• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00277 Orientamenti del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca in materia di insegnamento dell'inglese e della seconda lingua e misure per contrastare il fenomeno del bullismo



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00277 presentata da FABIO EVANGELISTI
martedì 20 gennaio 2009, seduta n.117
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere - premesso che:

le polemiche legate all'istruzione che da mesi animano in diverso modo il dibattito relativo alla questione «scuola», e che investono direttamente il Ministro, sono oggi più forti che mai; tra le tante s'intende sottolinearne almeno due;

da un versante, è in atto una vera mobilitazione, soprattutto attraverso il web, di insegnanti di lingue degli Stati membri, in favore del multilinguismo, ritenuto da più parti una risorsa per l'Europa, oltre che un impegno comune ribadito in sede di Commissione europea;

presso il Parlamento europeo è stata inoltrata, da parte di insegnanti italiani, una petizione che chiede formalmente la modifica dell'articolo 25 del decreto legislativo n. 226 del 2005 (Insegnamento dell'inglese, della seconda lingua comunitaria e della tecnologia), in nome del principio di pari dignità delle lingue comunitarie garantito dalla Commissione europea;

l'articolo 25 del decreto legislativo n. 226 del 2005 (Insegnamento dell'inglese, della seconda lingua comunitaria e della tecnologia) al comma 2 recita testualmente: «Al fine di offrire agli studenti l'opportunità di conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese analogo a quello della lingua italiana è data facoltà, nella scuola secondaria di primo grado, alle famiglie che ne facciano richiesta, di utilizzare, per l'apprendimento della predetta lingua, anche il monte ore dedicato alla seconda lingua comunitaria. Tale scelta è effettuata al primo anno della scuola secondaria di primo grado e si intende confermata per l'intero corso della scuola secondaria di primo grado ed anche per i percorsi del secondo ciclo di istruzione e formazione...»;

l'insegnamento di un'unica lingua straniera allontanerebbe l'Italia dagli obiettivi stabiliti nel trattato di Lisbona; in quanto la conoscenza di più lingue rappresenta ormai condizione indispensabile per permettere ai cittadini dell'Unione europea, di beneficiare delle opportunità professionali e personali offerte dal grande mercato interno senza frontiere;

da un altro versante si sono sollevate forti polemiche relative ad alcune recenti dichiarazioni, in cui il Ministro si è detta favorevole all'installazione di telecamere nelle aule contro gli atti di bullismo;

la reazione del Garante della Privacy alle suddette dichiarazioni è rilevante: secondo il professor Francesco Pizzetti, installare telecamere negli istituti scolastici «significherebbe dichiarare la sconfitta della scuola come istituzione; il problema non riguarda solo la privacy, ma il ruolo della scuola in generale: la decisione di utilizzare un sistema di sorveglianza significherebbe dichiarare il fallimento dei docenti e dell'istruzione in generale, cambierebbe il ruolo della scuola»;

pare quindi difficile immaginare, come «deterrente» contro gli atti vandalici spesso protagonisti nella vita delle scuole italiane, l'installazione di telecamere che non solo priverebbero di valore la funzione della scuola, non solo violerebbero «il diritto dello studente alla riservatezza» (articolo 2, comma 2, decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del 1998) ma risulterebbero essere uno strumento assai dispendioso e nocivo per le già dissestate casse riservate al settore della pubblica istruzione -:

quali iniziative, nelle sedi opportune, intenda intraprendere al fine di superare l'evidente discrasia che si è venuta a creare tra le norme relative all'insegnamento dell'inglese e della seconda lingua e la posizione ufficiale espressa in sede comunitaria chiaramente proiettata verso una prospettiva multiculturale e plurilingue;

quali provvedimenti intenda adottare per controllare e fronteggiare il fenomeno del bullismo nell'ambito di un'azione di valorizzazione del fondamentale ruolo educativo della scuola, anche al fine di promuovere una cultura finalizzata ad accrescere il senso di responsabilità sia dei docenti che degli studenti.

(2-00277)
«Evangelisti, Donadi, Borghesi, Barbato, Cambursano, Costantini, Di Giuseppe, Favia, Aniello Formisano, Giulietti, Messina, Misiti, Mura, Monai, Leoluca Orlando, Paladini, Palagiano, Palomba, Pisicchio, Porcino, Piffari, Razzi, Rota, Scilipoti, Zazzera».