• Testo Audizione

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Atto a cui si riferisce:
Audizione del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Guido Bertolaso, sugli eventi sismici che hanno interessato la zona dell'Appennino settentrionale nella giornata del 23 dicembre 2008



Legislatura 16º - 13ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 52 del 13/01/2009


Audizione, ai sensi dell'articolo 46, comma 1, del Regolamento, del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Guido Bertolaso, sugli eventi sismici che hanno interessato la zona dell'Appennino settentrionale nella giornata del 23 dicembre 2008.   

 

Il sottosegretario BERTOLASO deposita preliminarmente agli atti della Commissione una relazione completa di allegati sugli eventi sismici che hanno interessato la zona dell'Appennino settentrionale nella giornata del 23 dicembre 2008  che di seguito procede ad illustrare. Fa quindi presente che il terremoto di magnitudo 5.1, si è verificato alle ore 16,24 nell'area appenninica delle province di Reggio Emilia e Parma, con epicentro localizzato nei comuni di Canossa, Vetto e Neviano degli Arduini una zona interessata negli ultimi due secoli da analoghi eventi. I precedenti più significativi sembrano essere il terremoto del 9 dicembre 1818 e l'evento del 17 settembre 1873. Il terremoto recente è stato avvertito in un'area molto vasta che va dalla Toscana alla Liguria interessando anche Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Più precisamente la rete sismica nazionale dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) ha localizzato l'evento sismico nel punto di coordinate latitudine 44.519 longitudine 10.382, stimando la profondità ipocentrale corrispondente a circa 27 chilometri.

Dalle valutazioni formulate dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alla data del 30 dicembre 2008 sugli effetti macrosismici del terremoto, risulta confermato che per un evento con ipocentro profondo, come quello di cui si tratta, la distribuzione degli effetti è destinata ad essere molto irregolare ed influenzata in modo rilevante da effetti di sito e da particolari condizioni di vulnerabilità sismica sicché non si possono escludere casi di danneggiamento generalmente leggero anche in località molto distanti dall'area interessata, determinati da situazioni di elevata vulnerabilità sismica e di amplificazione di sito. Per una ulteriore caratterizzazione dell'evento sono state effettuate anche indagini macrosismiche, con squadre di rilievo del gruppo operativo QUEST(Quick Earthquake Survey Team), che ha operato in contatto con i tecnici della Regione Emilia Romagna ed i funzionari del Dipartimento della protezione civile. Le prime valutazioni sono ancora in via di definizione e pertanto non possono essere considerate definitive. Il rilievo diretto degli effetti macrosismici, aggiornato allo scorso 30 dicembre, le verifiche di agibilità effettuate dalle squadre del nucleo regionale di valutazione e le numerose segnalazioni effettuate dai comuni interessati evidenziano situazioni di danneggiamento sporadico, che anche se distribuito su di un'area consistentemente ampia, riguardano in modo sistematico l'edilizia monumentale (chiese, castelli, palazzi comunali, ecc.) e le situazioni di generale degrado preesistente. Sempre al fine di caratterizzare l'evento sono state raccolte ed esaminate le registrazioni della rete accelerometrica nazionale nelle stazioni più vicine all'epicentro.

Per quanto riguarda l'attivazione del sistema di protezione civile alle ore 16,25 del 23 dicembre 2008, la Sala situazione Italia del Dipartimento della protezione civile ha ricevuto dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la comunicazione di un evento sismico appena verificatosi tra le province di Parma e Reggio Emilia. I dati preliminari hanno indicato una magnitudo pari a 5.2 della scala Richter e un ipocentro localizzato a circa 6 chilometri; i dati definitivi, comunicati alle ore 17, hanno successivamente precisato una magnitudo di 5.1, ed una profondità di circa 27 chilometri ed individuato, come comuni più prossimi all'epicentro, Vetto, Canossa e Ciano d'Enza, in provincia di Reggio Emilia e Neviano degli Arduini, in provincia di Parma.

