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Atto a cui si riferisce:
S.381 Ratifica ed esecuzione dei Protocolli alla Convenzione per la protezione delle Alpi, fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991





Legislatura 16º - Disegno di legge N. 381


 
 

Senato della Repubblica

XVI LEGISLATURA

 

N. 381
 
 
 

 

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori DELLA SETA, BIONDELLI, MOLINARI, PEGORER,
LUSI, PETERLINI, MAZZUCONI e DE LUCA

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 6 MAGGIO 2008

Ratifica ed esecuzione dei Protocolli di attuazione della Convezione
per la protezione delle Alpi, con annessi,
fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991

 

Onorevoli Senatori. – Premessa.
    Il 28 settembre 1999, con l’approvazione definitiva in Senato del disegno di legge n. 1156, presentato dal Governo nella XIII legislatura, l’Italia ha finalmente ratificato, ultima tra gli Stati firmatari, la Convenzione per la protezione delle Alpi. Viene così riconosciuto tra Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera, il concetto delle Alpi come una vasta area unitaria nel centro dell’Europa che per le sue particolari caratteristiche ambientali e culturali richiede una capacità di pianificazione e di intervento, e una protezione dell’ecosistema alpino, a carattere sovranazionale.

Finalità

    Con la Convenzione si persegue la salvaguardia a lungo termine dell’ecosistema naturale delle Alpi e lo sviluppo sostenibile nell’area alpina, oltre alla tutela degli interessi economici delle popolazioni residenti, stabilendo i princìpi cui dovrà ispirarsi la cooperazione tra i Paesi dell’Arco alpino in alcuni settori prioritari, tra cui la pianificazione territoriale, la difesa del suolo, la tutela del paesaggio, l’agricoltura di montagna, la protezione della natura, le foreste montane, il turismo e il tempo libero, i trasporti, l’energia e i rifiuti.

    Per dare attuazione alla Convenzione delle Alpi è necessario adesso ratificare alcuni importanti Protocolli attuativi già predisposti da gruppi di lavoro insediati ad hoc dai Paesi firmatari della Convenzione, come previsto dall’articolo 2 della stessa, e firmati dai Ministri dell’ambiente in un arco di tempo che va dalla III Conferenza delle Alpi tenutasi a Chambéry il 12 dicembre 1994 fino alla VI Conferenza delle Alpi, che si è riunita a Lucerna, in Svizzera, il 30-31 ottobre 2000.
    I Protocolli da ratificare, indicati all’articolo 1 del presente disegno di legge, sono i seguenti:

1)  Protocollo «Protezione della natura e tutela del paesaggio»
    L’obiettivo del presente Protocollo è quello di stabilire norme internazionali, in attuazione della Convenzione delle Alpi e tenuto conto anche degli interessi della popolazione locale, al fine di proteggere, di curare e, in quanto necessario, di ripristinare la natura e il paesaggio, in modo da assicurare durevolmente e complessivamente:
        – l’efficienza funzionale degli ecosistemi;

        – la conservazione degli elementi paesaggistici e delle specie animali e vegetali selvatiche insieme ai loro habitat naturali;
        – la capacità rigenerativa e la produttività durevole delle risorse naturali;
        – la diversità, la peculiarità e la bellezza del paesaggio naturale e rurale.

    In conformità con il presente Protocollo, ciascuna Parte contraente si impegna ad adottare le misure necessarie per assicurare la protezione, la cura e, per quanto necessario, il ripristino della natura e del paesaggio nel territorio alpino, insieme alle specie animali e vegetali selvatiche, alla loro diversità ed al loro habitat, considerando nel contempo le possibilità di un loro uso ecologicamente tollerabile.

