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Atto a cui si riferisce:
S.1/00076 Azioni di contrasto alla pirateria in Somalia



Atto Senato

Mozione 1-00076 presentata da SERGIO DIVINA
martedì 16 dicembre 2008, seduta n.115

DIVINA, BRICOLO, TORRI, MURA, BODEGA, CAGNIN, MAZZATORTA, STIFFONI - Il Senato,

considerato che:

la pirateria è un crimine in tempo di pace a giurisdizione universale, previsto dal diritto consuetudinario in vigore, perseguibile in base agli articoli 105 e 110 della Convenzione di Montego Bay;

stando alle stime più recenti pubblicate dalla stampa internazionale, nel corso del 2008 sarebbero stati attaccati finora non meno di 120 mercantili in transito nel Golfo di Aden, un'arteria marittima di cruciale importanza per gli approvvigionamenti energetici dell'Europa;

sarebbero altresì state sequestrate almeno 15 navi, tra le quali la motonave ucraina "Faina", che recava un carico di armi pesanti dirette in Kenya e forse destinate a committenti nel Sudan meridionale in preparazione della possibile ripresa della locale guerra civile, e la petroliera saudita "Sirius Star";

non meno di 300 marinai sarebbero attualmente ostaggio dei pirati;

le azioni della pirateria mostrano un crescente grado di sofisticazione che lascia intravedere un preoccupante sviluppo delle capacità militari, come confermato in una recente intervista televisiva rilasciata dall'ammiraglio italiano Giovanni Gumiero alla nota emittente satellitare Cnn;

i pirati risultano attualmente basati principalmente nel Puntland, che corrisponde all'ex Somalia britannica, ma si temono collegamenti con gli elementi del network jihadista del terrore residenti in varie zone del Corno d'Africa;

in base alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu del 2 giugno 2008, n. 1816, che ha una validità di sei mesi, su cui si è registrato il consenso del Governo nazionale di transizione somalo, nonché alla risoluzione del 7 ottobre 2008, n. 1838, è stata avviata una missione atlantica, sotto il comando del predetto ammiraglio Giovanni Gumiero, che ha esercitato le proprie funzioni a bordo del cacciatorpediniere "De la Penne" fino alla conclusione dell'intervento, il 15 dicembre 2008;

i mezzi navali dello Standing Nato Maritime Group 2, nell'ambito del mandato ricevuto, sono stati autorizzati anche ad entrare in acque territoriali somale e ad usare tutti i mezzi necessari a reprimere gli atti di pirateria, in accordo con i principi della legalità internazionale, ma sarebbero emerse delle differenze nelle regole di ingaggio adottate dalle navi dei diversi Paesi;

in particolare, al cacciatorpediniere italiano sarebbero state consentite solo attività di difesa passiva, come l'interposizione tra le imbarcazioni dei pirati ed i mercantili bersaglio delle loro azioni criminali;

dall'8 dicembre 2008 è operativa la missione navale deliberata dall'Unione europea e nota con il nome di "Eunavfor Atalanta", alla quale partecipano con propri mezzi Francia e Gran Bretagna, mentre Belgio, Germania, Grecia, Spagna ed Olanda hanno preannunciato l'imminente invio di proprie navi o aerei;

a dispetto delle pressioni esercitate sul Governo italiano non risulta al momento in programma alcuna presenza nazionale nell'Eunavfor Atalanta;

il contrammiraglio britannico Philip Jones, comandante dell'Eunavfor Atalanta, ha reso noto che la missione europea potrà fare ricorso alla forza ed eventualmente arrestare i pirati, ma non condurre azioni a terra contro le loro basi;

operano nella medesima area e con le stesse finalità anche navi militari appartenenti alle Marine degli Stati Uniti, della Federazione russa e dell'Unione indiana,

impegna il Governo:

a sottolineare in tutte le sedi di merito l'esigenza che siano adottate e rispettate, da tutti i mezzi assegnati alla missione europea di contrasto alla pirateria, regole d'ingaggio che non si limitino alla difesa passiva del naviglio mercantile in transito nel Golfo di Aden, da assicurare comunque senza distinzioni di bandiera, ma contemplino anche attacchi alle imbarcazioni dei pirati;

a sollevare nelle sedi internazionali competenti, ed in primo luogo all'interno dell'Unione europea, un confronto sull'opportunità di estendere la lotta alla pirateria anche sul suolo della Somalia che ne ospita le basi;

a promuovere la costituzione di canali di coordinamento tra i comandi navali operanti nel Golfo di Aden e nelle acque adiacenti alla Somalia, in particolare tra quelli dell'Unione europea, degli Stati Uniti, della Federazione russa e dell'Unione indiana;

a sfruttare infine la comune lotta alla pirateria somala come uno strumento per favorire il riavvicinamento tra gli Stati Uniti e la Federazione russa.

(1-00076)