Appresa tale notizia il Dipartimento della protezione civile ha contattato immediatamente le strutture territoriali e le sale operative delle componenti, nonché quelle nazionali delle strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile, al fine di fornire i dati già disponibili sul sisma ed assumere ogni informazione utile alla valutazione degli effetti e della risposta operativa posta in essere a livello territoriale ed allertare il servizio nazionale di contrasto all'emergenza. Nel contempo, la struttura interna del Dipartimento ha convocato l'Unità di crisi, come previsto dalle procedure operative di emergenza in caso di sisma di tale magnitudo, con l'attivazione dei vari settori specifici di intervento. Sebbene l'evento, come sopra accennato, sia stato avvertito in un'area molto ampia del Paese e precisamente da Milano a Genova e fino a Torino, le informazioni assunte dalla protezione civile della Regione Emilia Romagna e dalle due prefetture - uffici territoriali del Governo (UTG) direttamente interessate, insieme con le verifiche effettuate attraverso le strutture operative presenti sul territorio, quali il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l'Arma dei carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di finanza, il Corpo forestale dello Stato, la Capitaneria di porto e le Forze armate, hanno escluso il crollo di edifici e la presenza di vittime tra la popolazione colpita. Nel contempo la sala operativa del 118 regionale ha segnalato l'assenza di richieste di intervento connesse con gli effetti del sisma.

Pertanto lo scenario di danno delineato ha confermato i risultati ottenuti dall'applicazione del modello di simulazione degli effetti del terremoto utilizzato dal Dipartimento della protezione civile. La stima di massima delle conseguenze formulata dal modello ha evidenziato, infatti, la possibilità di risentimenti macrosismici fino al VII grado MCS (Mercalli Cancani Sieberg), o poco più, con una esigua probabilità di crolli. Significativa invece si è rivelata la probabilità di danni in grado di rendere inagibili le abitazioni, con conseguente eventualità di un numero non trascurabile di persone senza tetto. Per quanto concerne lo stato delle reti di trasporto, della viabilità e dei servizi essenziali, dall'analisi della situazione determinatasi a seguito dell'evento sismico, di può stabilire che non sono emerse criticità preoccupanti. Infatti la Società Autostrade, l'ANAS e le direzioni aeroportuali non hanno segnalano danni alle proprie infrastrutture presenti nell'area colpita dall'evento, garantendo la piena funzionalità dei servizi. Le Ferrovie dello Stato, inoltre, hanno disposto, a scopo precauzionale, una momentanea sospensione della circolazione nelle tratte Reggio Emilia - Parma e Bologna - Piacenza e rallentamenti sulla linea alta velocità Milano - Bologna, per effettuare le necessarie verifiche; tutti i collegamenti sono poi ripresi regolarmente.

Non si è registrato alcun disservizio della rete elettrica di trasmissione e distribuzione, mentre le criticità riscontrate immediatamente dopo il sisma per le reti di telefonia mobile e fissa sono state superate a breve con interventi urgenti di verifica e ripristino. Successivamente, alle ore 18,30 il Dipartimento della protezione civile è stato informato della costituzione di un'Unità di crisi presso la prefettura-UTG di Parma, presieduta dal Prefetto, con la partecipazione di tutte le strutture territoriali di protezione civile. Contemporaneamente, presso la prefettura-UTG di Reggio Emilia è stata convocata una riunione per una prima valutazione della situazione in atto.

Il quadro complessivo che è emerso, ha evidenziato la capacità del sistema locale di porre in essere una risposta operativa in grado di fronteggiare adeguatamente la prima emergenza, come ha testimoniato il buon livello di raccordo operativo tra le istituzioni, la pronta attivazione dei centri operativi di emergenza, l'avvio da parte dei comuni di un'attività di rilievo dell'agibilità e del danno con l'adozione delle conseguenti misure di salvaguardia e la puntualità dell'azione di informazione alla popolazione.

Data la situazione è stato predisposto un immediato sopralluogo delle zone interessate per raggiungere le aree interessate dal sisma, con l'obiettivo di assicurare ogni forma di concorso ed assistenza necessaria nell'ambito delle attività disposte a livello territoriale dalla regione interessata, dalle prefetture competenti e degli enti locali coinvolti, con particolare riguardo agli interventi di rilievo dell'agibilità degli edifici e di censimento dei danni. Sulla base delle esperienze di terremoti analoghi si sono prefigurati, infatti, scenari di danni significativi al patrimonio monumentale, che normalmente viene danneggiato in misura superiore al patrimonio edilizio ad uso abitativo. Questa considerazione ha generato particolare apprensione per l'imminenza della ricorrenza del Natale e, quindi, per il presumibile affollamento dei luoghi di culto.