    Le Parti contraenti si impegnano a cooperare, in particolare: per il rilevamento cartografico, la delimitazione, la gestione e il controllo delle aree protette e di altri elementi del paesaggio naturale e rurale meritevoli di protezione, l’interconnessione a rete dei biòtopi, la definizione di modelli, programmi e piani paesaggistici, la prevenzione e il riequilibrio di compromissioni della natura e del paesaggio, l’osservazione sistematica della natura e del paesaggio, la ricerca scientifica, nonché per ogni altra misura di protezione delle specie animali e vegetali selvatiche, della loro diversità e dei loro habitat, e per la definizione di relativi criteri comparabili, in quanto ciò risulti necessario e funzionale.
    Le Parti contraenti si impegnano inoltre a promuovere la cooperazione transfrontaliera nell’ambito della protezione della natura e della tutela del paesaggio, a livello regionale e locale, in quanto ciò risulti necessario al conseguimento degli obiettivi del presente Protocollo. Esse cercano infine di concertare le condizioni quadro per l’adozione di vincoli limitativi degli usi in funzione delle finalità del presente Protocollo.

2) Protocollo «Agricoltura di montagna»
    Le Parti contraenti si impegnano a perseguire l’obiettivo della conservazione e incentivazione dell’agricoltura di montagna adatta ai siti e compatibile con l’ambiente in modo da riconoscere e garantire nel tempo il suo contributo sostanziale, mediante:
        – la permanenza della popolazione e il mantenimento di attività economiche sostenibili;

        – la salvaguardia delle basi naturali della vita;
        – la prevenzione dei rischi naturali;
        – la conservazione della bellezza e del valore ricreativo del paesaggio naturale e rurale;
        – la cultura nel territorio alpino;
        – lo sviluppo ottimale dei compiti multifunzionali dell’agricoltura di montagna.

    Il Protocollo prevede inoltre una serie di impegni per l’adozione di specifiche misure a carico delle Parti. In particolare:
        – l’incentivazione dell’agricoltura di montagna;

        – la pianificazione territoriale e il paesaggio rurale;
        – lo sviluppo di metodi di produzione e prodotti tipici conformi alla natura;
        – l’idoneità degli allevamenti ai siti e diversità genetica;
        – la commercializzazione a favore dei prodotti di montagna;
        – lo sviluppo di un’economia agricola e forestale come unità;
        – la creazione di ulteriori fonti di reddito;
        – il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro.

3)  Protocollo «Pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile»
    Gli obiettivi previsti da questo Protocollo sono:
        a) riconoscere le esigenze specifiche del territorio alpino nel quadro delle politiche nazionali e europee;

        b) armonizzare l’uso del territorio con le esigenze e con gli obiettivi ecologici;
        c) gestire le risorse e il territorio in modo parsimonioso e compatibile con l’ambiente;
        d) riconoscere gli interessi specifici della popolazione alpina mediante un impegno rivolto ad assicurare nel tempo le loro basi di sviluppo;
        e) favorire contemporaneamente uno sviluppo economico e una distribuzione equilibrata della popolazione nel territorio alpino;
        f) rispettare le identità regionali e le peculiarità culturali;
        g) favorire le pari opportunità della popolazione locale nello sviluppo sociale, culturale ed economico, nel rispetto delle competenze territoriali;
        h) tener conto degli svantaggi naturali, delle prestazioni d’interesse generale, delle limitazioni dell’uso delle risorse e del prezzo, per l’uso delle stesse, corrispondente al loro valore reale.

    Conformemente agli obiettivi della pianificazione territoriale e dello sviluppo sostenibile del territorio alpino, le Parti contraenti convengono di creare condizioni generali che permettano di:
        a) rafforzare la capacità di agire degli enti territoriali conformemente al principio di sussidiarietà;

        b) realizzare strategie regionali specifiche e le relative strutture;
        c) assicurare la solidarietà tra gli enti territoriali, a livello di ognuna delle Parti contraenti, mediante misure efficaci;
        d) adottare, nei casi di limitazione dell’uso delle risorse naturali e in presenza di condizioni svantaggiate riconosciute per le attività economiche nel territorio alpino, le misure di sostegno necessarie a mantenere tali attività, a condizione che tali misure siano compatibili con l’ambiente;
        e) incoraggiare l’armonizzazione delle politiche di pianificazione territoriale, di sviluppo e di protezione mediante la cooperazione internazionale.

