• Testo Audizione

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
Audizione di rappresentanti del settore giovanile e scolastico della Federazione italiana giuoco calcio (FIGC) e della Lega nazionale dilettanti calcio nell'ambito dell'indagine conoscitiva sullo sport di base e dilettantistico



Legislatura 16º - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 62 del 18/12/2008


Indagine conoscitiva sullo sport di base e dilettantistico: audizione di rappresentanti del settore giovanile e scolastico della Federazione italiana giuoco calcio (FIGC) e della Lega nazionale dilettanti calcio   

 

Il PRESIDENTE introduce i rappresentanti del settore giovanile e scolastico della Federazione italiana giuoco calcio (FIGC) nonché della Lega nazionale dilettanti calcio, cui dà il benvenuto.

 

Prende la parola il dottor GIACOMINI, presidente del settore giovanile e scolastico della FIGC, il quale premette anzitutto che in tutti gli interventi relativi ai bambini l'interesse superiore del fanciullo deve essere considerato preminente, come stabilito dalla Carta dei diritti dell'Unione europea. In proposito segnala che la Federazione si ispira ai principi della predetta Carta, la quale è rivolta ai genitori, ai dirigenti sportivi e scolastici, agli insegnanti, agli educatori sportivi e agli atleti al fine di valorizzare il ruolo educativo di ciascuno nell'ottica di favorire la formazione di buoni sportivi.

Evidenzia quindi i settori di intervento, quali l'attività di base per i ragazzi dai 5 ai 12 anni, quella scolastica fino a 16 anni nonché quella agonistica che riguarda i giovani da 12 a 16 anni. Descrive quindi i principali servizi offerti dal settore giovanile della FIGC in termini di consulenza, organizzazione, monitoraggio e valutazione, puntualizzando altresì i soggetti competenti nelle strutture federali di appartenenza e nelle scuole calcio.

Delinea poi i compiti di vigilanza in termini di rispetto della normativa per il corretto svolgimento dell'attività calcistica giovanile, regolata fra l'altro anche dalla Carta dei diritti dei ragazzi allo sport dell'ONU. Pone inoltre l'accento sui doveri da parte degli adulti, che devono garantire il diritto dei giovani a divertirsi, a fare sport, a beneficiare di un ambiente sano, alla sicurezza, a giusti ritmi di allenamento e di riposo, nonché il diritto di non essere un campione. Il settore giovanile ha peraltro come obiettivo di inculcare nei ragazzi il rispetto per i propri compagni, per gli avversari e per le decisioni arbitrali.

Si sofferma inoltre sui compiti delle agenzie educative a partire dai genitori, dai dirigenti e dai tecnici fino agli insegnanti e ai dirigenti scolastici, i quali sono a vario titolo coinvolti nel processo formativo a cui si affianca il settore giovanile della FIGC.

Dopo aver sottolineato le funzioni di collaborazione, aggregazione, socializzazione e trasmissione di valori promosse dal calcio, dà conto dell'organizzazione del settore giovanile della FIGC, precisando che nelle gare tutti hanno la possibilità di giocare ed è previsto uno speciale "torneo fair play". Fornisce quindi informazioni dettagliate in ordine al numero di società e di squadre facenti capo al settore giovanile, suddivise per fasce d'età, evidenziando l'alto numero di tesserati.

Rileva altresì che il settore promuove molte manifestazioni in raccordo con la scuola per la fascia d'età compresa fino a 16 anni e comunica che è in corso un progetto dal titolo "I valori scendono in campo" con i ragazzi delle ultime tre classi della scuola primaria. Gli obiettivi in tale ambito riguardano gli aspetti educativi e culturali connessi al gioco del calcio, che viene praticato durante tutto l'anno, fermo restando che le finali delle diverse società si svolgono nel mese di giugno.

 

Il presidente della Lega nazionale dilettanti, Carlo TAVECCHIO, ricorda in primo luogo la nascita della Lega nel 1959 quale costola della Federazione e sottolinea come in cinquant'anni essa sia divenuta percentualmente la più rilevante delle sei componenti della Federazione. A titolo esemplificativo, rileva infatti che la Lega rappresenta il 34 per cento della Federazione, mentre le serie A e B rappresentano il 17 per cento e le altre componenti coprono percentuali comunque inferiori. A fronte di tali dati numerici, lamenta tuttavia che ai dilettanti non siano assicurati spazi e riconoscimenti adeguati tanto sul piano della comunicazione, quanto su quello economico. Il mondo calcistico nazionale vive infatti esclusivamente sul professionismo, relegando i dilettanti ad una mortificante zona d'ombra fatta pressoché esclusivamente di volontariato.

Anche sul piano giuridico, le società dilettanti costituiscono soggetti non ben identificati, privi dei più elementari diritti. Ne consegue che ogni anno, in occasione dell'esame del disegno di legge finanziaria, si avviino trattative estenuanti volte ad ottenere qualche riconoscimento. Egli si augura tuttavia che tutte le forze politiche trovino un'intesa per dedicare finalmente un'attenzione diversa al settore, che pure assicura un indotto economico rilevante al sistema Paese attraverso fondi interamente raccolti dai privati.

Egli ritiene peraltro che tale settore non debba fare ricorso al credito sportivo, che rappresenta invece uno strumento utile per regioni ed enti locali. Il mondo dilettante svolge infatti un ruolo sociale di estremo rilievo, in funzione sussidiaria rispetto allo Stato.