Alle ore 21,30, si è svolta una riunione dell'Unità di crisi costituita presso la prefettura di Parma, alla quale erano presenti, tra gli altri, il presidente della regione, il direttore della Agenzia regionale di protezione civile ed un dirigente della stessa, il prefetto di Parma, il presidente della Provincia di Parma, il comandante del Corpo dei vigili del fuoco di Parma, il responsabile del Servizio tecnico bacini degli affluenti del Po, rappresentanti della Provincia e alcuni sindaci dei comuni che avevano segnalato danni. Nel corso della riunione, apprezzata l'immediatezza della risposta delle amministrazioni coinvolte nelle prime ore dell'emergenza, si è evidenziata la preminente esigenza di garantire nell'immediato la sicurezza dei luoghi di culto il cui affollamento sarebbe stato massimo nelle serata successiva, mediante l'avvio di ispezioni da effettuare con la maggior cautela possibile onde evitare situazioni di rischio, ma anche inutili allarmismi. Inoltre, in tale sede, si è deciso di attivare e localizzare il primo centro di coordinamento per la Provincia di Parma presso il Servizio tecnico bacini degli affluenti del Po. Nel frattempo continuavano sul territorio i sopralluoghi e gli interventi provvisionali effettuati dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco di Parma e Reggio Emilia, coadiuvati anche da altri comandi della direzione regionale.

A conclusione della riunione il prefetto di Parma ha emanato una circolare diretta ai Comuni richiedendo che le segnalazioni dei danni venissero effettuate per iscritto utilizzando un modello di richiesta omogeneo, desunto dalla scheda di rilevo del danno e dell'agibilità, onde favorire la tracciabilità  della segnalazioni e procedere ordinatamente e speditamente alla successiva gestione delle richieste.

Ferma restando l'esigenza di assicurare l'effettiva agibilità dei luoghi di culto per le funzioni religiose, dalle 8,30 del 24 dicembre, un dirigente del Dipartimento della protezione civile ed il responsabile del Servizio tecnico bacinihanno provveduto ad organizzare i rilievi urgenti sulle chiese.

Il comandante del Corpo nazionale dei vigili del fuoco di Parma, ha reso noto di aver ricevuto centosette richieste di intervento per danni connessi al sisma e di avere in campo settanta unità operative, otto funzionari tecnici ed altri tre in arrivo. Ha inoltre precisato di aver dato disposizione affinché le squadre dei Vigili del fuoco compilassero le schede di rilevo del danno e dell'agibilità predisposte dal Dipartimento nazionale della protezione civile. Alle ore 14 della stessa giornata risultavano segnalate circa venti chiese, di cui otto già dichiarate inagibili e dodici in corso di verifica. Nel pomeriggio, alle ore 15, si è svolta la riunione presso la prefettura di Reggio Emilia, con la presenza della presidente della provincia in rappresentanza del prefetto, di alcuni parlamentari, dei rappresentanti della regione e degli enti locali.

Nei giorni successivi, poiché  il quadro dei danni si è andato estendendo, questo Dipartimento, in accordo con la regione, ha inviato due funzionari con specifiche competenze per assistere il Servizio tecnico bacini nella gestione delle ispezioni di agibilità tramite il software messo a punto dal Dipartimento nazionale e per supportare le squadre tecniche impegnate nei sopralluoghi, con particolare riguardo alle scuole, in previsione della loro imminente riapertura.

            Una prima descrizione dei danni rilevati nel territorio delle province interessate evidenzia che, per quanto riguarda gli edifici di culto nella Provincia di Parma, sono risultati inagibili circa trenta edifici, di cui solo cinque in modo parziale, mentre circa cinquanta hanno subito danni ancora da quantificare e per altri trenta è stata ravvisata l'esigenza di effettuare verifiche strutturali; per la Provincia di Reggio Emilia diciotto sono stati gli edifici dichiarati inagibili, mentre trentanove hanno subito danni da verificare.

