• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.5/00663 VINCENZO ANTONIO FONTANA, DI BIAGIO e ANTONINO FOTI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. - Per sapere -...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00663 presentata da VINCENZO ANTONIO FONTANA
martedì 25 novembre 2008, seduta n.092
VINCENZO ANTONIO FONTANA, DI BIAGIO e ANTONINO FOTI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. - Per sapere - premesso che:

il Commissario straordinario dell'Inps, ha emanato la determinazione n. 3 del 3 ottobre 2008 in base alla quale, con effetto immediato, al punto 1 si dispone «L'applicazione dell'articolo 72, comma 11 della legge n. 133 del 2008, e la conseguente risoluzione del rapporto di lavoro di tutti i dirigenti di livello generale in servizio che abbiano compiuto o compiano l'anzianità contributiva massima di 40 anni», conseguentemente, al punto 2 della determina, si da mandato al Direttore generale dello stesso ente previdenziale, di attivare tutti gli atti necessari per la risoluzione dei rapporti di lavoro di livello dirigenziale generale;

sebbene l'applicazione dell'articolo 72, comma 11, del decreto-legge n. 112 del 2008 convertito dalla legge n. 133 del 2008 rientri in un più ampio disegno di razionalizzazione del pubblico impiego avviato dall'attuale Governo, gli interroganti si domandano se, in assenza di criteri o limiti per la facoltà di risoluzione del contratto di lavoro non discriminatori e che non conducano a scelte contraddittorie, come peraltro disposto nella circolare del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione n. 10 del 20 ottobre 2008, la determinazione citata adottata dal Commissario straordinario dell'Inps, configura una evidente disparità di trattamento tra soggetti con analoga anzianità contributiva, là dove identifica - in via esclusiva come destinatari della determinazione citata - i soli dirigenti di livello generale;

nello specifico, l'applicazione della determinazione emanata dal Commissario straordinario dell'Inps avrebbe come conseguenza diretta la perdita per l'amministrazione di professionalità di alto profilo difficilmente sostituibili nel breve periodo e che, inoltre, potrebbero non aver raggiunto - anche per un numero significativo di anni - i limiti di età per l'uscita dal lavoro con inevitabili ripercussioni di carattere sociale ed economico sui destinatari di detta determinazione;

in via generale, gli interroganti fanno rilevare come allo stato sia evidente il rischio di una applicazione dell'articolo 72, comma 11 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008, non conforme ai suoi principi ispiratori e a quelli cui si ispirano e si indirizzano le attuali politiche del Governo in materia pensionistica, anche alla luce della recente pronuncia della Corte di giustizia europea in materia di discriminazione tra uomini e donne occupati nel pubblico impiego, rispetto all'età pensionabile attualmente prevista per legge;

la norma introdotta dalla citata determinazione dell'Inps assume valore di carattere strutturale e permanente -:

se non ritengano i Ministri interrogati, ognuno nell'ambito delle proprie competenze, di adottare gli opportuni provvedimenti affinché, con l'applicazione dell'articolo 72, comma 11, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008, le pubbliche amministrazioni - che ad essa devono conformarsi - non incorrano in comportamenti contraddittori od oggettivamente discriminatori in danno di soggetti aventi la medesima anzianità contributiva, indipendentemente dall'età anagrafica e inquadramento, e se non intendano conformare i criteri di applicazione della citata norma ad un più giusto rapporto con i limiti di età di quiescenza dei lavoratori attualmente previsto dal nostro ordinamento, indipendentemente dal limite contributivo previsto dell'articolo 72, comma 11, della legge n. 133 del 2008, posto che gli orientamenti europei in materia pensionistica ci portano inevitabilmente all'innalzamento dell'età di uscita dal mondo del lavoro ai fini di una più sicura sostenibilità dell'intero sistema pensionistico. (5-00663)