• Testo Audizione

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Atto a cui si riferisce:
Audizione della Banca d'Italia nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla crisi finanziaria internazionale e sui suoi effetti sull'economia italiana



Legislatura 16º - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 33 del 21/10/2008


Seguito dell'indagine conoscitiva sulla crisi finanziaria internazionale e sui suoi effetti sull'economia italiana: audizione della Banca d'Italia   

 

Riprende l'indagine conoscitiva sospesa nella seduta dell'14 ottobre scorso.

 

      Il presidente BALDASSARRI introduce i temi oggetto dell'odierna audizione.

           

            Il governatore DRAGHI nell'illustrare i contenuti della propria relazione e dopo aver consegnato alla Presidenza una documentazione allegata alla stessa ripercorre le fasi della crisi finanziaria internazionale, soffermandosi sulle origini della stessa, gli sviluppi e le risposte a carattere di emergenza poste in essere. In particolare, per quanto riguarda le origini ne mette in luce il carattere e gli aspetti di maggiore criticità e difficoltà, sottolineando peraltro come gli allarmi sull'evoluzione della stessa non sono a suo tempo mancati. L'oratore quindi illustra gli sviluppi della crisi, insistendo sugli elementi sistematici che si sono presentati dopo il fallimento del gruppo Lehman Brothers nel settembre scorso. In particolare, descrive le conseguenze della crisi sul funzionamento del mercato interbancario. Per quanto riguarda invece le risposte di emergenza, prima a carattere prettamente nazionale e poi internazionale, dà analiticamente conto delle misure adottate e delle loro finalità.

            Per quanto riguarda gli effetti per l'economia italiana, l'oratore fa riferimento alla situazione italiana così come appariva prima del fallimento della Lehman Brothers, dando indicazioni sulla complessiva situazione del sistema bancario italiano e facendo presente come esso fosse riuscito fino a quel momento a contenere l'impatto delle turbolenze. Dopo aver dato conto delle iniziative della Banca d'Italia volte ad assicurare la liquidità sufficiente in modo da consentire il normale svolgimento dell'attività bancaria, il Governatore si sofferma a illustrare gli effetti del fallimento della Lehman Brothers. In particolare, descrive analiticamente il progressivo aggravarsi della situazione, esemplificata dalla virtuale cessazione del funzionamento del mercato interbancario e dal diffondersi della sfiducia tra gli operatori. Rispetto a tale condizione di crisi, descrive le  misure adottate dal Governo italiano, in stretto coordinamento con gli altri Paesi europei, finalizzate a evitare perdite per i depositanti. A suo giudizio peraltro il congelamento della liquidità costituisce in Europa e in Italia il principale rischio di trasmissione delle turbolenze finanziarie all'economia reale.

            Per quanto riguarda invece le famiglie e le imprese, il Governatore dà conto del volume complessivo dell'esposizione dei risparmiatori italiani al rischio Lehman nonché delle azioni poste in essere a tutela dei risparmiatori e, segnatamente, delle misure poste in essere dalla Banca d'Italia. In particolare, informa circa gli orientamenti dell'Istituto di vigilanza volti a sollecitare le banche e gli altri intermediari finanziari a sostenere i risparmiatori interessati dalla crisi della Lehman Brothers.

            Per quanto riguarda le prospettive, rilevato che le stime di crescita sia dell'economia mondiale che dell'Italia non sono molto incoraggianti, ribadisce l'obiettivo di evitare che l'inasprimento delle condizioni creditizie per famiglie e imprese e il deterioramento del ciclo economico si rafforzino a vicenda. In prospettiva, ritiene che il nuovo sistema finanziario a livello internazionale dovrà essere caratterizzato da più capitale, meno debito e più regole: la riforma dovrà riguardare nuovi requisiti patrimoniali per le esposizioni creditizie, un nuovo accordo internazionale sulla normativa prudenziale, l'allargamento del perimetro delle attività sottoposte a sorveglianza, le agenzie di rating, e una maggiore trasparenza dei contratti degli strumenti finanziari derivati.

 

            La senatrice  LEDDI (PD) formula domande in merito all'applicazione del Trattato di Basilea due, sulla revisione e modifica di alcuni principi di contabilità internazionali, sull'intervento dei fondi sovrani nonché sul tasso applicabile alle garanzie statali concesse alle banche italiane con il recente decreto-legge. Chiede inoltre un aggiornamento dei dati circa il volume dei titoli "tossici" posseduti dalle banche italiane.

           

            Il senatore  LANNUTTI (IdV) svolge una serie di considerazioni critiche nei confronti delle autorità di vigilanza e di controllo che, a suo parere, non sono state in grado né di prevedere, né di arginare, né di controllare la crisi. Sottolineando la circostanza che le conseguenze finanziarie più gravi saranno a carico dei risparmiatori, rileva criticamente i comportamenti posti in essere dalle banche e dagli intermediari finanziari, in assenza di misure efficaci da parte degli organismi di vigilanza. Ritiene, tra l'altro,  necessario sciogliere il sostanziale conflitto di interessi che vede coinvolto l'istituto centrale e le maggiori banche italiane,  che detengono  la maggioranza del capitale italiano nella Banca d'Italia.

