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Atto a cui si riferisce:
S.2/00055 NEROZZI, TREU, ZANDA, ROILO, BLAZINA, BERTUZZI, MARCUCCI, GHEDINI, BIONDELLI, MUSI, DONAGGIO, ADRAGNA, CERUTI, PASSONI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro, della salute e...



Atto Senato

Interpellanza 2-00055 presentata da PAOLO NEROZZI
giovedì 22 gennaio 2009, seduta n.130

NEROZZI, TREU, ZANDA, ROILO, BLAZINA, BERTUZZI, MARCUCCI, GHEDINI, BIONDELLI, MUSI, DONAGGIO, ADRAGNA, CERUTI, PASSONI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

la social card è stata annunciata più volte dal Governo, già a partire dal mese di luglio 2008, come il principale strumento di lotta alla povertà. Doveva interessare 1.300.000 soggetti e costare, a regime, 450 milioni di euro;

allo stato attuale la misura si è rilevata del tutto inadeguata e ingiusta, e per migliaia di persone anziane una vera beffa;

i dati parlano chiaro: rispetto alla cifra di 1.300.000 soggetti potenziali che avrebbero dovuto beneficiare della "carta acquisti" circa 580.000 persone hanno presentato richiesta entro il 31 dicembre 2008, di queste circa 420.000 hanno ricevuto una carta attiva. Le rimanenti sono state respinte dall'Inps, in assenza di una risposta motivata da parte dell'istituto previdenziale per circa 150.000 domande respinte;

infatti, risulta che l'Inps, a livello sia nazionale che locale, non comunica agevolmente i dati e non risponde, specialmente a livello locale, alle richieste di approfondimento avanzate dalle organizzazioni sindacali;

per quanto concerne i requisiti di accesso alla carta acquisti, questi risultano pensati per ridurre al minimo la platea dei beneficiari. Oltre ad un limite estremamente restrittivo del reddito pensionistico, in alcuni casi si è in presenza di un vero e proprio percorso ad ostacoli per il riconoscimento del diritto alla social card. Ad esempio, tra le varie prescrizioni (come una seconda utenza elettrica e del gas, o più di un veicolo) vi sono quelle relative al patrimonio mobiliare ed immobiliare, già valutate ai fini dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). Ciò introduce, quindi, una doppia valutazione degli stessi elementi, con risultati paradossali ed iniqui;

inoltre, la disponibilità di un garage o la proprietà del 25 per cento di un ulteriore immobile ad uso abitativo escludono dal diritto alla carta, anche se in sede di ISEE gli stessi non hanno determinato il superamento dei 6.000 euro;

si è in presenza, quindi, della volontà da parte dell'Esecutivo di introdurre vincoli estranei alla determinazione del reddito ed utili bensì al contenimento del numero dei beneficiari finali;

ad opinione degli interroganti, ancora una volta, il Governo continua a puntare su una politica di annunci senza contenuti, con l'aggravante che in questo caso si gioca sulla pelle di migliaia di persone, le più deboli. Non basta chiedere scusa,

si chiede di sapere:

se il Governo ritenga necessario fornire informazioni precise sull'applicazione di questa misura (cioè il numero dei beneficiari e la loro condizione: pensionistica, di reddito, eccetera) e sulla consistenza delle risorse effettivamente impegnate;

se il Governo abbia intenzione di proseguire questa misura o di correggerne le storture;

più in generale che cosa intenda fare per rispondere alla drammatica situazione economica delle famiglie italiane e in particolare di quelle più povere, dei disoccupati, dei precari, degli anziani.

(2-00055)