• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02089 DI PIETRO, DONADI, BORGHESI, EVANGELISTI, DI GIUSEPPE, MURA, LEOLUCA ORLANDO, PALAGIANO, PALADINI, PIFFARI, PALOMBA, RAZZI, ROTA, ZAZZERA, PORCINO, FAVIA, ANIELLO FORMISANO, MESSINA, MONAI,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02089 presentata da ANTONIO DI PIETRO
mercoledì 21 gennaio 2009, seduta n.118
DI PIETRO, DONADI, BORGHESI, EVANGELISTI, DI GIUSEPPE, MURA, LEOLUCA ORLANDO, PALAGIANO, PALADINI, PIFFARI, PALOMBA, RAZZI, ROTA, ZAZZERA, PORCINO, FAVIA, ANIELLO FORMISANO, MESSINA, MONAI, MISITI, CAMBURSANO, BARBATO, CIMADORO, COSTANTINI, GIULIETTI, PISICCHIO e SCILIPOTI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

le concessioni radiotelevisive costano al gruppo Mediaset s.p.a. l'uno per cento del fatturato che ne ottiene. Lo Stato italiano regala alle Reti Televisive Italiane S.p.A., società di proprietà di Mediaset, il novantanove per cento degli introiti che ottiene, dalle citate concessioni. Solo l'uno per cento rimane allo Stato;

le frequenze, su cui Mediaset trasmette, sono dello Stato italiano che le può dare in concessione sostanzialmente a qualunque società ritenga opportuno. La logica vorrebbe che la concessione porti principalmente soldi alle casse dello Stato, non ai privati;

tale privilegio da cui deriva la ricchezza del Gruppo Mediaset è stabilito dall'articolo 27, comma 9, della legge del 23 dicembre 1999 n. 488. Legge mai messa in discussione da nessun Governo successivo al provvedimento predetto;

il Gruppo Mediaset si avvale di una legislazione straordinariamente favorevole. Nel 2007 ha fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui 2.5 miliardi derivanti da pubblicità delle Reti Mediaset. Il gruppo, pertanto, incrementa le sue ricchezze in virtù di una disposizione di legge che gli regala letteralmente le frequenze radiotelevisive, dietro un corrispettivo pari solo all'un per cento dei ricavi;

appare agli interroganti assurdo che un cittadino possa avere in concessione un bene dello Stato pagando solo l'un per cento dei ricavi -:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti su esposti e se non ritenga di dover adottare iniziative per modificare la legge che regolamenta le concessioni radiotelevisive che secondo gli interroganti è una legge che toglie agli italiani un reddito enorme di loro competenza, garantendo una rendita «parassitaria» a chi ne beneficia.(4-02089)