• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00052 BERNARDINI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere premesso che: nel 1973, con...
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Testo della risposta scritta




Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00052
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 29 aprile 2008 nella seduta n.001

BERNARDINI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere premesso che:

nel 1973, con decreto n. 9346, del 12 novembre 1973, il Prefetto di Matera dispose l'espropriazione, a favore della società Ittica Val D'Agri, di alcune centinaia di ettari di terreno di proprietà demaniale o comunque di enti pubblici, posti alla foce del fiume Agri. L'espropriazione venne pronunciata affinché la società Ittica Val D'Agri realizzasse attività industriale consistente in allevamento e inscatolamento del pesce;

la società beneficiaria dell'esproprio (ottenuto con poche lire a metro quadrato) realizzò delle vasche per allevamento del pesce ma mai pervenne ad un'attività industriale. Negli anni '80 l'Ittica Val D'Agri e per essa la società Consyris, con il ruolo di primo attore sempre svolto dal signor Vincenzo Vitale, chiese ed ottenne, dalla Cassa per il Mezzogiorno un finanziamento di 25 miliardi di lire per la costruzione di un centro di acquacoltura. L'iniziativa non convinceva il presidente dell'Esab, senatore Decio Scardaccione, che vi si oppose. Nello stesso periodo di tempo, il senatore Scardaccione fu ferito alle gambe da cinque colpi di pistola. Anche a seguito di quella vicenda il centro per l'acquacoltura non fu realizzato e le somme promesse non furono erogate;

negli ultimi anni la società Marinagri - patron Vincenzo Vitale - presumibilmente succeduta a Ittica Val D'Agri, utilizza gli stessi terreni per la realizzazione di abitazioni e complessi turistici in relazione a tale attività vi è inchiesta giudiziaria la quale, coinvolgendo alcuni magistrati del Tribunale di Matera, viene svolta, per competenza, dalla Procura della Repubblica di Catanzaro;

quanto esposto dimostra come un vasto territorio pubblico, passato di mano a prezzo vilissimo per promuovere e favorire l'attività industriale, è stato utilizzato dapprima per l'allevamento del pesce che costituisce attività agricola (cons. Stato, sez. V, 6/12/1994 n. 1455) ed ora per attività di edificazione di lusso come si evince dalla pubblicità sulla stampa (il Sole24ore - la Nuova del Sud eccetera), con grandi profitti e colossale speculazione;

l'articolo 60 della legge 25 giugno 1985 n. 2359 prima e l'articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 2001 poi prevedono che, quando l'opera per la cui realizzazione fu disposta l'espropriazione non venga realizzata entro 10 anni, il proprietario delle aree possa ottenere la retrocessione delle stesse;

ragioni di giustizia impongono che le aree di proprietà pubblica all'epoca trasferite all'Ittica Val D'Agri vengano restituite al patrimonio pubblico -:

se, acquisita formale conoscenza di quanto sopra esposto, non intenda avviare le iniziative previste dalla legge affinché le aree sottratte al patrimonio pubblico per una attività industriale mai realizzata vengano restituite al Demanio dello Stato o comunque agli enti pubblici che l'esproprio avevano subito. (4-00052)