• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00269 Dati relativi alla distribuzione e all'operatività delle social card e misure a sostegno dei redditi dei pensionati, dei lavoratori con famiglia a carico, dei precari e dei disoccupati



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00269 presentata da FRANCESCO LARATTA
giovedì 15 gennaio 2009, seduta n.115
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che:

dai dati in nostro possesso risulta che al 31 dicembre 2008 sono state consegnate 520.000 social card su 1.400.000 previste;

delle 520mila card assegnate, risulta che circa 190mila non avevano alcuna copertura. Per cui le persone povere si sono viste beffate e umiliate quando si sono presentate alle casse dei supermercati per pagare con la «tessera dei poveri» che pure era stata regolarmente assegnata;

è evidente che per ottenere la social card si è voluto sommare troppi requisiti e si è così ridotta drasticamente la platea in modo non equo;

tra le altre cose appare molto discutibile applicare sia l'Isee, che è un parametro familiare che già considera più fonti di reddito compreso il patrimonio, sia il reddito individuale. In questo modo il parametro famiglia viene usato per ridurre e non per ampliare la platea, si tiene conto delle risorse della famiglia ma non del carico. Sotto la dizione «redditi e trattamenti pensionistici» entro i 6000 euro vanno poi ricompresi tutti i trasferimenti compresi quelli esclusi esplicitamente da Isee, vi rientrano quindi gli assegni familiari, l'assegno di 150 euro per gli incapienti, l'indennità di accompagnamento, l'eventuale Tfr. Il reddito di riferimento è quello di due anni prima il 2006, senza che questo abbia una logica e un motivo. Gravissimo ricomprendere tra i redditi anche l'indennità di accompagnamento una vera politica per la non autosufficienza;

inoltre l'anziano ultrasessantacinquenne che nell'anno precedente o nei due anni precedenti la richiesta non ha conseguito alcun reddito rimane escluso dalla social card. Infatti il riferimento a un soggetto la cui imposta netta risulta pari a zero presuppone che «sia stato prodotto un reddito complessivo anche se, per effetto dell'applicazione delle disposizioni concernenti il calcolo dell'imposta dovuta, l'imposta netta è pari a zero» (Circ. 68/2007 Agenzia delle entrate);

era chiaro e prevedibile sin dall'inizio, anche alla luce di questi criteri, il fallimento dell'intera operazione, tanto che la grande maggioranza delle tessere non sono state nemmeno assegnate;

davanti a questo clamoroso - eppur previsto - fallimento, il Governo avrebbe dovuto cambiare immediatamente impostazione, intervenendo direttamente ed urgentemente a sostegno dei redditi dei pensionati, dei lavoratori con famiglia a carico, dei precari e dei disoccupati, senza altri indugi, senza criteri cervellotici e inapplicabili, senza modalità decisamente umilianti -:

quali siano i dati al 31 dicembre 2008 dell'operazione social card;

quante tessere siano state distribuite;

quante siano quelle effettivamente coperte;

che cosa inoltre intenda fare il Governo per rispondere alla drammatica situazione economica in cui si trovano le famiglie italiane, i precari, gli anziani, i disoccupati.

(2-00269)
«Laratta, Realacci, Gozi, Dal Moro, Gnecchi, Concia, Farinone, Cavallaro, Benamati, Fedi, Motta, Graziano, Ginoble, Marchi, Trappolino, Boccuzzi, Zucchi, Barbato, Binetti, Strizzolo, Berretta, Melis, Bratti, Grassi, D'Antona, Minniti, Villecco Calipari, Laganà Fortugno, Sarubbi, Cesare Marini, Lo Moro, Garofani, Giorgio Merlo, Marchioni, Tidei, Margiotta, Cesario, Velo, Gianni Farina, Miotto, Monai, Misiti».