• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00067 CAPARINI e BECCALOSSI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: la ex Ocean, oggi Brandt-Italia, azienda attiva...




Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00067
presentata da
DAVIDE CAPARINI
martedì 3 giugno 2008 nella seduta n.012

CAPARINI e BECCALOSSI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

la ex Ocean, oggi Brandt-Italia, azienda attiva nella produzione di elettrodomestici, di Verolanuova, in provincia di Brescia, ha attraversato una serie di difficoltà e passaggi di proprietà;

la Ocean spa ha ceduto alla israeliana Elco-Brandt, nel corso del 2003, il ramo d'azienda di Verolanuova per la produzione di elettrodomestici per il freddo con impegno a proseguire l'attività e a mantenere i livelli occupazionali per un biennio, in conformità alla normativa che disciplina le cessioni di complessi aziendali facenti capo ad imprese assoggettate alla procedura di amministrazione straordinaria (articolo 63 del decreto legislativo n. 270 del 1999);

l'obbligo biennale è scaduto nel febbraio del 2005 e le successive iniziative assunte dalla proprietà, dalla vendita dello stabilimento di Verolanuova al gruppo spagnolo Fagor fino alle attuali iniziative industriali, sono avvenute al di fuori del controllo della procedura di amministrazione straordinaria. La procedura non ha alcuno strumento per poter sindacare e contrastare tali iniziative;

i commissari, nell'imminenza dello scadere del predetto biennio di obbligo imprenditoriale, avevano avviato un'azione di risarcimento danni nei confronti della acquirente Elco-Brandt la quale aveva a sua volta promosso un giudizio arbitrale teso a far valere la nullità del contratto di licenza marchi (in particolare quello San Giorgio) collegato al contratto di compravendita del complesso aziendale di Verolanuova. Tale azione è tuttora pendente. Nell'ambito di tale periodo, il ricorso alla riduzione dell'orario di lavoro ha consentito la completa salvaguardia dei livelli occupazionali;

la concessione di sgravi contributivi per 9 milioni di euro sulla quale pende l'impugnazione da parte della Commissione europea, condiziona pesantemente gli interessi della procedura di amministrazione straordinaria sotto il profilo della tutela dei creditori della medesima. Infatti, la Commissione europea ha concluso il procedimento di infrazione in senso sfavorevole al Governo italiano, mentre pende attualmente l'impugnativa di Elco avverso tale decisione. Peraltro, al momento dell'apertura della procedura di infrazione da parte dalla Commissione europea, l'acquirente Elco ha chiesto ed ottenuto il congelamento dell'ultima rata di prezzo della compravendita, per un importo di 5 milioni di euro. Tale accantonamento, a suo tempo disposto dal competente giudice delegato, è tuttora in essere e, pertanto, ove il contenzioso comunitario dovesse concludersi con una conferma della citata decisione sfavorevole, sarebbe certamente elevato il rischio per la procedura di non incassare il saldo del corrispettivo della vendita;

il 13 aprile 2005 tra l'azienda, le RSU e le organizzazioni sindacali è stato sottoscritto un verbale di accordo relativo all'avvio di un progetto industriale al quale fu associato l'utilizzo, con decorrenza 2 maggio 2005, del contratto di solidarietà di tipo «difensivo» (ai sensi del combinato disposto dell'articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 863 del 1984 e dell'articolo 5 del decreto-legge 24 maggio 1999, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, nonché del decreto ministeriale 20 agosto 2002, n. 31445 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre 2002). Detto contratto, di durata biennale, riferito ad un massimo di 614 unità lavorative ha previsto una riduzione dell'orario di lavoro del 27 per cento, pari a circa 11 ore settimanali. Con decreto del Ministero del lavoro dell'11 luglio 2005 è stato autorizzato l'intervento della CIGS a sostegno del differenziale di reddito per il periodo 2 maggio 2005-30 aprile 2006. Dalle informazioni acquisite dal Ministero del lavoro si segnala che il giorno 11 maggio 2006 tra le parti aziendali e sindacali e i rappresentanti del Ministero si è svolta una riunione in cui si è giunti alla determinazione di proseguire l'attività del sito produttivo di Verolanuova sulla base di un piano industriale diretto al raggiungimento dell'equilibrio economico-gestionale che sarà avviato nel corso del 2007. In tale sede l'azienda ha rappresentato la necessità che nelle more della definizione del piano si debba procedere al rinnovo del contratto di solidarietà fino ad aprile 2007;

il Ministro delle attività produttive, oggi dello sviluppo economico, ha istituito appositi tavoli di crisi per seguire le vicende aziendali;

il 13 luglio 2006 l'azienda ha richiesto la concessione di CIGS, ovvero integrazione salariale, a seguito del contratto di solidarietà per il periodo 2 maggio 2005-30 aprile 2007, con allegato il verbale di accordo del 13 giugno 2006 stipulato tra l'azienda e le organizzazioni sindacali nell'ambito del quale l'esubero di 180 unità verrebbe totalmente riassorbito dalla proroga del contratto di solidarietà fino all'aprile 2007 -:

quali iniziative intenda assumere il Ministero per salvaguardare l'occupazione nello stabilimento citato in premessa.
(5-00067)