade, acquisito il parere consultivo dei propri servizi per la difesa del suolo e del competente ispettorato ripartimentale forestale, possono autorizzare, non più di due volte all’anno e per un periodo non superiore a sei giorni per volta, la circolazione di veicoli a motore nell’ambito di gare o manifestazioni sulle strade a fondo naturale soggette a limiti di circolazione in forza degli articoli 4, 5 e 6.

    2. Sono fatte salve le ulteriori prescrizioni di cui all’articolo 9 del codice della strada, e successive modificazioni.
    3. L’autorizzazione di cui al presente articolo è subordinata alla stipula, da parte dei promotori della gara o della manifestazione, di un contratto di assicurazione per la responsabilità civile.
    4. Il contratto di assicurazione di cui al comma 3 deve altresì coprire la responsabilità dell’organizzatore e degli altri obbligati per i danni comunque causati al territorio dalla circolazione di veicoli motorizzati connessa alla gara o alla manifestazione. I limiti di garanzia sono quelli previsti dalle vigenti norme.

Art. 12.

(Impianti fissi per lo svolgimento
di manifestazioni motoristiche sportive)

    1. Gli impianti fissi per lo svolgimento di manifestazioni motoristiche sportive di nuova realizzazione non possono essere localizzati all’interno dei centri abitati e nelle aree protette come individuate all’articolo 5, comma 1.

    2. Gli impianti fissi non possono pregiudicare l’assetto idrogeologico del territorio su cui sono localizzati e non possono avere emissioni, anche acustiche, intollerabili avuto riguardo alla destinazione, preeesistente alla realizzazione degli impianti fissi stessi, dei fondi ad essi confinanti e al diritto alla salute degli abitanti.
    3. Gli impianti fissi di nuova realizzazione dotati di infrastrutture murarie sono soggetti da parte del comune territorialmente competente a concessione edilizia per la loro realizzazione, nonchè ad autorizzazione per l’esercizio dell’impianto stesso.
    4. Gli impianti fissi non dotati di infrastrutture murarie sono soggetti a semplice autorizzazione all’esercizio da parte del comune territorialmente competente.
    5. I comuni, valutati i requisiti di cui al comma 2, rilasciano l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto fisso previa acquisizione, per gli impianti di nuova realizzazione, di parere consultivo del servizio per la difesa del suolo della regione territorialmente competente e sentiti i proprietari dei fondi confinanti con l’impianto fisso, ed in ogni caso previa omologazione da parte delle competenti federazioni sportive del CONI.
    6. I comuni devono annualmente verificare la permanenza delle condizioni di cui al comma 2 e, in caso del loro venire meno, revocare con provvedimento congruamente motivato la concessa autorizzazione all’esercizio dell’impianto fisso.
    7. La circolazione motorizzata negli impianti fissi è libera.

Art. 13.

(Vigilanza)

    1. Sono incaricati di vigilare sull’osservanza della presente legge gli organi di pubblica sicurezza, di polizia stradale, di polizia forestale, di polizia locale e i sindaci dei comuni.

Art. 14.

(Sanzioni)

    1. Chiunque circoli con mezzi motorizzati in violazione delle disposizione di cui alla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa di cui all’articolo 146, comma 2, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. In caso di emissioni sonore eccedenti il limite consentito o di uso di gomme non omologate per la circolazione stradale la sanzione è raddoppiata ed è previsto il fermo amministrativo del veicolo ai sensi dell’articolo 214 del codice della strada, di cui al citato decreto legislativo n. 285 del 1992.

    2. L’organizzazione e l’effettuazione di gare su strade a fondo naturale o fuoristrada senza le prescritte autorizzazioni è sanzionata ai sensi dell’articolo 9 del codice della strada, e successive modificazioni. La sanzione è raddoppiata se la gara ha comportato circolazione di veicoli motorizzati su strade, percorsi ed aree comunque interdette al tipo di circolazione motorizzata così realizzata.
    3. Le stesse sanzioni di cui al presente articolo sono applicabili nel caso di organizzazione di manifestazioni aperte al pubblico cui abbiano partecipato contemporaneamente più di dodici veicoli motorizzati.
    4. L’esercizio di impianti fissi senza le prescritte autorizzazioni, o comunque l’acquiescenza al loro uso da parte di terzi, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.000 a euro 6.000, fatte salve le ulteriori sanzioni amministrative connesse a tale illecito.
    5. Se l’esercizio abusivo di cui al comma 4 è effettuato in modo professionale a scopo di lucro, la sanzione è triplicata.
    6. L’area su cui insiste l’impianto fisso non autorizzato può essere soggetta a sequestro.


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