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Atto a cui si riferisce:
C.1/00080 premesso che: la tempesta finanziaria che ha investito tutte le economie mondiali ha evidenziato l'inadeguatezza delle istituzioni economico-finanziarie internazionali e degli...



Atto Camera

Mozione 1-00080 presentata da MICHELE GIUSEPPE VIETTI testo di mercoledì 10 dicembre 2008, seduta n.101
La Camera,

premesso che:
la tempesta finanziaria che ha investito tutte le economie mondiali ha evidenziato l'inadeguatezza delle istituzioni economico-finanziarie internazionali e degli strumenti in loro possesso, nel fare fronte ad eventi con caratteristiche e peculiarità diverse rispetto al passato, che le hanno rese vulnerabili ed incapaci di dare risposte adeguate;

non sorprende, quindi, che da più parti sia stata sollevata la richiesta di una nuova Bretton Woods, che renda più agevole il superamento della crisi finanziaria in atto e, nel contempo, preveda un sistema di nuove regole economiche che realizzi un assetto funzionale ed equilibrato dell'economia internazionale;

con la Conferenza di Bretton Woods del 1944, quando la seconda guerra mondiale era ancora in corso, si vollero gettare le basi di una cooperazione economica che evitasse la ripetizione del ciclo di svalutazioni competitive che avevano contribuito alla grande depressione del 1929;

nel corso dell'incontro Nobels Colloquia, svoltosi a Trieste recentemente, è stato sottolineato da tutti i maggiori economisti che, nonostante il paragone con la crisi del 1929 non sia appropriato, siamo di fronte ad una crisi di sistema e che è svanita l'illusione che il capitalismo senza regole possa andare avanti all'infinito;

l'eccessiva fiducia nel mercato, gli eccessi della deregulation, gli abusi nell'uso delle stock options e la mancanza di strumenti di controllo hanno reso possibile agli operatori di indirizzarsi verso impieghi puramente speculativi, inondando il sistema di hedge funds, derivati tossici e quant'altro, fino all'esplosione della bolla di tali strumenti derivati e di altre forme di debito;

entrambi i modelli adottati fino al crack finanziario, quello statunistense (con capitali gestiti da una varietà di banche regolamentate, banche d'affari poco regolamentate e hedge fund in gran parte non regolamentati) e quello cinese (basato sulla creazione di fondi sovrani, attivamente impegnati a cercare partecipazioni strategiche in investimenti all'estero), si sono dimostrati incapaci di reggere l'urto della crisi e troppo vulnerabili a pressioni dettate dal panico;

il sistema di vigilanza americano non ha operato adeguatamente nella richiesta di requisiti adeguati a fronte di strumenti finanziari nuovi, per i quali sarebbe stato opportuno creare un mercato ad hoc con controlli periodici e dotato di segnali di allarme altamente sensibili;

poiché i salvataggi delle banche e di altre istituzioni finanziarie non sono stati, comunque, in grado di riportare la fiducia nei mercati, occorrono politiche economiche che evitino il passaggio da crisi finanziaria a crisi recessiva;

in Europa, l'euro ed i vincoli del patto di stabilità hanno frenato gli effetti della crisi, imponendo nel contempo una riduzione della spesa pubblica, mentre in questa fase recessiva sarebbero opportuni interventi di sostegno tradizionale (soprattutto opere pubbliche) accanto a quelli di tipo finanziario;

nel corso del G20 non è stato fatto nessun accenno al ruolo che i centri finanziari offshore (spesso sede legale degli hedge funds) hanno avuto nella crisi finanziaria, definendoli «giurisdizioni che non cooperano e non sono trasparenti» e considerandoli un problema da risolvere «nel medio termine»;

la diffusione di prodotti «tossici» è stata anche favorita dalle agenzie di rating, che hanno spesso operato in conflitto di interessi;

la crisi costituisce un'utile occasione per riaprire il dibattito sugli standard mondiali di valutazione delle attività finanziarie adottati dalle principali società contabili internazionali;

il fallimento degli accordi sugli scambi multilaterali del Doha round ha creato ulteriori preoccupazioni sul futuro dell'economia internazionale in presenza della contemporaneità della crisi finanziaria;

i principali partner europei, sia pur avendo a cuore maggiormente la stabilità dei loro sistemi bancari e creditizi, hanno investito ingenti risorse per il rilancio delle loro economie;

i principali indicatori economici confermano che in Italia gli effetti della crisi finanziaria, più che sul sistema bancario e creditizio, si stanno riversando sull'economia reale;

per fronteggiare questa crisi il Governo ha varato un pacchetto di misure, che, nelle intenzioni, mirerebbe a ridare un potere reale d'acquisto alle famiglie, sostenere lo sviluppo delle imprese e dare un impulso alle opere strutturali;

tuttavia, nonostante la gravità della crisi e a differenza di quanto fatto dagli altri Paesi europei, quello presentato dal Governo è un piano «minimalista», che vale circa 6,3 miliardi di euro e nel quale gli interventi previsti, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno una validità limitata al solo esercizio 2009. Infatti:

a) l'intervento per le famiglie è del tutto insoddisfacente, sia per la ridotta entità del contributo, sia per la limitata soglia massima di reddito che permette di accedere al contributo, una misura una tantum, quindi, valida solo per l'anno 2009;

