• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00022 CAPARINI, FEDRIGA e MUNERATO. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: l'attività della società «Acciaieria di Darfo...




Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00022
presentata da
DAVIDE CAPARINI
mercoledì 14 maggio 2008 nella seduta n.005

CAPARINI, FEDRIGA e MUNERATO. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
l'attività della società «Acciaieria di Darfo SpA» era imperniata su due comparti: acciaieria e laminatoio. L'attività di acciaieria è stata sospesa (per crisi di settore) nell'agosto 1981 mentre è proseguita l'attività di laminazione;
nella produzione d'acciaio con il metodo del forno elettrico abbinato a colata continua, tipico delle «miniacciaierie» molto diffuse in quegli anni nel bresciano, la materia di partenza è il rottame di ferro che, introdotto nel forno, viene portato allo stato di fusione a seguito di contatto con elettrodi ad alto voltaggio. Successivamente, l'acciaio liquido dal forno viene versato in un idoneo contenitore (siviera) e pertanto in colata continua dove viene fatto colare in paniere e di seguito raffreddato sotto forma di bollette (blocchi d'acciaio di sezione da 120x120 mm e lunghezza variabile da 3 a 6 metri);
nel reparto di produzione dell'acciaio l'impiego di amianto o prodotti a base di amianto era previsto per il rivestimento di siviere e paniere (recipienti per il contenimento dell'acciaio liquido) per freni/frizione di cesoie di taglio, per rivestimento/isolamento di cabine gru, per protezione di cavi e tubazioni del forno e negli indumenti (guanti, grembiuli e ghette) di protezione individuale;
nel reparto di laminazione destinato alla produzione di tondino in acciaio per cemento armato, impiegato normalmente nell'edilizia, il processo partiva dalle billette d'acciaio, prodotte nell'acciaieria, che venivano portate a temperatura di laminazione nel forno di riscaldo; successivamente, sfornate ad una ad una, le billette seguivano un ciclo automatizzato che le riduceva di sezione gradualmente fino ad ottenere delle barre del diametro desiderato (da 6 a 24 mm) che venivano depositate su una placca di raffreddamento o avvolte in spire su delle selle di raffreddamento;
nel laminatoio l'impiego di prodotti a base d'amianto avveniva con pannelli di dimensioni circa 100x100 cm per il rivestimento/isolamento del forno di riscaldo, in particolare per la copertura del forno, per rivestimento/isolamento di cabine di comando, per freni/frizione cesoie di taglio, guarnizioni e ferodi e negli indumenti (guanti grembiuli e ghette) di protezione personale. Tutti i cinque capannoni del laminatoio, per una superficie di circa 16.000 mq, avevano copertura in «eternit» che ha subito, nel corso degli anni, numerosi rifacimenti a causa di danneggiamenti per il calore e per gli agenti atmosferici. Lo smantellamento definitivo di tale copertura è avvenuto, regolarmente autorizzato, nel 1999;
i dipendenti dell'«Acciaieria Di Darfo S.p.a.»: Feller Silvano, Sorelli Vittorino, Fedriga Aldo, Chiudinelli Silvano, Rebaioli Paolo, Alghisi Sergio, Milesi Luigi, Marioli Germano, Antonioli Nerio, Bonomi Bortolo, Pedersoli Faustino, Zendrini Antonio, Pedersoli Bettino, Pedersoli Vincenzo, Pelamatti Lino, Gheza Giacomo, Sala Franco, Mai Elio, Bettinelli Achille, Domenighini Isidoro, Inversini Camillo nel 2002 hanno presentato la domanda per l'accesso ai benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257;
il beneficio previdenziale di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, fa salvi i diritti acquisiti per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore del decreto n. 269 del 2003, il diritto al trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, nonché per coloro che alla data di entrata in vigore del decreto-legge, fruiscano dei trattamenti di mobilità, ovvero che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento. Pertanto, l'esposizione ultradecennale all'amianto continua a dar luogo al riconoscimento del beneficio pensionistico consistente nella moltiplicazione del periodo di esposizione per il coefficiente 1,5, sia ai fini del conseguimento del diritto a pensione sia ai fini della determinazione del relativo importo nei confronti dei seguenti soggetti: a) lavoratori che alla data del 2 ottobre 2003 avevano perfezionato i requisiti contribuitivi ed anagrafici previsti per il diritto al trattamento pensionistico anche in base al beneficio di cui al comma 8 dell'articolo 13 della citata legge n. 27 marzo 1992, n. 257. Ai fini del perfezionamento di tali requisiti non rileva né la data di presentazione della domanda di pensione né la decorrenza da attribuire al trattamento pensionistico; b) i lavoratori che alla data del 2 ottobre 2003 fruivano dei trattamenti di mobilità; c) i lavoratori che alla data del 2 ottobre 2003 avevano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento;
ai fini della liquidazione delle predette pensioni le certificazioni rilasciate dall'INAIL sono da considerarsi utili a prescindere dalla data di rilascio delle stesse -:
quale sia il giudizio del Ministro interrogato sulla vicenda in parola;
se lo stesso Ministro intenda intervenire, per quanto di propria competenza, nei confronti della situazione evidenziata in premessa, con proprie iniziative normative o amministrative.
(5-00022)