Premesso che al momento sono stati effettuati i sopralluoghi necessari a tutti gli edifici scolastici dei comuni maggiormente interessati dal sisma, le scuole danneggiate sono quattro in Provincia di Parma - tra cui è risultata inagibile la scuola elementare nel comune di Langhirano con sedici classi per complessivi trecentocinquanta alunni, che sono stati dirottati in altri edifici, mentre il comune sta predisponendo un progetto per il ripristino dell'edificio - e sette in Provincia di Reggio Emilia - di cui cinque parzialmente inagibili e due inagibili per aggravamento di situazioni pregresse. In Provincia di Parma è risultato parzialmente inagibile il Palazzo Municipale di Langhirano, mentre in Provincia di Reggio Emilia sono stati dichiarati parzialmente inagibili il municipio di Vetto e quello di Viano. Una attenzione particolare merita la situazione del castello di Torrechiara  nel territorio del Comune di Langhirano al momento chiuso al pubblico, che costituisce un bene storico monumentale di particolare pregio, in quanto può essere annoverato tra i pochi castelli quattrocenteschi integralmente conservati presenti a tutt'oggi in Italia. Va segnalato inoltre che l'analisi dettagliata del danno e gli interventi urgenti di ripristino sono seguiti direttamente dalla Sopraintendenza dei beni architettonici per le Province di Parma e Piacenza. Inoltre altri complessi monumentali risultano danneggiati. Per quanto concerne la provincia di Parma il sisma ha interessato il castello di Montechiarugolo e la rocca di Sala Baganza, mentre in Provincia di Reggio Emilia sono stati colpiti il teatro Valli ed il castello di Quattrocastella. Ad oggi, nella Provincia di Parma, risultano evacuate per inagibilità centoquarantasei persone, che compongono cinquantatre nuclei familiari, delle quali trenta alloggiate presso strutture alberghiere. La Regione Emilia Romagna ha assegnato cinque moduli abitativi, per consentire ad altrettanti nuclei il mantenimento della dimora nei pressi delle attività agricole, mentre altre  quattro sono in fase di assegnazione. Nella Provincia di Reggio Emilia risultano ancora evacuate le tre suore dell'eremo di Salvarano, attualmente ospiti in un convitto religioso presso il Comune di Quattrocastella. Infine la regione ha reso noto che ad oggi le squadre del nucleo tecnico di valutazione hanno verificato e rilevato gli edifici dichiarati inagibili dalle prime verifiche dei Vigili del fuoco e che nei prossimi giorni verrà disposta organizzata la verifica degli edifici privati che hanno subito dei danni. Al momento sono state inoltrate circa millecinquecento richieste di sopralluoghi nella Provincia di Parma e centoventi in quella di Reggio Emilia. Pertanto, dalle segnalazioni pervenute e dai primi rilievi effettuati dal nucleo tecnico di valutazione e dai Vigili del fuoco, la regione, in collaborazione con province, comuni, curie diocesane e sopraintendenze ai beni architettonici, ha assicurato che proseguirà i sopralluoghi puntuali per la verifica dell'agibilità e dei danni, su tutti gli edifici pubblici e privati, utilizzando la metodologia e le applicazioni software predisposte dal Dipartimento di protezione civile.

Ciò posto, dall'attività di rilevamento, che dovrebbe concludersi entro quarantacinque giorni, dovrebbe scaturire un quadro analitico delle necessità finanziarie per gli interventi di ripristino e di miglioramento sismico. La regione infine evidenzia come la pur sommaria ricognizione degli effetti del terremoto già ponga in evidenza la concreta necessità di reperire consistenti mezzi finanziari per le azioni di ripristino e di miglioramento sismico delle province interessate. Una prima stima delle disponibilità finanziarie immediatamente necessarie è stata quantificata in quindici milioni di euro. Alla luce degli elementi illustrati nella prossima seduta del Consiglio dei ministri, per le province di Parma e Reggio Emilia, il Governo esaminerà la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2009. Una volta dichiarato lo stato di emergenza verrà emanata un'ordinanza di protezione civile volta a promuovere le iniziative necessarie al superamento della grave situazione determinatasi.

 

La senatrice SOLIANI (PD) ringrazia preliminarmente il sottosegretario Bertolaso per il profilo dell'intervento svolto e per la professionalità con cui le strutture della protezione civile hanno fatto fronte all'emergenza derivante dall'evento sismico del 23 dicembre scorso. Chiede poi quale sia, a livello nazionale, il grado di integrazione tra le strutture di governo centrali e periferiche in materia di protezione civile. Sottolinea poi la necessità di disporre al più presto delle misure relative agli interventi per il recupero degli edifici religiosi, scolastici e di quelli di interesse culturale, auspicando a tale riguardo la collaborazione finanziaria del Ministero per i beni e le attività culturali. Fa presente inoltre la necessità di avviare un progetto di medio-lungo termine volto alla prevenzione di disastri derivanti da eventi sismici incentrato sulla programmazione e sul corretto uso del territorio. Chiede infine chiarimenti in merito alla quantificazione  finanziaria degli interventi di prima emergenza auspicando la prosecuzione della collaborazione tra Governo e Parlamento che ad oggi sembra aver dato i suoi frutti.

