• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00046 Problematiche inerenti alla cessione dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro e iniziative a sostegno del settore agroalimentare




Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00046
presentata da
WALTER VERINI
martedì 10 giugno 2008 nella seduta n.015

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per sapere - premesso che:
la multinazionale Nestlè, proprietaria dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro, in cui si producono pasta secca e prodotti da forno, ha deciso di vendere tale azienda cedendo in licenza il marchio per dieci anni;
lo stabilimento in questione ha una capacità produttiva di 90 mila tonnellate l'anno - oggi ne vengono utilizzate solo la metà, circa 55 mila - ed occupa 470 lavoratori, con età media di 35 anni, coinvolgendo, con l'indotto, un numero complessivo di circa 800 addetti, che provengono dalla regione Toscana e dalla limitrofa regione Umbria;
la fabbrica si trova nel territorio aretino, ma è a meno di cinque chilometri dal territorio umbro e rappresenta per la Valtiberina toscana ed umbra uno dei principali sbocchi occupazionali, costituendo elemento di promozione più generale per lo sviluppo economico della comunità locale;
la Nestlè tramite l'advisor Mediobanca ha selezionato le manifestazioni di interesse da parte di intenzionati a rilevare l'azienda. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le notizie, spesso infondate, e nessuna chiara rassicurazione sul futuro dell'azienda è stata comunicata ai lavoratori;
le Regioni Toscana e Umbria, d'intesa con le amministrazioni locali interessate, hanno manifestato concreta disponibilità a lavorare per uno sbocco positivo della vertenza ed hanno ribadito che le proposte di acquisto devono essere valutate non solo per il valore finanziario, ma anche per la prospettiva industriale, occupazionale e delle relative implicazioni sociali;
il consiglio provinciale di Arezzo ha recentemente approvato all'unanimità un documento sulla vicenda della cessione dello stabilimento ed in difesa dell'occupazione dei lavoratori impiegati;
anche le diocesi locali rappresentate dal vescovo di Arezzo-Cortona Sansepolcro e dal vescovo di Città di Castello, in una nota congiunta hanno manifestato preoccupazione per il futuro dei lavoratori dell'azienda in questione;
nella giornata di martedì 17 giugno 2008, presso la sede della giunta regionale Toscana, in accordo con la società Nestlè, alla presenza della giunta della regione Umbria e delle amministrazioni locali, è stato convocato un incontro con i massimi rappresentanti della Nestlè Italia e della Colussi, nel tentativo di riaprire la trattativa per la cessione del ramo d'azienda, il cui inizio di procedura era stato annunciato da Nestlè in favore della Tmt di Mastroia, senza tuttavia che fossero forniti i dovuti chiarimenti riguardo agli impegni sottoscritti dalla società cedente con le forze sindacali;
al termine di detto incontro, nonostante la disponibilità della Colussi a sottoscrivere gli impegni richiesti dalla società Nestlè, la trattativa si è bruscamente interrotta a fronte di posizioni preclusive già assunte dalla società medesima, senza tener conto degli impegni e delle motivazioni espresse in diverse occasioni dalle regioni e dagli enti locali interessati. Atteggiamento preclusivo che si è poi manifestato nell'avvio della procedura di cessione ai sensi dell'articolo 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428 -:
se non ritengano di dover acquisire informazioni precise sul'andamento delle trattative con l'acquirente individuato volte a dare trasparenza ad un processo sin qui fortemente lacunoso anche attraverso la richiesta di presentazione di un puntuale piano industriale al fine di comprendere il futuro occupazionale dei lavoratori impiegati;
se il Governo non intenda predisporre urgentemente un tavolo presso il Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, che preveda la partecipazione delle regioni Toscana ed Umbria, per affrontare il problema occupazionale, data l'importanza che lo stabilimento rappresenta a livello occupazionale;
quali strategie il Governo intenda adottare al fine di attivarsi per la difesa del settore agro-alimentare del nostro Paese alla luce della crisi dei mercati internazionali e delle pratiche commerciali messe in atto da Paesi ed aziende direttamente competitrici del sistema italiano, date le possibili pesanti ricadute che tale situazione sta generando sia in termini occupazionali sia di fatturato.
(2-00046)
(Nuova formulazione) «Verini, Mattesini, Ceccuzzi, Sani, Cenni, Boccuzzi, Bellanova, Benamati, Bobba, Murer, Rampi, Sereni, Bressa, Bossa, Cuomo, Sbrollini, Zucchi, Margiotta, Mariani, Braga, Gatti, Codurelli, Velo, Nannicini, Miglioli, Miotto, Mario Pepe (PD), D'Antoni, Boffa, Gaglione, Mastromauro, Santagata, Brandolini, Luongo, Bratti, Nicolais, Mogherini Rebesani, Bocci, Causi, Trappolino».