 

            Il senatore  COSTA (PdL) raccomanda attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese nell'applicazione degli indici di patrimonializzazione di Basilea 2. Condivide inoltre l'esigenza di modificare il principio contabile internazionale IAS 39 nelle attuali condizioni  del settore creditizio.

 

            Il senatore  BARBOLINI (PD) chiede una valutazione della proposta di istituire un fondo comune europeo per le emergenze finanziarie, nonché un commento sulle recenti ipotesi di modifica delle norme sull'offerta pubblica di acquisto. Dopo aver formulato inoltre una domanda relativa all'impegno di risorse pubbliche a salvaguardia della stabilità creditizia, chiede informazioni circa lo stabilimento in Italia di banche di finanza islamica.

 

            Il governatore DRAGHI, nel rispondere ai quesiti,  fa presente che la crisi è ascrivibile da un canto all'applicazione negli Stati Uniti d'America del Trattato di Basilea 1 (che consente di costruire veicoli finanziari fuori bilancio) mentre invece la revisione del Trattato di Basilea 2 concerne l'esigenza di evitarne gli effetti prociclici più evidenti. Un ulteriore aspetto riguarda poi il rilievo assegnato da tale accordo al rating esterno delle agenzie specializzate: a suo parere occorrerà ritornare a criteri di valutazione della patrimonializzazione meno raffinati ma certamente più semplici. Sullo IAS 39 dà conto del dibattito in corso, sottolineando come l'applicazione dei principi contabili abbiano impedito - come invece sarebbe stato utile - la costituzione di riserve generiche. Sulle conseguenze del fallimento della Lehman Brothers per i risparmiatori italiani ribadisce la disponibilità della Banca d'Italia di informare il Parlamento sulle azioni di tutela. Per quanto riguarda i fondi sovrani, dà conto dell'accordo siglato da tali organismi in sede internazionale volto ad impegnare gli stessi all'adesione a regole di condotta che assicurano trasparenza e rispetto delle norme  in materia di governance: tale aspetto tecnico, prosegue l'oratore, è da considerarsi a latere di una valutazione dell'azione dei fondi sovrani squisitamente politica.

            Per quanto riguarda il volume complessivo dei titoli "tossici" rispetto agli attivi bancari, chiarisce che  le cifre, riferite  al 30 settembre 2008, non sono certamente in crescita; su tale aspetto ritiene che il migliore investimento degli istituti di credito sia quello di fare completa trasparenza.

            Per quanto riguarda l'azione delle attività di vigilanza rivendica il ruolo svolto dalla Banca d'Italia, ricordando, tra l'altro,  le numerose segnalazioni effettuate anche dal Financial stability forum sui rischi e i pericoli che andavano  profilandosi.  Dà conto inoltre di quanto previsto dalla legge sul  capitale della Banca d'Italia.

            Per quanto riguarda l'offerta pubblica di acquisto e la possibile acquisizione  del   controllo di gruppi bancari in ragione della riduzione dei corsi azionari, ritiene che la questione fondamentalmente al momento sia quella di mantenere un adeguato livello di credito per sostenere l'economia reale. Facendo riferimento  all'applicazione delle misure adottate con il decreto-legge, sottolinea i segnali confortanti circa il raggiungimento di tale obiettivo, senza peraltro escludere ulteriori misure in futuro.

           

            Interviene quindi il senatore  D'UBALDO (PD), il quale chiede di conoscere le conseguenze delle misure adottate dal governo americano; chiede inoltre se esiste ancora il rischio che gli interventi predisposti dai vari governi non siano considerati credibili dai mercati. Chiede poi un'informazione sul livello di trasparenza delle operazioni poste in essere sul mercato interbancario.

 

            A giudizio del senatore  DE ANGELIS (PdL) la crisi dei mercati finanziari va fatta risalire alla politica monetaria statunitense il cui carattere espansivo ha consentito il formarsi della bolla speculativa sia nel mercato finanziario che, soprattutto, nel settore immobiliare. Chiede poi al Governatore di chiarire il proprio convincimento rispetto alle condizioni future di stabilità del sistema  creditizio italiano.

 

            A giudizio del senatore  FERRARA (PdL) la tempistica e il tenore delle decisioni assunte dal Governo italiano, d'intesa con la Banca d'Italia, per fornire liquidità al settore creditizio si sono rilevate all'altezza dei gravi rischi profilatisi nelle scorse settimane. Chiede peraltro di conoscere l'opinione del Governatore circa l'esigenza che il coordinamento internazionale passi da un livello tecnico ad  uno  più squisitamente politico.

