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Atto a cui si riferisce:
C.4/01478 ZAMPA, LA FORGIA, ARTURO MARIO LUIGI PARISI e LENZI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: la Fondazione Teatro Comunale di Bologna sta...



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 19 gennaio 2009
nell'allegato B della seduta n. 116
All'Interrogazione 4-01478 presentata da
SANDRA ZAMPA
Risposta. - In risposta all'interrogazione in esame, con la quale l'interrogante chiede quali iniziative il Governo intenda adottare per scongiurare una situazione di dissesto di tutti i teatri lirici italiani, con particolare riferimento alla Fondazione del Teatro comunale di Bologna che sta subendo un taglio del contributo statale dovuto sul Fondo unico dello spettacolo (FUS), si osserva quanto segue.
È opportuno chiarire preliminarmente che il contributo derivante dal Fondo unico per lo spettacolo (FUS), assegnato alla Fondazione teatro comunale di Bologna, è stato pari ad euro 14.000.828,00 nel 2007; mentre per il 2008 l'assegnazione risulta essere di euro 13.091.850,00.
La contrazione del contributo è, pertanto, in termini finanziari di euro 908.978,00 e corrisponde ad un differenziale di punti 0,49, (nel calcolo di riparto tra tutte le tredici fondazioni lirico sinfoniche, calcolati) tra le percentuali di 6,6358 (2007) e 6,1439 (2008) ottenute dalla Fondazione bolognese.
Ciò premesso si fa presente che la riduzione del contributo in questione deve essere analizzata tenendo conto che sino all'esercizio 2007 vennero utilizzati i criteri di riparto previsti dal regolamento n. 239 del 1999, e basati essenzialmente sulle cosiddette medie storiche, ovvero su valori desunti dai contributi già goduti nel triennio precedente la ripartizione.
La ripartizione 2008, invece, è stata effettuata in base ai nuovi criteri di cui al decreto ministeriale 29 ottobre 2007 che recepisce quelli stabiliti dall'articolo 1, comma 1148, della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (legge finanziaria per il 2007) modificativo dell'articolo 24 decreto legislativo 29 giugno 1996 n. 367.
La necessità di dare corso a nuovi criteri di ripartizione era avvertita in via generale da tutti gli operatori del settore che esigevano una suddivisione delle risorse basata sugli effettivi valori quantitativi e qualitativi della produzione: in tal senso il legislatore della finanziaria per il 2007 ha provveduto precisando che i criteri in questione dovessero tenere conto degli interventi di riduzione delle spese sostenute dai teatri d'opera.
In particolare, la ripartizione effettuata in applicazione del decreto ministeriale 29 ottobre 2007 è stata calcolata in tre quote principali.
La prima quota pari a 65 per cento del fondo disponibile, in ragione del valore dei minimi tabellari stipendiali degli organici funzionali delle tredici fondazioni, così come a suo tempo approvati con decreti interministeriali sino al 1998.
La seconda quota, pari al 25 per cento dell'intero budget, calcolata in ragione delle attività offerte dalle singole fondazioni per l'anno 2008.
La terza quota afferisce, invece, alla qualità dei programmi offerti al pubblico, il cui valore artistico e culturale è stato sottoposto al parere della competente Commissione consultiva per la musica la quale ha assegnato alla predetta Fondazione un contributo di 1.795.271,00 euro (contributo superiore alla media ottenuta da altre consimili Fondazioni).
È opportuno, inoltre, sottolineare che «gli interventi di riduzione delle spese» reclamati dalla norma di legge quale ulteriore criterio per la nuova ripartizione, sono specificati nel sopracitato decreto ministeriale laddove considera i rapporti tra costi di produzione e entità della produzione dell'ultimo esercizio consuntivato, nonché la capacità dei teatri di migliorare le proprie entrate di biglietteria in rapporto ai costi di produzione. Al riguardo il teatro bolognese ha ottenuto ottimi risultati in relazione al primo indice di produttività, al pari di altre quattro fondazioni, mentre nessun risultato è stato ottenuto in relazione al secondo indice.
Quanto alle lamentate riduzioni del Fondo unico dello spettacolo (FUS), nel precisare che detto Fondo nel 2009 riguarderà non quattordici, ma tredici Fondazioni lirico-sinfoniche (così come nel 2008), l'Amministrazione, pur consapevole della generale necessità di riduzione della spesa pubblica in tutti i settori della vita nazionale, non ignora le esigenze finanziarie proprie dello spettacolo e si è già attivata nel perseguire un possibile contenimento della flessione.
Peraltro, come afferma lo stesso interrogante, il sostegno finanziario al settore dei teatri d'opera non può ulteriormente andare disgiunto da una politica di complessiva rivisitazione della governance delle Fondazioni e del modus operandi delle medesime.
In tal senso una riforma complessiva dello spettacolo dal vivo ed in particolare delle Fondazioni liriche è certamente tra gli obiettivi di questa Amministrazione.

Il Ministro per i beni e le attività culturali: Sandro Bondi.