• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00329 BERNARDINI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: il 2 giugno 2008, Festa della Repubblica, le interroganti hanno visitato, insieme...




Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00329
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 11 giugno 2008 nella seduta n.016

BERNARDINI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

il 2 giugno 2008, Festa della Repubblica, le interroganti hanno visitato, insieme all'esponente di Rifondazione Comunista Elettra Deiana, il Centro di permanenza temporanea e assistenza (oggi Centro di identificazione ed espulsione) di Ponte Galeria (Roma);

attualmente il Centro di Ponte Galeria «ospita» circa 243 persone;

all'interno della predetta struttura vi sono situazioni molto diverse tra loro: immigrati che hanno già espiato delle condanne, altri che semplicemente non sono in regola con il permesso di soggiorno e che pertanto non hanno commesso alcun reato, altri ancora che, seppur espulsi, risultano essere anche richiedenti asilo politico, perfino cittadini comunitari. Tutti, senza alcuna distinzione, vengono «allocati» negli stessi spazi, il che, com'è facile immaginare, finisce col penalizzare le persone più deboli e vulnerabili nonché tutti coloro che non hanno commesso alcun reato;

in particolare, sono cinque i richiedenti lo status di rifugiato la cui presenza è stata da noi riscontrata nel Centro di Ponte Galeria: tre afghani (Pardes Khushal, Khan Gul e Zahir Mohammad), un iracheno (Zwyir Ali) ed un palestinese (Abdelatif Ibrahim Fatayer). Costoro, oltre ad essere, come detto, alloggiati nella stessa struttura ed in condizioni identiche a quelle di chi è trattenuto in attesa di identificazione od espulsione, non risultano avere un adeguato accesso a servizi di orientamento, informazione e tutela;

durante la medesima visita, inoltre, le interroganti hanno potuto riscontrare l'assenza di condizioni minime di vivibilità causata da alcuni, gravi, disservizi, tra cui: problemi di idraulica ed igienico-sanitari; cibo scarso e di pessima qualità; scarsità di arredi sia nelle camere che nelle cosiddette «sale per la ricreazione» (dove manca addirittura il televisore); bagni in condizioni igieniche precarie; servizio sanitario insufficiente ed inadeguato al numero degli stranieri trattenuti; attività per l'impiego del tempo e spazi per l'ascolto e la socializzazione del tutto carenti; pulizie effettuate in modo approssimativo e superficiale;

sempre all'interno della predetta struttura i vari spazi destinati all'alloggio ed ai servizi interni (quali la mensa ed i luoghi destinati alle attività ricreative) risultano essere rigidamente separati tra loro attraverso vere e proprie recinzioni interne, il che determina una situazione di totale passività ed inattività nella vita quotidiana degli stranieri ivi trattenuti, contribuendo in modo significativo ad innalzare la tensione interna al Centro;

a tutt'oggi, pertanto, le condizioni di vita all'interno del C.i.e. di Roma sono per certi aspetti peggiori di quelle di natura carceraria, posto che le stesse non garantiscono gli standard minimi di sicurezza e vivibilità e non consentono al personale di operare in condizioni normali;

inoltre il predetto Centro risulta essere gestito da un «ente gestore» sulla base di una convenzione stipulata tra lo stesso ente gestore (associazione, cooperativa eccetera) e la prefettura territorialmente responsabile;

sulla base di questa convenzione vengono erogati all'ente gestore i fondi necessari alla gestione della struttura;

per quanto riguarda i costi di gestione non esistono tabelle tariffarie uniche, e di conseguenza ogni convenzione riporta un'erogazione di fondi differenti rispetto alle altre;

spetta al Prefetto territorialmente competente e/o al ministero dell'interno vigilare affinché si tenga alto il livello dei servizi prestati all'interno dei Centri di identificazione ed espulsione e perché ci sia omogeneità nell'erogazione degli stessi su tutto il territorio nazionale;

se all'interno del Centro di identificazione ed espulsione di Roma vengono garantiti i diritti minimi essenziali ed il rispetto delle persone che vi sono rinchiuse, con particolare riferimento ai richiedenti asilo politico;

se il Ministro interrogato non ritenga utile spostare i richiedenti asilo presso strutture più idonee;

quale convenzione sia stata attualmente stipulata per il C.i.e di Ponte Galeria con l'ente gestore;

a quanto ammontino i costi di gestione e quali rette vengano erogate per ogni singolo trattenuto nella predetta struttura;

se il livello dei servizi sia adeguato alle esigenze del Centro e se l'erogazione degli stessi risulti omogenea a quella degli altri Centri di identificazione ed espulsione presenti sul territorio nazionale.
(4-00329)