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Atto a cui si riferisce:
C.1/00069 premesso che: le amministrazioni comunali di Lipari, S. Marina Salina, Malfa e Leni, le forze politiche locali rappresentate nei consigli comunali e le associazioni di categoria...



Atto Camera

Mozione 1-00069 presentata da LUCA GIORGIO BARBARESCHI testo di martedì 25 novembre 2008, seduta n.092
La Camera,
premesso che:
le amministrazioni comunali di Lipari, S. Marina Salina, Malfa e Leni, le forze politiche locali rappresentate nei consigli comunali e le associazioni di categoria interessate di intesa con l'ANCIM Sicilia hanno espresso forte preoccupazione per la scadenza al 31 dicembre 2008 della convenzione con la quale la Siremar, facente parte del gruppo Tirrenia, esercita il servizio pubblico di cabotaggio tra le isole Eolie ed il territorio nazionale;
la Tirrenia con le sue controllate regionali Siremar, Caremar, Toremar e Saremar esercita un servizio pubblico di cabotaggio marittimo per le isole minori italiane in base a specifiche convenzioni in scadenza alla fine del 2008;
la finanziaria 2007 (legge n. 296 del 27 dicembre 2006), all'articolo 1, comma 998, ha predisposto la stipula di nuove convenzioni tra lo Stato e le società di cui sopra, aventi scadenza non anteriore al 31 dicembre 2012, al fine di predisporre e completare il processo di liberalizzazione del settore di cabotaggio marittimo privatizzando le società esercenti i servizi di collegamento essenziali;
il comma 999 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 prevede, nelle more della stipula delle suddette convenzioni e della verifica della loro compatibilità con il regime comunitario, l'applicazione delle convenzioni attualmente in vigore;
successivamente il Consiglio dei ministri ha deliberato in data 18 giugno 2008 il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2009-2013, nel quale ha confermato la volontà di attuare tempestivamente il processo di privatizzazione della Tirrenia;
il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, all'articolo 57, ha attribuito alle regioni le funzioni in materia di servizio pubblico di cabotaggio marittimo che si svolgono all'interno del loro territorio, stabilendo al comma 2 che le risorse attualmente previste nel bilancio dello Stato per il finanziamento dei contratti di servizio pubblico di cabotaggio marittimo sono altresì destinate alla compartecipazione dello Stato alla spesa sostenuta dalle regioni per l'erogazione di tali servizi;
lo stesso articolo ha stabilito anche la cessione gratuita delle società regionali controllate dalla Tirrenia alle rispettive regioni di competenza su richiesta delle stesse da effettuarsi entro 120 giorni dalla entrata in vigore del suddetto decreto;
il Consiglio dei ministri ha deliberato, nella seduta del 6 novembre 2008, la definizione dei criteri per il passaggio in mano privata della Tirrenia che avverrà in tempi non brevi, per cui lo stesso Governo avanzerà alla Commissione europea una richiesta di proroga dell'attuale convenzione con l'impegno di arrivare alla dismissione della società entro il 2009;
la Commissione Trasporti della Camera dei deputati ha approvato la risoluzione Valducci 8-00011 (già 7-00033), con cui si impegna il Governo:
1) a pervenire sollecitamente, se possibile entro il 30 giugno 2009, e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, alla privatizzazione della società Tirrenia di navigazione S.p.A., da effettuarsi mediante ricorso a procedura competitiva, aperta, trasparente e non discriminatoria;
2) ad assumere sollecitamente, sentite le regioni e gli enti locali interessati, le opportune iniziative finalizzate al completamento, da parte delle amministrazioni competenti, dell'iter di approvazione delle nuove convenzioni con la Tirrenia e con le società regionali, almeno per quanto concerne le tratte che non rivestono interesse di mercato, ma che risultano indispensabili per assicurare la continuità territoriale e il diritto alla mobilità dei cittadini, con riferimento ai collegamenti con le isole maggiori e minori e tra le isole stesse;
3) a valutare la possibilità di prorogare le convenzioni in essere con il gruppo Tirrenia, qualora risulti indispensabile in vista della definizione delle nuove convenzioni e dell'attuazione della privatizzazione e, in ogni caso, per il tempo strettamente necessario al conseguimento di tali obiettivi;
4) ad assicurare, anche attraverso lo stanziamento delle risorse finanziarie necessarie, che, per tutta la fase che precederà la privatizzazione, continuino ad essere prestati i servizi attualmente offerti;
5) ad individuare le misure opportune per garantire, anche oltre la scadenza delle nuove convenzioni, il mantenimento in esercizio dei collegamenti necessari ad assicurare la continuità territoriale e il diritto alla mobilità dei cittadini;
6) a prevedere altresì, nell'ambito della privatizzazione, adeguate misure di salvaguardia dei livelli occupazionali e di tutela nei confronti dei dipendenti del gruppo Tirrenia;
nella nota del Ministro dell'economia e delle finanze relativa alla risoluzione Valducci si precisa tra l'altro che:
a) nell'attuale situazione, la procedura di privatizzazione che investe la capogruppo Tirrenia potrebbe dover ricomprendere anche società regionali marittime, qualora le regioni non esercitassero l'opzione suddetta;
b) i servizi che dovranno essere oggetto di convenzione, di carattere locale sono in corso di valutazione da parte delle amministrazioni centrali e regionali;
c) per quanto riguarda la Tirrenia, solo alcuni collegamenti dovranno ancora essere oggetto di convenzione, essendo di preminente interesse pubblico;
d) le convenzioni per quanto riguarda gli schemi predisposti secondo un'impostazione coerente con i più moderni ed efficienti criteri regolatori, approvati dal Nucleo di analisi dei servizi pubblici, sono disponibili nella loro veste pressoché definitiva e verranno trasmesse alla Commissione europea per le relative valutazioni;
