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Atto a cui si riferisce:
C.4/00220 PAOLO RUSSO. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che: tra Capodichino e Piazza Ottocalli sono visibili i resti dell'antico...




Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 14 luglio 2008
nell'allegato B della seduta n. 034
All'Interrogazione 4-00220 presentata da
PAOLO RUSSO

Risposta. - In riferimento all'interrogazione parlamentare di cui all'oggetto, con la quale si richiede di avviare la procedura per l'iscrizione nella lista UNESCO dell'acquedotto romano in Campania, si rappresenta quanto segue.
Il Ministero per i beni e le attività culturali, una volta che la richiesta di iscrizione è stata avanzata prende nota della stessa e si rende disponibile ed avviare la relativa istruttoria al ricevimento della documentazione necessaria.
L'iter procedurale per le iscrizioni nella lista UNESCO è quello previsto dalla Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale e dal suo regolamento di attuazione, denominato «Orientamenti operativi».
Ogni Stato è tenuto a presentare all'UNESCO una lista propositiva (tentative list) in cui vengono segnalati i beni che si intende iscrivere nell'arco di 5-10 anni.
Successivamente viene quindi predisposta e presentata, per ogni singolo bene, la documentazione completa che deve essere esaminata per l'iscrizione definitiva nella Lista, dove sono inseriti soltanto i beni culturali o naturali che hanno un «valore universale eccezionale» dal punto di vista storico, artistico o scientifico.
Negli «Orientamenti operativi» predisposti dall'UNESCO vengono precisati in dettaglio i criteri attraverso cui si individuano i beni da inserire nella lista.
Per essere considerato di «valore universale eccezionale», un monumento, un complesso od un sito deve rispondere ad uno dei criteri sotto elencati, oltre ai criteri dell'autenticità e dell'integrità:

(I) rappresentare un capolavoro del genio creativo dell'uomo;

(II) mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all'interno di un'area culturale del mondo, sugli sviluppi nell'architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;

(III) essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;

(IV) costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana;

(V) essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell'utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell'interazione dell'uomo con l'ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili;

(VI) essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale. (Questo criterio dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri criteri).
Le proposte di iscrizione nella lista vengono presentate all'UNESCO dagli Stati secondo modalità indicate nella convenzione e negli Orientamenti operativi.
Per quanto riguarda l'Italia, le proposte sono presentate dai soggetti interessati, per il tramite del gruppo di lavoro interministeriale permanente per il patrimonio mondiale dell'UNESCO, al Ministero degli affari esteri che provvede all'inoltro ufficiale.
Tutta l'attività tecnico/scientifica ed operativa viene svolta, nell'ambito del gruppo di lavoro, dal Ministero per i beni e le attività culturali attraverso l'Ufficio patrimonio mondiale dell'UNESCO, al quale i soggetti interessati a chiedere l'inserimento di un sito nella lista propositiva italiana debbono inoltrare specifica domanda.
La richiesta di inserimento nella lista propositiva dovrà essere corredata dalla seguente documentazione:

a) Dimostrazione del valore mondiale del sito.
A tale scopo si rende necessario allegare uno studio sintetico, finalizzato alla evidenziazione delle caratteristiche che rendono il bene unico o di eccezionale valore mondiale, alla luce dei criteri che sopra sono stati elencati. Lo studio dovrà essere accompagnato da una bibliografia che attesti l'intervenuta attenzione per il sito da parte degli studiosi a livello internazionale.

b) Analisi comparativa.
Si tratta di uno studio dettagliato che mette a confronto il bene proposto ed i suoi specifici valori, con beni analoghi individuati a livello nazionale ed internazionale (in linea di massima Europa e bacino Mediterraneo). Il confronto dovrà prendere in considerazione prioritariamente i siti già iscritti nella lista, ma anche altri beni rilevanti che abbiano caratteristiche confrontabili con quelle del sito proposto.
Tale analisi è fondamentale per dimostrare che il bene che si intende candidare possiede i richiesti valori eccezionali a livello mondiale e non solo locale o nazionale.

c) Strumenti di tutela.
L'UNESCO richiede che i beni inseriti nella lista del Patrimonio mondiale siano adeguatamente tutelati. Si rende quindi necessaria una puntuale ricognizione dei vigenti strumenti di tutela, anche al fine di definire cartograficamente il perimetro del bene da iscrivere sulla base delle norme di tutela vigenti a livello nazionale o locale (ad esempio vincoli o previsioni di piani paesistici o piani regolatori). La mancanza di efficaci norme di tutela rende improponibile la candidatura.

d) Integrità, autenticità e stato di conservazione.
Particolare cura viene richiesta per la descrizione delle condizioni di integrità ed autenticità del bene, con riferimento ai valori che giustificano la sua candidatura nella lista del patrimonio mondiale.
Analogamente se ne deve illustrare lo stato di conservazione, essendo evidente che un bene non adeguatamente mantenuto non può aspirare ad entrare in una lista che annovera siti d'eccellenza.

e) Gestione.
È fondamentale la dettagliata descrizione delle modalità di gestione del bene: soggetto o soggetti competenti, strumenti di tutela, strategie di valorizzazione, piani di finanziamento ed eventuale piano di gestione.
In mancanza, il Piano di gestione dovrà essere sviluppato successivamente, al momento della predisposizione del dossier, essendo obbligatorio per i siti che presentano una candidatura all'UNESCO e costituendo lo strumento che dovrà assicurare nel tempo la conservazione dei valori per i quali il bene viene iscritto.
Ciò premesso, al fine dell'inserimento dell'acquedotto campano, nella lista propositiva si consiglia di invitare gli amministratori locali a dare seguito a quanto richiesto dall'UNESCO.
Si assicura che, per quanto di competenza, l'Ufficio patrimonio mondiale dell'UNESCO di questo ministero, è a disposizione per eventuali chiarimenti o integrazioni.

Il Ministro per i beni e le attività culturali: Sandro Bondi.