    Le Parti contraenti si impegnano a provvedere alle misure necessarie al conseguimento degli obiettivi previsti dal Protocollo, nel rispetto del principio di sussidiarietà.
4) Protocollo «Foreste montane»
    Il presente Protocollo ha lo scopo di conservare le foreste montane come habitat quasi naturale e, quando ciò sia necessario, di svilupparle o di aumentarne l’estensione e di migliorare la loro stabilità. Il presupposto necessario all’efficienza delle funzioni indicate nel preambolo è costituito da un’economia forestale montana gestita in modo accurato, sostenibile e adeguato alla natura.

    In particolare le Parti contraenti si impegnano a provvedere soprattutto affinché:

        – siano adottati metodi di rinnovazione forestale naturali;

        – sia perseguito un patrimonio forestale ben strutturato, graduato, con specie arboree adatte al rispettivo sito;
        – sia impiegato materiale di riproduzione forestale autoctono;
        – siano evitate erosioni e costipamenti del suolo, mediante metodi di uso e di prelievo rispettosi dell’ambiente.

5) Protocollo «Difesa del suolo»
    Il presente Protocollo ha come scopo l’attuazione degli impegni concordati per la difesa del suolo tra le Parti contraenti nell’ambito della Convenzione delle Alpi. In particolare per le Parti contraenti il suolo va mantenuto efficiente in modo sostenibile:
    1. nelle sue funzioni naturali, come:
        a) base e spazio vitale per uomini, animali, piante e microorganismi;

        b) elemento costitutivo della natura e del paesaggio;
        c) parte integrante dell’ecosistema, soprattutto in relazione al ciclo delle acque e delle sostanze nutritive;
        d) mezzo di trasformazione e regolazione per l’apporto di sostanze, in particolare per le sue proprietà di filtro, tampone e contenitore, particolarmente per la protezione delle acque di falda;
        e) serbatoio genetico;

    2. nella sua funzione di archivio della storia naturale e culturale;

    3. per garantire il suo utilizzo come:

        a) sito per l’agricoltura, ivi comprese la pastorizia e l’economia forestale;

        b) spazio abitativo e per attività turistiche;
        c) sito per altri usi economici, per i trasporti, l’approvvigionamento e lo smaltimento;
        d) giacimento di materie prime.

    Occorre in particolare garantire e conservare nel lungo periodo, in senso quantitativo e qualitativo, le funzioni ecologiche del suolo come parte essenziale dell’ecosistema. È necessario promuovere il ripristino dei suoli compromessi.

    Le misure da adottare perseguono in particolare un uso del suolo adeguato al sito, un uso parsimonioso delle superfici, la prevenzione delle erosioni e delle alterazioni negative della struttura dei suoli, nonché la riduzione al minimo delle immissioni di sostanze dannose per il suolo.
    In particolare si deve conservare e favorire la diversità dei suoli tipica del territorio alpino e i siti caratteristici.
    Per questi scopi assume particolare importanza il principio della prevenzione in funzione di uno sviluppo sostenibile, che comprende la salvaguardia della funzionalità e dei potenziali usi dei suoli a scopi diversi, nonché la loro disponibilità per le future generazioni.
    Per raggiungere questi obiettivi:

        1. Le Parti contraenti si impegnano ad adottare le misure giuridiche e amministrative necessarie ad assicurare la difesa dei suoli nel territorio alpino. Il controllo di queste misure avviene sotto la responsabilità delle autorità nazionali.

        2. Se esiste il pericolo di compromissioni gravi e durature della funzionalità dei suoli, occorre, in linea di principio, dare priorità agli aspetti di protezione rispetto a quelli di utilizzo.
        3. Le Parti contraenti esaminano le possibilità di sostenere le misure perseguite dal presente Protocollo per la difesa del suolo nel territorio alpino mediante misure di natura fiscale e finanziaria. Devono essere particolarmente incentivate le iniziative coerenti con la difesa del suolo e con il suo uso parsimonioso e nel rispetto dell’ambiente.

6) Protocollo «Turismo»
    Obiettivo del presente Protocollo è contribuire, nell’ambito dell’ordinamento istituzionale vigente, ad uno sviluppo sostenibile del territorio alpino grazie ad un turismo che tuteli l’ambiente, mediante specifici provvedimenti e raccomandazioni che tengano conto degli interessi della popolazione locale e dei turisti.