 

            Il senatore  MUSI (PD) chiede un chiarimento in merito al decreto-legge emanato dal Governo in riferimento al possibile acquisto da parte dello Stato italiano di azioni con privilegio rispetto alla distribuzione di utili. Ritiene peraltro essenziale, dopo aver superato la crisi, discutere sia della rigidità da parte della Banca centrale europea nel manovrare il tasso ufficiale di sconto sia della scarsa flessibilità di applicazione dei parametri di Maastricht ai fini del sostegno alla crescita. Per quanto riguarda i riflessi sull'economia reale, esprime preoccupazione per l'accresciuto costo del denaro per le imprese e per le famiglie, lamentando la mancata traslazione in tale ambito della recente riduzione del tasso di interesse.

 

            Il senatore  STRADIOTTO (PD) chiede un commento circa la più accentuata riduzione dei corsi azionari delle società italiane quotate non finanziarie. Dopo aver sottolineato con preoccupazione gli effetti della restrizione del credito sui bilanci delle piccole e medie imprese, aggravati peraltro dalla cronica incapacità della pubblica amministrazione di pagare  in tempi certi le  opere e le forniture, ricorda polemicamente che il Governo aveva individuato  a luglio scorso  nel settore bancario il comparto sul quale indirizzare un forte inasprimento fiscale.

 

            La senatrice  GERMONTANI (PdL) ritiene essenziale il richiamo del Governatore circa l'attività degli intermediari non bancari, facendo peraltro riferimento al disegno di legge in materia di contrasto alle frodi nel settore del credito al consumo all'esame della Commissione. Chiede inoltre se e quando l'allentamento delle tensioni sul mercato interbancario potrà tradursi in una riduzione delle rate di mutui immobiliari a tasso variabile.

 

            Il presidente  BALDASSARRI sottolinea la rilevanza delle modifiche prospettate in materia di società di rating,  rilevando peraltro che proprio l'accordo di Basilea 2 ne aveva enfatizzato il ruolo. Dopo aver chiesto un commento circa l'esigenza di istituire un organismo di vigilanza europeo, esprime preoccupazione per gli effetti di restrizione del credito e aumento del costo del denaro a carico delle piccole e medie imprese. Esprime inoltre la convinzione che le attuali aspettative inflazionistiche dovrebbero indurre la Banca centrale europea a una decisa  riduzione del tasso di interesse.

 

            Il governatore DRAGHI risponde analiticamente alle domande formulate, soffermandosi sugli effetti del Piano di sostegno finanziario posto in essere dal governo statunitense ed esprimendo la convinzione che l'azione coordinata e concertata dei governi dei paesi maggiormente industrializzati sia stato un segnale politico molto efficace all'indirizzo dei mercati. Tale valutazione riguarda anche la contemporanea riduzione del tasso di sconto posto in essere da parte di tutte le banche centrali. Dà poi  conto del funzionamento negli Stati Uniti della piattaforma centralizzata di trattamento dei titoli derivati, in grado di fornire indicazioni sul prezzo e quindi sul valore di strumenti di difficile valutazione. Sulla problematica del costo del danaro sottolinea il divario - straordinario e contingente - tra il tasso di interesse fissato dalla Banca centrale europea e il tasso che si forma sul mercato interbancario, cresciuto in queste settimane anche a causa dell'assenza di fiducia tra i vari istituti di credito. Ribadisce l'obiettivo fondamentale di ridare fiducia alle banche, ripristinando  il funzionamento del mercato interbancario e assicurando la liquidità, da destinare anche agli investimenti delle imprese. Condivide quindi l'osservazione che la crisi sia derivata anche dalla politica monetaria espansiva posta in essere dagli Stati Uniti. Per quanto riguarda la creazione di un organismo di vigilanza europeo, ritiene tale prospettiva un passo istituzionale auspicabile, ma sottolinea l'urgenza di una omogeneizzazione sia delle norme che delle pratiche di vigilanza.

            Rispetto alla preoccupazione espressa da più parti che la stretta creditizia si rifletta negativamente sul tessuto delle piccole e medie imprese, ribadisce la convinzione che solo la riattivazione del funzionamento del mercato interbancario possa evitare tali effetti negativi.

            Per quanto riguarda invece l'andamento dei corsi azionari delle imprese non finanziarie, ritiene che le prospettive di bassa crescita abbiano influito su tale andamento, unitamente all'esigenza di molti fondi di liquidare le posizioni precedentemente assunte sui principali titoli azionari italiani. Conclude rilevando l'esigenza che le misure in materia di agenzia di rating riducano l'insorgere di conflitti di interesse ovvero rideterminino le condizioni della loro operatività, osservando che esse sono oggi vigilate esclusivamente da parte della SEC statunitense.

           

Il presidente BALDASSARRI dichiara quindi conclusa l'odierna audizione.

 

            Il seguito dell'indagine conoscitiva è pertanto rinviato.

 

 

            La seduta termina alle ore 15,50.