e) la privatizzazione del gruppo Tirrenia e la stipula delle nuove convenzioni sono elementi interdipendenti ed assolutamente necessari per il successo dell'operazione;
per quanto sopra, il Ministero dell'economia e delle finanze vista la complessità dell'operazione ha chiesto alla Commissione europea il mantenimento dell'attuale sistema regolatorio fino alla data del 31 dicembre 2009;
l'Unione europea, che sollecita e sovrintende al processo di privatizzazione, ha riconosciuto nel Trattato di Amsterdam la possibilità di una deroga per le realtà insulari e periferiche, posto che all'articolo 158 è aggiunto un allegato (numero 30) chiamato «Dichiarazione sulle regioni insulari» nel quale la Conferenza riconosce che queste soffrono, a motivo della loro insularità, di svantaggi strutturali il cui perdurare ostacola lo sviluppo economico e sociale;
quindi, ai sensi degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, si è definito che «un obbligo di servizio pubblico può essere imposto per garantire servizi regolari verso porti che collegano regioni periferiche della Comunità o rotte poco servite e considerate vitali per lo sviluppo economico delle regioni interessate, nei casi in cui il libero gioco delle forze di mercato non garantirebbe un sufficiente livello del servizio»;
mediante l'osservanza di questi obblighi si mira a garantire il rispetto del principio di continuità territoriale e un livello sufficiente di servizi regolari di trasporto verso le isole minori, in modo da soddisfare le esigenze di sviluppo economico e sociale di queste ultime;
in ragione di ciò, la Commissione della Unione europea ha chiaramente affermato che il sistema di convenzioni pubbliche ai vettori marittimi può giustificarsi soltanto in riferimento a quelle linee, come quella relativa ai collegamenti con le isole minori, in cui il servizio non può essere svolto adeguatamente da imprese private;
in ogni caso, secondo la giurisprudenza comunitaria, per aver diritto alla compensazione, gli obblighi di servizio pubblico devono essere fissati in anticipo e con precisione dalle autorità pubbliche senza lasciare all'impresa incaricata del servizio la libertà di determinare il numero delle frequenze da operare ovvero di decidere autonomamente se le convenga o no prestare tale servizio in funzione del mercato;
in virtù del vigente quadro normativo:
a) i servizi di collegamento marittimo con le isole minori «debbono assicurare il soddisfacimento delle esigenze connesse con lo sviluppo economico e sociale delle aree interessate» (comma 1 dell'articolo 8 della legge n. 684 del 1974);
b) «il numero delle linee, la periodicità dei collegamenti ed il tipo di naviglio debbono essere adeguati a soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini, contribuendo a promuovere lo sviluppo socio-economico di ciascuna isola» (articolo 3 della legge n. 169 del 1975);
c) le modifiche delle convenzioni vigenti sono ammesse solo quando «per esigenze economiche e sociali si ravvisi la necessità di migliorare il servizio» (articolo 4 della legge n. 169 del 1975);
le isole della Regione Sicilia, tutte abitate per l'intero anno, sono collocate in zone decentrate del Paese che da qualche tempo hanno avviato un processo di sviluppo eco-sostenibile, caratterizzato da un turismo ancora fortemente concentrato nella stagione estiva;
non esistono le condizioni per garantire un'attività di cabotaggio di natura privatistica, ma rimane necessario, almeno per un sufficiente numero d'anni, un sostegno pubblico a questo servizio decisivo sia per la qualità della vita dei cittadini sia per lo stesso sviluppo economico, impegna il Governo: a rispettare il principio della continuità territoriale e la domanda di mobilità dei cittadini delle isole minori siciliane che garantisce il soddisfacimento dei bisogni primari del cittadino (salute, istruzione, sicurezza, giustizia, lavoro), nonché l'uguaglianza sostanziale di cui all'articolo 3 della Costituzione e al Trattato di Amsterdam;
ad adoperarsi perché sia rinnovata la convenzione con la società Siremar sino al 31 dicembre 2012, così come previsto nel comma 998 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006, con una razionalizzazione dei costi e degli itinerari, che preveda dei servizi adeguati ad assicurare il soddisfacimento delle esigenze connesse alla mobilità e allo sviluppo economico e sociale delle comunità isolane (comma 1 dell'articolo 8 della legge n. 684 del 1974) attraverso una necessaria fase di concertazione con le stesse;
ad aprire un tavolo di concertazione tra le amministrazioni centrali, regionali e locali che possa valutare i servizi oggetto di convenzione;
ad assumere iniziative dirette ad aumentare la spesa prevista nel comma 998 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006 per il sostegno della convenzione, assolutamente non idonea a garantire le stesse;
a bloccare - considerata la mancata richiesta da parte della Regione siciliana per la cessione gratuita della Siremar - il processo di privatizzazione della stessa attraverso lo scorporo dalla privatizzazione della Tirrenia, con l'avvio presso l'Unione europea del processo di deroga alla privatizzazione;
a prevedere la partecipazione dello Stato nella Siremar, senza esclusione della Regione e dei Comuni isolani interessati;
a dotare la nuova Siremar di un adeguato sostegno finanziario a carico dello Stato, senza escludere eventuali analoghi interventi regionali, in base al principio che le ragioni di economia relativa alla spesa pubblica non possono valere nel caso di servizi così essenziali senza che nessuno intervenga in sostituzione;
ad intervenire presso la Siremar per bloccare la dismissione del naviglio, in atto avviato dalla Siremar, che sta comportando disagio notevole alle popolazioni delle isole minori della Sicilia;
ad adoperarsi per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali.
(1-00069) «Barbareschi, Pini, Grimoldi, De Corato, Soglia, Giammanco, Vessa, Carlucci, Bergamini, Garagnani».