• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/00006/007 La Camera,premesso che:nel territorio dell'Unione europea i cittadini che si muovono per motivi di lavoro sono sempre più numerosi;all'articolo 5, s'intende dare attuazione -...




Atto Camera

Ordine del Giorno 9/6/7
presentato da
ANTONIO BORGHESI
giovedì 29 maggio 2008 nella seduta n.011

La Camera,
premesso che:
nel territorio dell'Unione europea i cittadini che si muovono per motivi di lavoro sono sempre più numerosi;
all'articolo 5, s'intende dare attuazione - oltre che all'orientamento della giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee - al contenuto della comunicazione della Commissione europea COM (2002) 694 « libera circolazione dei lavoratori - realizzarne pienamente i vantaggi e le potenzialità», dell'11 dicembre 2002. L'introduzione della disposizione in questione, infatti, determina che, laddove l'amministrazione italiana richieda quale requisito per lo svolgimento di un determinato servizio o incarico che siano possedute determinate esperienze professionali e anzianità, queste ultime siano riconosciute secondo condizioni di parità a prescindere dal Paese europeo ove le stesse sono state maturate, senza creare alcuna discriminazione;
in attuazione del principio formulato dalla Corte di giustizia delle Comunità europee (ex multis, sentenza 18 aprile 2002, causa C-290/00, Duchon), viene altresì considerato valutabile il servizio prestato presso le amministrazioni pubbliche degli Stati membri in periodi antecedenti alla loro adesione all'Unione europea;
nei confronti dello Stato italiano sono state pronunciate alcune decisioni della Corte di giustizia delle Comunita' europee che hanno accertato l'inadempimento agli obblighi derivanti dal Trattato che istituisce la Comunità europea e dal regolamento (CEE) n. 1612/68 del Consiglio, del 15 ottobre 1968, per il riconoscimento dell'esperienza professionale e dell'anzianità maturate in altri Paesi dell'Unione europea (esempio: Corte di giustizia delle Comunità europee, sentenza 26 ottobre 2006, causa C-371/04; Corte di giustizia delle Comunità europee, sentenza 12 maggio 2005, causa C-278/03);

impegna il Governo

ad adottare ogni opportuna iniziativa per l'effettiva attuazione delle disposizioni normative, anche ricorrendo a norme amministrative di regolamentazione, affinché sia effettivamente garantita la parità di trattamento per il cittadino comunitario, che abbia svolto, al di fuori del nostro territorio nazionale, un'attività lavorativa analoga a quella considerata e valutata dalle pubbliche amministrazioni italiane.
9/6/7. Borghesi, Evangelisti.