• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00084 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere - premesso che: il Ministro interpellato, intervenuto...




Atto Camera

Interpellanza 2-00084
presentata da
FABIO GARAGNANI
martedì 8 luglio 2008 nella seduta n.030

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per sapere - premesso che:

il Ministro interpellato, intervenuto presso la Commissione Cultura della Camera, ha svolto dichiarazioni che, a parere dell'interpellante, hanno richiamato il problema della difesa della tradizione culturale e spirituale del popolo italiano anche con riferimento ai complessi processi di integrazione ed al ruolo svolto dalla scuola. Tale questione è particolarmente evidente con riguardo ai libri di testo di storia in uso negli istituti primari e secondari superiori;

partendo da tale considerazione, l'interpellante rileva la forte ideologizzazione, anche se meno marcata che nel passato, che caratterizza i libri di storia con visioni spesso unilaterali delle vicende passate e contemporanee (si citano ad esempio i manuali in uso nei licei Galvani, Minghetti e Copernico di Bologna). Basta rammentare le complesse problematiche sottese alle crociate, alla riforma e alla controriforma cattolica, alla vicenda dell'illuminismo, alla storia del movimento cattolico, al rapporto fra nazismo, fascismo, comunismo ed alla benevola indulgenza con cui viene trattato quest'ultimo;

all'interpellante appare necessario che i libri di storia in uso nelle scuole siano aggiornati alla realtà odierna e soprattutto alla verità storica, spesso camuffata da alcuni docenti sotto sottili eufemismi o distinguo. Proprio perché nella scuola statale deve esser presente a tutti gli effetti un reale pluralismo culturale che favorisca la capacità di apprendimento e soprattutto di discernimento della storia dell'umanità nel corso dei secoli da parte degli studenti, occorrono testi che sappiano presentare anche da punti di vista diversi ma in modo obiettivo determinati fatti nella loro realtà oggettiva per come si sono svolti evitando interpretazioni unilaterali. Il tutto all'insegna non della censura bensì del reale apprendimento da parte dei giovani allievi dei fatti storici;

se si ha presente come in molte pubblicazioni vengano denigrate la Chiesa cattolica e la civiltà cristiana o la tradizione occidentale o gli Stati Uniti d'America, come vengano trattate le vicende del dopoguerra italiano, con giustificazioni inaudite del ruolo del PCI, si ha un'idea della necessità di aprire almeno un dibattito nelle sedi competenti coinvolgendo ovviamente in modo significativo i docenti per fare emergere un problema che non può essere ulteriormente taciuto;

riprendendo il caso di Bologna e dell'Emilia Romagna, si rileva nelle scuole superiori, per esempio, la persistenza di una cultura storica che enfatizza il ruolo della resistenza e tace in modo colpevole sulle centinaia di omicidi che hanno tragicamente contraddistinto queste terre nel periodo 1945/48, in questi anni portati alla luce dai numerosi libri di Pansa che hanno fatto luce su episodi inediti e sono, secondo l'interpellante per questo motivo, esclusi dalla maggior parte delle scuole emiliano-romagnole -:

se - ferma restando l'autonomia scolastica - non intenda assumere iniziative - che consentano di avvalersi anche di un confronto ampio e partecipato con i docenti - volte a introdurre idonei criteri, in particolare in sede di definizione delle indicazioni nazionali circa i programmi scolastici, allo scopo di tenere adeguatamente conto degli elementi segnalati in premessa.

(2-00084)«Garagnani».