b) quella sui mutui è una manovra tardiva, che sarebbe stata molto utile nel 2008, anno in cui i tassi sono stati crescenti e sono aumentate le rate dei mutui delle famiglie italiane, ed è una manovra che avrà un effetto molto limitato nel 2009;

c) la promessa di abbassare le tariffe appare un mero spot, in quanto le stesse tariffe dovrebbero scendere comunque nei prossimi mesi a causa del drastico calo del petrolio. E comunque, ancora una volta, si interviene solo in ambito assistenziale;

d) dalla riduzione degli acconti dell'ires e dell'irap vengono escluse inspiegabilmente le società di persone e gli imprenditori individuali, che costituiscono la stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese italiane;

e) la revisione degli studi di settore è una disposizione giusta, ma molto vaga e rimanda a futuri decreti attuativi del ministero dell'economia e delle finanze;

f) per quanto riguarda l'intervento nel capitale delle banche non sono stati ancora definiti i meccanismi che vincolerebbero i prestiti statali alla concessione di credito a famiglie ed imprese. È previsto un codice etico, ma non c'è nessun riferimento all'obbligo per le banche finanziate di procedere ad una decurtazione degli stipendi per manager e dirigenti;

g) di fatto il provvedimento del Governo rende quasi impossibile l'ottenimento dello sgravio fiscale del 55 per cento, previsto dalla normativa, per gli interventi di risparmio energetico messi in cantiere a partire dal 2009,
impegna il Governo:

per quanto riguarda il riordino della governance mondiale, ad adottare iniziative volte a:

a) favorire la realizzazione di riforme che colmino le carenze delle regolamentazioni e delle vigilanze finanziarie, evidenziate dalla crisi finanziaria, ed in particolare:

1) adottando iniziative per l'introduzione di norme che regolino efficacemente l'attività degli intermediari e dei mercati;

2) ridisegnando la struttura delle autorità di regolamentazione e vigilanza, troppo frammentate, poco armonizzate e scarsamente cooperanti tra loro;

b) sollecitare una rapida e stabile revisione dei criteri di valutazione degli elementi patrimoniali da parte delle società contabili, affinché sia sempre garantita l'indipendenza e l'oggettività, al fine di ridurre sia possibili spirali perverse, sia di evitare che i criteri possano essere modificati a seconda delle convenienze, danneggiando la credibilità dei bilanci;

c) sostenere la necessità di procedere ad una valutazione approfondita e all'adozione delle conseguenti misure, rispetto al ruolo svolto dai centri finanziari offshore nelle vicende che hanno portato alla situazione attuale;

per quanto riguarda le misure da adottare per contrastare la crisi in Italia, ad adottare iniziative volte a:

a) evitare la dispersione degli interventi, nell'intento di accontentare tutti (famiglie, imprese, lavoratori e banche), in considerazione dell'esiguità delle risorse impiegate, finalizzando gli interventi a favore delle famiglie, nell'ottica del rilancio dei consumi e della domanda interna;

b) prevedere misure di impulso agli investimenti delle piccole e medie imprese, a partire dal credito d'imposta o dalla detassazione degli utili reinvestiti in ricerca ed innovazione;

c) valutare l'opportunità di un piano di incentivi agli investimenti in efficienza energetica per le imprese;

d) programmare un piano di sostegno ai settori che maggiormente risentiranno della crisi;

e) progettare un piano per il rilancio delle opere nel Mezzogiorno d'Italia;

f) realizzare una vera e propria politica di incentivi allo sviluppo per il Sud e sollecitare iniziative volte a facilitare l'accesso al credito per le piccole e medie imprese in questa area del Paese;

g) assumere ulteriori iniziative normative volte a dare maggiore efficacia alle misure previste dal «pacchetto anti-crisi», in particolare per:

1) incentivare gli interventi di risparmio e di riqualificazione energetica degli edifici;

2) rendere permanenti le disposizioni riguardanti il principio del versamento dell'iva secondo criteri di «cassa» anziché di competenza, compatibilmente con la normativa europea;

3) estendere le misure fiscali agevolative anche ai soggetti che, allo stato, ne sono esclusi, in particolare a società di persone e imprenditori individuali;

h) prevedere nuove misure a sostegno delle famiglie che accenderanno mutui a partire dal 1o gennaio 2009, per i quali la manovra prevista non ha alcun effetto reale e considerato che il problema si potrà ripresentare nel 2010, quando la manovra non sarà più in vigore;

i) realizzare una vera politica per la famiglia e non di tipo assistenzialista, poiché in questo momento di difficoltà economica occorre avere il coraggio di investire sui nuclei familiari del ceto medio, che oggi soffrono maggiormente e che possono rilanciare i consumi, se sostenuti;

l) valutare l'opportunità di istituire un fondo per combattere la povertà e per sostenere i redditi da lavoro sotto la soglia di povertà;

m) prevedere maggiori fondi per gli ammortizzatori sociali ed estendere il sostegno a tutti i lavoratori atipici, soprattutto a quelli che hanno prestato l'attività in zone e settori dichiarati in «stato di crisi».

(1-00080)
«Vietti, Galletti, Tabacci, Buttiglione, Pezzotta, Occhiuto, Ciccanti, Volontè, Compagnon, Naro, Capitanio Santolini».