Pone indi l'accento sull'attività sanitaria della Lega in termini di valutazione statistica delle malattie giovanili, atteso che attualmente non esistono altre visite mediche obbligatorie oltre a quelle sportive. Anche in questo campo, occorre quindi che lo Stato faccia la sua parte.

Pur dando atto dei passi avanti compiuti con l'articolo 90 della legge finanziaria per il 2003, afferma poi l'esigenza di una legge quadro ad hoc che disciplini il settore in maniera organica. In particolare, auspica che alcuni profili chiave, come ad esempio l'impiantistica, siano assicurati in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale.

Egli illustra quindi l'articolazione periferica della Lega, con 140 delegazioni locali che assicurano lo svolgimento di 700.000 partite all'anno, grazie all'impegno di numerosissimi, instancabili volontari. Occorre invece che vi sia un riconoscimento da parte dello Stato, per esempio attraverso la redistribuzione dei diritti televisivi.

Né va dimenticato, prosegue, che degli 81 milioni che la Federazione riceve dal CONI, alla Lega giungono solo i fondi per pagare gli arbitri, e peraltro in misura assai contenuta. Non vengono invece corrisposte somme in conto capitale ovvero provvidenze.

Dopo aver rilevato l'eccessivo numero delle società professionistiche in Italia, segnala indi come la riforma del campionato principale finirà per avere riflessi anche sul mondo dilettantistico. Si augura comunque che abbiano termine le attuali speculazioni, ed in questo senso reputa di grande importanza l'indagine conoscitiva avviata dal Senato.

Conclude ponendo in evidenza l'impegno della Lega contro la violenza, testimoniato dall'assenza di incidenti anche in strutture senza barriere, e sottolinea l'esigenza di diffondere una cultura non solo della vittoria ma anche della sconfitta.

 

Il senatore RUSCONI (PD), dopo aver rimarcato il ruolo essenziale dello sport ai fini di una crescita fisico-psicologica dei ragazzi, censura i tagli apportati al settore negli ultimi mesi, che ancora non sono stati recuperati nonostante le dichiarazioni rassicuranti del sottosegretario Crimi.

Richiama poi lo spirito bipartisan che in passato ha caratterizzato gli interventi normativi in favore dello sport e si augura che esso possa essere ripreso ora, tanto più a fronte dell'aggravarsi della crisi economica, che determinerà fra l'altro una contrazione delle sponsorizzazioni private.

Nell'apprezzare l'impegno del settore giovanile e scolastico della FIGC a favore di tutti i piccoli atleti, indipendentemente dalla prospettiva di farne dei campioni, rammenta che il 40 per cento dei ragazzi italiani non pratica alcuno sport se non a scuola, dove peraltro l'attività motoria si colloca ai livelli più bassi in Europa. Sollecita quindi maggiori sinergie con la Pubblica istruzione, anche al fine di ridurre il tasso di abbandono dello sport nella fascia fra i 14 e i 18 anni, dove maggiormente si infrangono le illusioni e affiora la consapevolezza di non diventare campioni.

 

Il senatore Giancarlo SERAFINI (PdL) si augura che gli interessanti temi posti dagli auditi possano essere nuovamente affrontati, con maggiore disponibilità di tempi, nel corso dell'indagine. A fronte dei sempre minori investimenti da parte degli enti locali e della inevitabile riduzione delle sponsorizzazioni private, occorre infatti a suo avviso elaborare strategie di uscita dalla crisi unitamente ai soggetti interessati e in raccordo con il mondo scolastico.

 

Il senatore BARELLI (PdL) conviene che occorra elaborare una legge quadro onde riconoscere al mondo sportivo dilettantistico un ruolo sociale anche dal punto di vista economico, come dichiarato dal sottosegretario Crimi durante le comunicazioni programmatiche.

Nel ricordare che le misure contenute nella finanziaria per il 2003 hanno rappresentato un indubbio passo avanti, reputa tuttavia che esse siano oggi insufficienti, dati i cambiamenti del Paese. Giudica pertanto indispensabile un'azione di sensibilizzazione per dare riconoscimento al comparto dilettantistico indipendentemente dai risultati agonistici.

Dopo essersi soffermato sulle funzioni svolte dal settore anche in ambito di prevenzione sanitaria, pone in luce le peculiarità dei trattamenti tributari per i contratti sportivi, rispetto ai quali sono in corso iniziative da parte dell'Esecutivo, al fine di innescare un processo virtuoso.

Ritiene altresì che l'indagine conoscitiva possa fotografare la situazione rispetto alla quale predisporre una riforma di sistema con il supporto del Governo, augurandosi che su ciò si manifesti il consenso di tutte le parti politiche, atteso che sullo sport non si registrano differenziazioni ideologiche.

 

Il senatore VERONESI (PD), dopo aver espresso particolare apprezzamento per le relazioni svolte dagli auditi, pone l'accento sul ruolo dello sport per la formazione della personalità, in quanto esso consente di mettere alla prova le proprie capacità e la personale forza di volontà, riconoscendo i punti di forza ma anche di debolezza. Occorre dunque potenziare la pratica sportiva, che può concorrere insieme alla scuola a stimolare le giovani generazioni.

 

Il PRESIDENTE, dopo aver ringraziato i rappresentanti del settore giovanile e scolastico della FIGC e della Lega nazionale dilettanti, dichiara conclusa l'audizione, riservandosi di riconvocare gli auditi in una fase successiva dell'indagine.

Rinvia infine il seguito dell'indagine conoscitiva.

 

            La seduta termina alle ore 9,45.