    Le Parti contraenti si impegnano ad eliminare gli ostacoli alla cooperazione internazionale tra gli enti territoriali del territorio alpino e a promuovere la soluzione dei problemi comuni grazie ad una cooperazione al livello territoriale appropriato. Le Parti contraenti inoltre appoggiano una maggiore cooperazione internazionale tra le rispettive istituzioni competenti. Danno particolare rilievo alla valorizzazione delle aree di confine, coordinando attività turistiche e ricreative che tutelino l’ambiente. Nel caso in cui gli enti territoriali non possano prendere taluni provvedimenti, perché di competenza nazionale o internazionale, è necessario garantire loro la possibilità di rappresentare efficacemente gli interessi della popolazione.

7) Protocollo «Energia»
    Le Parti contraenti si impegnano a creare condizioni-quadro e ad assumere concrete misure in materia di risparmio energetico, produzione, trasporto, distribuzione ed utilizzo dell’energia nell’ambito territoriale di applicazione della Convenzione delle Alpi atte a realizzare una situazione energetica di sviluppo sostenibile, compatibile con i limiti specifici di tolleranza del territorio alpino; così facendo, le Parti contraenti forniranno un importante contributo alla protezione della popolazione e dell’ambiente, alla salvaguardia delle risorse e del clima.

    In conformità con il presente Protocollo le Parti contraenti mirano, in particolare, a:

        a) armonizzare la loro pianificazione energetica alla pianificazione generale di assetto del territorio alpino;

        b) finalizzare i sistemi di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, con riguardo alle esigenze di tutela ambientale, alla generale ottimizzazione del sistema complessivo di infrastrutture del territorio alpino;
        c) perseguire la minimizzazione del carico ambientale di origine energetica nel quadro di un obiettivo di ottimizzazione della fornitura di servizi energetici all’utente finale, mediante, fra l’altro, per quanto possibile:

            1) la riduzione del bisogno di energia con l’uso di tecnologie più efficienti;

            2) un più ampio soddisfacimento dei restanti bisogni di energia con fonti rinnovabili;
            3) l’ottimizzazione degli impianti di produzione di energia esistenti basati su fonti non rinnovabili;

        d) contenere gli effetti negativi delle infrastrutture energetiche sull’ambiente e sul paesaggio, incluse le infrastrutture relative alla gestione dei loro rifiuti attraverso l’adozione di misure di carattere preventivo, per le nuove realizzazioni, ed il ricorso, ove necessario, ad interventi di risanamento nel caso di impianti esistenti.
    Nei casi di costruzione di nuove grandi infrastrutture energetiche e di rilevante potenziamento di quelle esistenti, le Parti contraenti provvedono, nel quadro istituzionale vigente, alla valutazione dell’impatto ambientale nel territorio alpino nonché alla valutazione dei loro effetti territoriali e socio-economici secondo l’articolo 12, incluso il diritto di espressione di parere in ambito internazionale, quando possano esistere effetti transfrontalieri.

    Esse considerano, nella loro politica energetica, che il territorio alpino si presta all’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e promuovono la collaborazione reciproca sui programmi di sviluppo in questo campo. Preservano le aree protette con le loro zone cuscinetto, le zone di rispetto e di quiete, nonché quelle integre dal punto di vista naturalistico e paesaggistico ed ottimizzano le infrastrutture energetiche in funzione dei differenti livelli di vulnerabilità, di tolleranza e di degrado in atto negli ecosistemi alpini.
    Le Parti contraenti sono coscienti che un contributo rilevante alla protezione delle Alpi nei confronti degli impatti ambientali delle infrastrutture energetiche, mediante interventi preventivi e di risanamento, può derivare da una adeguata politica di ricerca e sviluppo. Esse incoraggiano, pertanto, la ricerca e lo sviluppo nei campi appropriati e lo scambio dei relativi risultati rilevanti.
    Le Parti contraenti collaboreranno in campo energetico nello sviluppo di metodi che tengano in maggior conto la realtà dei costi.

8)  Protocollo «Composizione delle controversie»
    L’obiettivo di questo Protocollo è quello di costituire una procedura di riferimento nel caso in cui, tra due o più Parti contraenti, insorga una controversia relativamente all’interpretazione oppure all’applicazione della Convenzione o di un suo Protocollo attuativo.

