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Atto a cui si riferisce:
C.1/00020 premesso che: la principale minaccia allo sviluppo di importanti settori della nostra economia, quali il tessile e l'abbigliamento, è rappresentata dall'imponente...




Atto Camera

Mozione 1-00020
presentata da
ENZO RAISI
lunedì 7 luglio 2008 nella seduta n.029

La Camera,

premesso che:

la principale minaccia allo sviluppo di importanti settori della nostra economia, quali il tessile e l'abbigliamento, è rappresentata dall'imponente distribuzione, sul mercato internazionale, di prodotti contraffatti provenienti principalmente dal Sud Est asiatico;

tali merci, prodotte sia eludendo i controlli delle autorità competenti, sia violando le norme poste a garanzia della qualità, risultano, spesso, nocive per la salute e la sicurezza del consumatore inconsapevole, perché realizzate con materiali tossici e pericolosi;

la forte competitività sul mercato internazionale dei Paesi asiatici si basa sostanzialmente su costi di produzione irrisori, consentiti non solo dall'utilizzo di materie prime dannose ma economiche, ma anche dai livelli bassissimi dei salari, dallo sfruttamento del lavoro minorile, dalla violazione dei diritti fondamentali dei lavoratori, dalle pessime condizioni dei luoghi di lavoro;

l'immissione sui mercati di importazione di beni e servizi a prezzi inferiori rispetto a quelli di vendita, o addirittura, a volte, di produzione, del medesimo prodotto sugli stessi mercati di origine, determina una perturbazione, che, basata sulla costante violazione delle leggi e delle norme a tutela dei lavoratori, altera il principio della libera concorrenza nel mercato e genera il fenomeno del dumping sociale;

a livello mondiale il giro di affari della contraffazione commerciale è valutato in 250 miliardi di dollari all'anno e, secondo le statistiche pubblicate nel luglio del 2002 dalla Commissione europea con la collaborazione delle autorità doganali, il mercato del falso è aumentato in Europa del 900 per cento rispetto al 1998;

la deviazione degli scambi commerciali e la distorsione della concorrenza provocano una perdita di fiducia degli operatori del mercato interno, con conseguente diminuzione degli investimenti;

molte delle imprese, non riuscendo a sostenere l'aggressiva pressione competitiva, hanno perso consistenti quote sui mercati internazionali e sono state costrette a chiudere o a delocalizzare le sedi di produzione, facendo registrare, a livello mondiale, una perdita di circa 200.000 posti di lavoro all'anno;

in Italia le stime parlano di circa 40 mila posti a rischio ogni anno e di una significativa perdita delle entrate fiscali;

il rischio di destabilizzazione del mercato del made in Italy è altissimo e l'immagine e l'economia del nostro Paese rischiano di essere fortemente danneggiate insieme alle piccole e medie imprese, che non riescono più a far fronte, da sole, alla pressante competizione del Sud Est asiatico;

già nel corso della XIV legislatura, le importanti misure adottate dal Governo Berlusconi a tutela del made in Italy, con la legge n. 273 del 2002, il decreto-legge n. 35 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 80 del 2005, e le numerose disposizioni contenute nelle leggi finanziarie, non solo hanno rafforzato il sostegno all'export, all'internazionalizzazione delle imprese, alla tutela dei prodotti, ma hanno anche consentito, attraverso le norme di polizia giudiziaria e doganali, di contenere la produzione e di contrastare l'afflusso di prodotti contraffatti nel nostro Paese;

nel corso della XV legislatura sono state presentate diverse proposte di legge, tra le quali l'atto Camera n. 1448 Gianfranco Conte e l'atto Camera n. 1402 Raisi, recanti misure per la riconoscibilità e la tutela della qualità dei prodotti italiani e l'istituzione del marchio made in Italy, che hanno riproposto la necessità di una normativa che regoli il marchio di origine a livello nazionale;

le lacune normative di molti altri Paesi, unite alle differenze esistenti tra gli stessi Paesi comunitari a livello di disposizioni sanzionatorie e norme poste a tutela di una concorrenza competitiva, alimentano la produzione di merci contraffatte, soprattutto nei Paesi che reprimono con minore vigore questo preoccupante fenomeno;

a livello comunitario il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione, con la quale non solo ha sollevato la necessità di tutelare i produttori europei, ma ha anche auspicato un intervento diretto della Commissione europea, volto a proibire l'immissione sul mercato europeo di prodotti pericolosi;

l'esigenza di garantire la conformità dei beni, provenienti dal Sud Est asiatico, alle norme poste a tutela dei consumatori è ormai forte e impellente;

l'intervento in tal senso del Parlamento europeo trova, tuttavia, notevoli ostacoli nella forte contrapposizione degli interessi in gioco tra Paesi produttori, che hanno bisogno di difendersi dall'aggressione del mercato asiatico, e i Paesi distributori, che, invece, traggono forti vantaggi da un'ampia distribuzione anche del prodotto contraffatto;

è oramai urgente e doverosa una normativa a livello comunitario che tuteli in maniera univoca l'ingegno, la qualità, l'innovazione e la ricerca di chi investe risorse, energie e fiducia nella produzione e distribuzione di beni e servizi,
impegna il Governo
a sostenere in sede comunitaria sia il diritto dei consumatori alla salute, sia quello dei produttori europei alla tutela dalle frodi commerciali, anche mediante l'introduzione dell'etichettatura di origine obbligatoria, e ad adottare, nei limiti delle proprie competenze, disposizioni volte a tutelare le produzioni italiane dalla concorrenza sleale, specialmente per i prodotti contraffatti o contenenti sostanze nocive per la salute, anche attraverso il rafforzamento dei controlli alle frontiere.

(1-00020)
«Raisi, Baldelli, Conte, Abrignani, Polidori, Bernardo, Vignali, Pelino, Mistrello Destro, Galati».