• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00005 Misure per l'adeguamento strutturale e per il rilancio dell'arsenale militare di Taranto




Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00005
presentata da
LUDOVICO VICO
mercoledì 14 maggio 2008 nella seduta n.005

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:

il territorio jonico, dopo le crisi politiche e finanziarie che hanno caratterizzato il suo impianto amministrativo, vive giorni difficili a causa dell'incerto futuro di una delle realtà produttive più antiche espresse in questa area: l'Arsenale Militare di Taranto;

l'industria arsenalizia tarantina, stabilimento di straordinaria importanza per la Marina Militare Italiana e per il Paese, con 2.000 dipendenti addetti tra personale civile e militare e 400 lavoratori dell'indotto, vive ormai da anni, infatti, difficoltà di gestione che si ripercuotono sull'efficienza dell'apparato organizzativo e sull'incapacità di garantire un autentico piano di rilancio dello stabilimento militare in grado di assicurare occupazione e una pianificazione industriale a lungo termine;

i tanti problemi infrastrutturali e di sicurezza sono stati decretati dall'Autorità giudiziaria attraverso le «prescrizioni» per adeguare alle norme alcuni degli impianti;

la traduzione di tale impasse è emblematicamente rappresentata dallo stallo dei lavori di ammodernamento previsti per l'Arsenale anche in presenza di risorse finanziarie di investimento già impegnate sia per l'ammodernamento che per la messa in sicurezza;

i lavori di ammodernamento dell'Arsenale e la sua messa a norma potrebbero ulteriormente compromettere la vita dello stesso Arsenale di Taranto, viste le dichiarazioni enunciate dallo stesso direttore di stabilimento preoccupato per altri conseguenti provvedimenti che potrebbero essere assunti dalla Direzione provinciale del Lavoro e dall'Autorità Giudiziaria dopo le, più recenti, prescrizioni al bacino in muratura «B. Brin» con un sommergibile al suo interno;

il blocco delle attività ipotizzato dalla Direzione potrebbe causare altre spiacevoli ripercussioni, come ad esempio il dirottamento in altre strutture arsenalizie italiane dei lavori sul naviglio da assegnare a Taranto (Programma Lavori E.F.2008: 26 milioni di euro - 13 per unità navali e 13 per la messa a norma del bacino galleggiante GO52) o lo slittamento dell'assegnazione degli stessi lavori in attesa dello sblocco della messa a norma;

il frazionamento delle competenze nell'ambito della Organizzazione della Difesa e la complessità delle procedure non consente la celerità degli interventi che la situazione richiede; si auspica l'istituzione di una Autorità o Commissario delegato che possa snellire le procedure e l'iter dei lavori, provvedendo all'attuazione del programma di opere già messo a punto dai competenti organi del Ministero della difesa Commissario delegato;

grandi sono le preoccupazioni della Comunità Jonica, già rappresentate dalle manifestazioni di protesta civile messe in atto dai lavoratori statali e metalmeccanici, dall'intervento del Prefetto di Taranto che ha interessato del problema la Presidenza del Consiglio dei ministri e i Ministeri della difesa, del lavoro e degli interni: dall'ordine del giorno deliberato ad unanimità dal Consiglio Comunale e Provinciale di Taranto in seduta congiunta il 12 maggio ultimo scorso, sottoscritto dal sindaco di Brindisi, dai sindaci della Provincia di Taranto, dai parlamentari ionici, dai Consiglieri regionali del territorio e dalle organizzazioni provinciali degli industriali e del lavoro -:

se intenda attivare procedure atte ad evitare il blocco delle lavorazioni all'interno dell'Arsenale di Taranto;

se intenda attivare misure straordinarie quali la nomina di un commissario delegato o una autorità, per lo snellimento del complesso iter dei lavori di adeguamento strutturale dell'Arsenale Militare Marittimo di Taranto;

se ritenga di dover confermare l'impegno assunto dal Tavolo Istituzionale per Taranto per il rilancio dell'Arsenale Militare Marittimo di Taranto, rimarcandone il ruolo pubblico e la centralità operativa dell'intera Area Industriale della Difesa.

(2-00005)
«Vico, Franzoso, Boccia, Patarino, Ventucci, Bordo, Carlucci, Bellanova, Pisicchio, Vitali, Zazzera, Distaso, Minniti, Laganà Fortugno, Grassi, Di Cagno Abbrescia, Fucci, Cicu, Gaglione, Servodio, Ria, Capano, Pescante, Sbai, Lazzari, Martella, Lulli, Concia, Ceccacci Rubino, Mistrello Destro, Savino, Rosso, Ginefra, Losacco, Biasotti, Sisto, Pelino, Mastromauro, Codurelli, Ghizzoni, Bernardo, Lorenzin, Dell'Elce, Federico Testa».