    Questo, relativo alla composizione delle controversie, è un Protocollo aggiuntivo che parte dalla possibilità che tra due o più Parti contraenti nasca una controversia rispetto all’interpretazione o all’attuazione della Convenzione stessa.

9) Protocollo «Trasporti»
    Le Parti contraenti si impegnano ad attuare una politica sostenibile dei trasporti tesa a:
        a) ridurre gli effetti negativi e i rischi derivanti dal traffico interalpino e transalpino ad un livello che sia tollerabile per l’uomo, la fauna e la flora e il loro habitat, tra l’altro attuando un più consistente trasferimento su rotaia dei trasporti, in particolare del trasporto merci, soprattutto mediante la creazione di infrastrutture adeguate e di incentivi conformi al mercato;

        b) contribuire allo sviluppo sostenibile dello spazio vitale e delle attività economiche, come premesse fondamentali per l’esistenza stessa delle popolazioni residenti nel territorio alpino per mezzo di una politica dei trasporti organica e concertata tra le Parti contraenti che coinvolga tutti i vettori;
        c) contribuire a ridurre o a limitare per quanto possibile l’impatto che possa compromettere il ruolo e le risorse del territorio alpino nonché la conservazione dei suoi paesaggi naturali e culturali – la cui importanza si estende oltre i suoi confini, e che possa mettere a repentaglio la preservazione di questo territorio ancora fondamentalmente intatto;
        d) garantire il traffico interalpino e transalpino incrementando l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di trasporto e favorendo i vettori meno inquinanti e con minore consumo di risorse ad un costo economicamente sopportabile;
        e) garantire condizioni di concorrenza equilibrate tra i singoli vettori.

    Le Parti contraenti si impegnano a sviluppare il settore dei trasporti tenendo conto dei princìpi di precauzione, prevenzione e causalità.

    Al fine di sviluppare i trasporti in condizioni di sostenibilità, le Parti contraenti, adottando una politica ambientale e dei trasporti concertata e tesa alla riduzione dell’impatto e dei rischi dovuti ai trasporti, si impegnano a:

        a) tener conto delle esigenze dell’ambiente in modo tale da:
        – ridurre il consumo delle risorse ad un punto tale da non superare, per quanto possibile, la capacità naturale di rigenerazione;

        – ridurre l’emissione di sostanze nocive ad un punto tale da non superare la capacità di carico delle risorse ambientali interessate;
        – limitare le immissioni nell’ambiente ad un livello tale da evitare ripercussioni sulle strutture ecologiche e sui cicli naturali;

        b) tener conto delle esigenze della società in modo tale da:
        – garantire l’accessibilità alle persone, ai posti di lavoro, ai beni e ai servizi in modo efficiente, rispettoso dell’ambiente, facendo uso parsimonioso di energia e spazio, nonché garantire un sufficiente approvvigionamento di base;

        – non compromettere la salute dell’uomo e ridurre il rischio di calamità naturali, nonché il numero e la gravità degli incidenti;

        c) tener conto delle esigenze dell’economia in modo tale da:
        – incrementare l’autofinanziabilità del settore dei trasporti e internizzare i costi esterni;

        – promuovere lo sfruttamento ottimale delle potenzialità dell’infrastruttura esistente;
        – salvaguardare i posti di lavoro nelle aziende e imprese competitive che operano nei vari settori economici;

        d) adottare interventi più incisivi nella lotta all’inquinamento acustico considerando la particolarità della topografia alpina.
    In conformità con la normativa nazionale ed internazionale vigente nell’ambito dei trasporti, le Parti contraenti si impegnano a sviluppare orientamenti, strategie e misure di carattere nazionale, regionale e locale, finalizzati a:
        a) tenere conto delle differenti condizioni ambientali, economiche e socio-culturali, nonché della diversità delle esigenze;

        b) limitare l’accentuarsi dell’impatto dovuto ai trasporti, adottando una combinazione di strumenti economici e di interventi di pianificazione territoriale e dei trasporti.

