• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/00006/018 La Camera,premesso chel'articolo 3 del decreto in esame, modifica l'articolo 77 del codice dell'ambiente (decreto lgeislativo n. 152 del 2006), che riguarda le modalità di...




Atto Camera

Ordine del Giorno 9/6/18
presentato da
ANITA DI GIUSEPPE
giovedì 29 maggio 2008 nella seduta n.011

La Camera,
premesso che
l'articolo 3 del decreto in esame, modifica l'articolo 77 del codice dell'ambiente (decreto lgeislativo n. 152 del 2006), che riguarda le modalità di individuazione e perseguimento degli obiettivi di qualità ambientale, con riferimento alle risorse idriche;
fondamentale, sia sotto l'aspetto ambientale che soprattutto della salute pubblica, è la tutela e salvaguardia delle risorse idriche nel nostro Paese;
un primo importante strumento di governo delle risorse idriche è rappresentato dala predisposizione e l'approvazione dei piani di risanamento, con particolare attenzione agli aspetti legati alla riduzione dei carichi inquinanti e quindi di interventi in campo fognario-depurativo, sia per quanto attiene all'aspetto della gestione e della pianificazione delle risorse idriche, e in particolare delle risorse idriche sotterranee;
oggi purtroppo si assiste, troppo spesso, a situazioni di estremo depauperamento delle risorse, di deficit idrologico, ovvero di degrado qualitativo e di inquinamento della risorsa idrica sotterranea,

impegna il Governo

a destinare maggiori risorse finanziarie, per una più approfondita attività conoscitiva relativa allo stato delle risorse idriche nel nostro Paese, al monitoraggio della qualità delle risorse e della loro quantità e all'individuazione di quei corpi idrici che necessitano di particolari interventi volti alla loro tutela ovvero al loro recupero qualitativo.
9/6/18. Donadi, Evangelisti.

La Camera,
premesso che
la Corte di Giustizia della Comunità europea, con sentenza del 13 settembre 2007, facendo seguito al ricorso della Commissione delle Comunità europee, relativamente al fatto che l'Italia aveva rinnovato 329 concessioni per l'esercizio delle scommesse ippiche senza previa gara d'appalto, venendo così meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del Trattato CE, ha sancito la violazione, da parte del nostro Paese, del principio generale di trasparenza nonché dell'obbligo di garantire un adeguato livello di pubblicità;
ciò impone all'Italia di rivedere le modalità per l'attribuzione dei diritti per l'apertura di punti di vendita aventi come attività principale la commercializzazione e la gestione delle scommesse ippiche, nel pieno rispetto della sentenza suindicata;
i giochi pubblici su base ippica riguardano un settore, quale appunto quello delle corse dei cavalli, in cui purtroppo è abbastanza diffuso il ricorso illegale a sostanze dopanti somministate agli animali, per aumentarne il rendimento e le prestazioni in gara; fenomeno forse ancora sottostimato e che necessita invece di una più capillare e costante azione di contrasto e di prevenzione,

impegna il Governo

a prevedere la destinazione di una quota percentuale delle somme provenienti dalle scommesse ippiche, al fine di aumentare e rendere effettivamente efficaci i controlli veterinari nell'ambito delle corse dei cavalli e comunque per tutte quelle attività sportive in nelle quali questi animali vengono utilzzati.
9/6/19. Di Giuseppe, Evangelisti.