 

La senatrice PIGNEDOLI (PD) esprime, anche a nome del territorio interessato dal sisma dello scorso 23 dicembre, il ringraziamento al sottosegretario Bertolaso, il quale ha nella sua esposizione riconosciuto la capacità di reazione e l'elevato livello di coordinamento espressi dalle collettività interessate. Giudica insufficiente la stima di 15 milioni di euro per far fronte agli interventi di urgenza immediata e ritiene che un importo verosimile possa essere quantificato in almeno 150 milioni di euro. Auspica, infine, che lo spirito unitario espresso dalle diverse forze politiche presenti nei territori colpiti contribuisca ad una rapida soluzione dell'emergenza e sottolinea l'importanza di una corretta programmazione dell'uso del territorio.

 

Il senatore DELLA SETA (PD) ritiene che il sistema di protezione civile del nostro Paese possa essere considerato un'eccellenza di livello mondiale consolidata nel tempo a prescindere dai cambiamenti delle maggioranze politiche al Governo. Reputa insufficiente la stima iniziale del fabbisogno finanziario quantificato in 15 milioni di euro e chiede quali siano le iniziative avviate dal Governo per far fronte all'emergenza sismica e quali siano le intenzioni del Governo per rendere disponibili i fondi già assegnati alla protezione civile dalla legge finanziaria del 2008.

 

Il senatore TORRI (LNP) elogia il ruolo svolto dalle strutture centrali della protezione civile ed anche l'efficace attività realizzata da parte degli enti locali sia in sede di programmazione e prevenzione sia nel momento di gestione dell'emergenza sismica. Auspica quindi un incremento dei fondi messi a disposizione per far fronte alle conseguenze dell'evento sismico anche attraverso l'intervento finanziario del Ministero per i beni e le attività culturali.

 

La senatrice GERMONTANI (PdL) ringrazia le strutture della protezione civile e rileva la compostezza con cui la popolazione locale ha reagito al sisma. Sottolinea quindi la necessità di una maggiore speditezza nella soluzione delle problematiche sorte, con particolare riferimento alle scuole, ai luoghi di culto e di interesse storico, anche a seguito delle abbondanti nevicate degli ultimi giorni che hanno senz'altro aggravato la situazione.

 

Il sottosegretario BERTOLASO fa presente che il sistema nazionale di protezione civile nel caso del terremoto del 23 dicembre si è limitato a registrare l'intensità della scossa sismica e a valutarne le possibili conseguenze, mentre sono stati i soggetti locali di protezione civile, in sinergia e collaborazione con le altre autorità, ad intervenire in modo tempestivo ed efficace, come rilevato dai senatori intervenuti.

Dopo aver osservato che la disponibilità di adeguate risorse finanziarie è condizione indispensabile per il funzionamento del sistema di protezione civile, osserva che la somma di 15 milioni di euro, da lui ricordata nella sua esposizione, proviene dal fondo imprevisti del Ministero dell'economia e delle finanze ed è finalizzata solo alla prima fase di urgenza, essendo tuttora in corso la valutazione complessiva dei danni arrecati dal sisma, per far fronte ai quali si potrebbe anche ipotizzare di prevedere adeguati stanziamenti attraverso la presentazione e l'approvazione di una proposta emendativa riferita all'articolo 8 del decreto-legge n. 208, in corso di conversione.

Ricorda quindi che la protezione civile nel 2004 destinò 5 milioni di euro alla messa in sicurezza dei luoghi matildici  e se  il recente sisma non ha più pesantemente danneggiato tali luoghi lo si deve sicuramente agli interventi di messa in sicurezza realizzati utilizzando quello stanziamento.

Fa presente, infine, che sono in corso, in collaborazione con le regioni le attività relative all'attivazione del fondo regionale di protezione civile.

 

Il presidente D'ALI' ringrazia il sottosegretario Bertolaso per il contributo fornito ai lavori della Commissione e dichiara conclusa la procedura informativa.