• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00108 FARINONE. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: la Costituzione, all'articolo 1,...




Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00108
presentata da
ENRICO FARINONE
mercoledì 14 maggio 2008 nella seduta n.005

FARINONE. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

la Costituzione, all'articolo 1, sancisce che «L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.», contemplando all'articolo 4 il diritto-dovere al lavoro da parte del cittadino e, allo stesso tempo, all'articolo 32 stabilisce che «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo...», riconoscendo la salute come un interesse superiore a cui lo Stato tende, il quale non può essere sacrificato nello svolgimento dell'attività lavorativa;

il lavoro, secondo il dettato costituzionale, è espressione della personalità umana e non può prescindere dalla sicurezza, dalla salute e dal rispetto della persona, quali peculiarità del diritto al lavoro;

secondo quanto emerso nel corso della «Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro», il 28 aprile 2008 a Milano, ogni giorno nel mondo, 6 mila lavoratori muoiono in seguito a incidenti e malattie legate al lavoro. Complessivamente, ogni anno, sono 2 milioni e 200 mila le morti bianche. Una strage che, sottolinea il rapporto, costa il 4 per cento al Pil mondiale, venti volte di più di quanto speso in tutto per l'aiuto allo sviluppo, senza considerare che ogni anno 270 milioni di lavoratori rimangono feriti e 160 milioni si ammalano a causa delle pessime condizioni di lavoro;

i dati disponibili mostrano una correlazione diretta tra tassi di irregolarità del lavoro e frequenza degli infortuni sul lavoro, sia nel confronto tra le nazioni, sia nel confronto tra le regioni del nostro Paese;

in Italia, secondo il rapporto dell'Anmil, Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, la diminuzione delle morti sul lavoro è stata solo del 25,49 per cento, rispetto a quello di Paesi come la Germania (meno 48,3 per cento) o la Spagna (meno 33,64 per cento), guadagnando così un triste primato europeo;

lo Stato italiano per sostenere e riabilitare le persone che subiscono infortuni gravi sul lavoro spende, secondo gli stessi dati dell'INAIL, quasi 45,5 miliardi di euro, pari a circa il 3,21 per cento del Pil;

secondo il rapporto INAIL, in Italia, nel 2007, sono morte 1.260 persone sul lavoro a fronte dei 1.341 decessi dell'anno precedente, mentre gli infortuni gravi sono stati 913.500 e la regione che registra il maggior numero assoluto di «morti bianche» continua ad essere la Lombardia, seguita da Veneto, Campania e Lazio;

ad ogni infortunio, l'Inail riconosce un indennizzo diverso a seconda della gravità della inabilità del lavoratore e della lavoratrice e che ogni anno da 30 a 33 mila sono gli infortuni e le malattie professionali per i quali l'Istituto riconosce un risarcimento economico, una tantum, con liquidazione in capitale; sono circa 7 - 8.000 coloro ai quali è riconosciuta una rendita. A questa platea si aggiungano i circa 60/65.000 casi di infortunio che, stando sotto la soglia del 5 per cento del danno, non ricevono nulla (dati Istituto Nazionale Confederale di Assistenza);

la Lombardia è uno dei quattro motori europei per ciò che concerne il settore industriale, vantando non solo il primato di produttività, ma anche di eccellenza per la qualità del lavoro;

i tragici eventi, al pari degli altri, verificatisi recentemente a Cornate D'Adda e Agrate, hanno scosso in modo particolare la comunità brianzola, fiore all'occhiello dell'imprenditoria italiana con una impresa ogni undici abitanti, lasciando sgomento e sfiducia tra le stesse imprese, i lavoratori e le loro famiglie;

la legge 123/07 contempla l'assunzione di ispettori del lavoro per garantire la sicurezza, ma soprattutto la prevenzione degli infortuni e in ossequio al dettato legislativo, la lettera d) del comma 346, dell'articolo 1 della legge finanziaria 2008 stanzia 1 milione di euro per l'anno 2008, 8 milioni di euro per l'anno 2009 e 16 milioni di euro per l'anno 2010, ai fini dell'assunzione nel ruolo degli Ispettori del lavoro;

l'articolo 1 comma 1187, della Finanziaria 2007, istituiva il Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro, il quale è stato incrementato di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 10 milioni di euro a decorrere dal 2010, (articolo 2 comma 534), grazie alla legge finanziaria 2008;

il Governo Prodi ha varato il decreto attuativo delle norme sulla sicurezza del lavoro, con anticipo rispetto alla scadenza prevista dalla legge 123/07, al fine di salvaguardare la salute dei lavoratori e delle loro famiglie, attraverso misure di prevenzione e inasprimento delle pene;

è stato peraltro anche osservato come una misura assai efficace per il potenziamento dell'attività ispettiva, a costo zero per lo Stato ed esperibile senza necessità di interventi legislativi, consista nel trasferimento di impiegati, sottoutilizzati in altri comparti delle amministrazioni statali o regionali, affinché possano essere utilizzati come assistenti alle dipendenze degli ispettori delle Asl e/o degli ispettorati del lavoro per lo svolgimento di mansioni d'ordine;

il Ministro del Lavoro uscente, Cesare Damiano, aveva ribadito la necessità e l'intenzione del Governo di aumentare le ispezioni sul lavoro puntando nel 2008 a passare da 70 mila a 250 mila controlli nelle aziende;

nonostante la legge 123/07 e il T.U. sulla sicurezza del lavoro, i tristi fatti di cronaca dimostrano purtroppo il permanere di una carente cultura della sicurezza sul lavoro, della formazione, dell'informazione e infine anche della stessa della certezza della pena -:

come i ministri in indirizzo intendano garantire la rigorosa applicazione della legge vigente, soprattutto riguardo alla prevenzione e ai controlli presso le aziende;

quali misure organizzative di mobilità tra amministrazioni e comparti, i ministri stessi intendano adottare per la migliore valorizzazione delle risorse disponibili in organico, al fine del potenziamento delle funzioni ispettive contro il lavoro irregolare e in particolare la disapplicazione o cattiva applicazione della normativa sulla prevenzione;

come gli stessi ministri intendano promuovere la cultura della sicurezza e della prevenzione;

se e come gli stessi ministri intendano garantire un'adeguata tutela in termini di risarcimento del danno alla vittima dell'infortunio del lavoro e alla sua famiglia e in modo da realizzare soglie per l'indennizzo meno alte, la rivalutazione dell'indennità economica e il riconoscimento delle malattie da lavoro meno macchinoso e difficile;

quali misure ritengano opportuno porre in essere affinché i tempi della giustizia siano congrui nel rispetto delle vittime, delle loro famiglie, dei lavoratori e delle stesse imprese.(4-00108)