    Per quanto riguarda i trasporti su strada, il Protocollo «Trasporti» prevede che le Parti contraenti si astengano dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino.

    Per quanto riguarda invece i progetti stradali di grande comunicazione per il trasporto interalpino, questi possono essere realizzati solo a condizione che siano rispettati gli obiettivi stabiliti all’articolo 2, comma 2, lettera j) della Convenzione delle Alpi (ridurre gli effetti negativi e i rischi derivanti dal traffico ad un livello che sia tollerabile per l’uomo, la fauna, la flora e il loro habitat, attuando un più consistente trasferimento su rotaia dei trasporti e in particolare del trasporto merci, soprattutto mediante la creazione di infrastrutture adeguate e di incentivi conformi al mercato, senza discriminazione sulla base della nazionalità).
    Altre condizioni per la realizzazione di progetti interalpini di strade di grande comunicazione sono:

        a) che le esigenze di capacità di trasporto non possano essere soddisfatte né tramite un migliore sfruttamento delle capacità stradali e ferroviarie esistenti, né potenziando o costruendo infrastrutture ferroviarie e di navigazione, né migliorando il trasporto combinato o adottando altri interventi di organizzazione dei trasporti;

        b) che dalla verifica di opportunità risulti che il progetto è economico, che i rischi sono controllabili e che l’esito della valutazione dell’impatto ambientale sia positivo;
        c) che si tenga conto dei piani/programmi di assetto territoriale e dello sviluppo sostenibile.

    Infine, dato che le condizioni geografiche e la struttura insediativa del territorio alpino non permettono dovunque un efficiente servizio da parte dai trasporti pubblici, le Parti contraenti riconoscono tuttavia la necessità di creare e mantenere un livello sufficiente di infrastrutture di trasporto che garantiscano il funzionamento del trasporto individuale nelle aree periferiche.
Quantificazione degli oneri finanziari recati dal provvedimento
    La quantificazione degli oneri finanziari per l’attuazione dei Protocolli alla Convenzione per la protezione delle Alpi considera anche la promozione degli adempimenti che non sono previsti nell’ambito della legislazione vigente, come ad esempio la partecipazione a riunioni internazionali, l’eventuale partecipazione a progetti pilota, la ricerca per una corretta applicazione dei Protocolli sul territorio, la redazione di rapporti periodici, la realizzazione di strumenti informativi. Si quantifica per detta promozione la cifra di 500.000 euro.

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

    1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare i seguenti Protocolli di attuazione della Convenzione per la protezione delle Alpi, con annessi, fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991:

        a)  «Protocollo nell’ambito della protezione della natura e della tutela del paesaggio, con allegati», fatto a Chambéry il 20 dicembre 1994;

        b)  «Protocollo nell’ambito dell’agricoltura di montagna, con allegato», fatto a Chambéry il 20 dicembre 1994;
        c)    «Protocollo nell’ambito della pianificazione territoriale e dello sviluppo sostenibile», fatto a Chambéry il 20 dicembre 1994;
        d)  «Protocollo nell’ambito delle foreste montane», fatto a Brdo il 27 febbraio 1996;
        e)  «Protocollo nell’ambito della difesa del suolo», fatto a Bled il 16 ottobre 1998;
        f)  «Protocollo nell’ambito del turismo», fatto a Bled il 16 ottobre 1998;
        g)  «Protocollo nell’ambito dell’energia», fatto a Bled il 16 ottobre 1998;
        h)  «Protocollo sulla composizione delle controversie», fatto a Lucerna il 31 ottobre 2000;
        i)  «Protocollo nell’ambito dei trasporti», fatto a Lucerna il 31 ottobre 2000.

Art. 2.

    1. Piena ed intera esecuzione è data ai Protocolli di cui all’articolo 1 a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dal capitolo V dei Protocolli di cui alle lettere a), b), c), d), e), f), g) e i) del medesimo articolo 1, comma 1, e in conformità a quanto disposto dall’articolo 16 del Protocollo di cui alla lettera h) del medesimo articolo 1, comma 1.

Art. 3.

    1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, valutato in 500.000 euro a decorrere dall’anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

    2. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 4.

    1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 
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