• Testo MOZIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.1/00024 premesso che: la cultura e la storia dell'Italia, radicata nella tradizione millenaria del Mediterraneo, si riflette in un insieme di aspetti unici che vanno dai beni...




Atto Camera

Mozione 1-00024
presentata da
GIUSEPPINA SERVODIO
giovedì 10 luglio 2008 nella seduta n.032

La Camera,

premesso che:

la cultura e la storia dell'Italia, radicata nella tradizione millenaria del Mediterraneo, si riflette in un insieme di aspetti unici che vanno dai beni naturali, culturali mobili ed immobili (quali il patrimonio artistico, architettonico, archeologico e la forma variegata del paesaggio), passando per le espressioni artistiche, letterarie artigianali fino a quelle agroalimentari ed enogastronomiche;

il settore agricolo, alimentare ed enogastronomico italiano possiede una propria specificità di saperi e di tradizioni fondamentali per la salubrità e la qualità del cibo che si riflettono nella «Dieta Mediterranea» quale modello sano e positivo di vita tramandato di generazione in generazione;

l'aggettivo mediterraneo si riferisce all'ambiente geografico, geologico, climatico e al mare che bagna le coste di differenti Paesi: Italia, Spagna, Francia meridionale, Malta, Croazia, Bosnia, Albania, Grecia, Cipro, Turchia, Siria, Libia, Malta, Tunisia, Algeria e Marocco, ciascuno con usi e costumi alimentari molto simili basati su prodotti che in tali luoghi nascono e si tramandano;

le tradizioni agroalimentari italiane sono legate alle vicende dell'Impero romano che hanno favorito l'iniziale scambio di prodotti alimentari, compresi i caratteristici aromi e condimenti non grassi (quali spezie, erbe, aglio, cipolla, basilico, alloro, salvia, prezzemolo, eccetera);

le antiche radici dell'attuale dieta mediterranea si ricollegano alle regole di sobrietà che ispiravano il comportamento alimentare dell'antica cultura greco-romana e descritte da Galeno, fra il 170-180 d.C., nel trattato «Perì leptounoues diaìtes»;

all'epoca la dieta mediterranea era raccomandata per prevenire le malattie più comuni (Galeno suggeriva, tra l'altro, di preferire gli alimenti vegetali, soprattutto le erbe, ed in particolare quelle aromatiche, consumandone anche i semi, ed i cereali);

oggi la dieta mediterranea ha ottenuto un largo riconoscimento scientifico ed una codificazione formale quale regime alimentare utile a prevenire le malattie, soprattutto quelle connesse al benessere, come l'obesità, l'ipertensione, le malattie cardiovascolari, il cancro e l'osteoporosi;

la scoperta risale ai primi anni del dopoguerra: il medico americano Ancel Keys osservò in quel periodo che l'incidenza di malattie cardiovascolari in Italia era di molto inferiore a quella riscontrata negli Stati Uniti. Keys ipotizzò e provò che vi era una chiara relazione tra la dieta seguita e l'incidenza di alcune patologie. Si iniziò quindi a parlare di «dieta mediterranea» come modello alimentare ideale per la salute. Nel 1993 la Harvard School of Public Health, in collaborazione con la World Health Organization (OMS) e la Oldways Preservation Trust, ha introdotto la piramide alimentare per formalizzare le indicazioni della dieta mediterranea (attraverso una stratificazione in piani dei cibi da preferire e ponendo alla base di essi l'esercizio fisico sono state evidenziate le caratteristiche principali della «dieta mediterranea», tra cui: abbondanza di cibi di origine vegetale: frutta, verdura, pasta, pane, cereali, patate, consumo prevalente di cibi freschi e di stagione, utilizzo dell'olio d'oliva, consumo quotidiano di formaggi e/o yogurt, in quantità limitate, pesce, carne bianca, uova, qualche volta alla settimana, dolci ricchi di zuccheri o di grassi saturi solo poche volte alla settimana, consumo di carne rossa piuttosto limitato, qualche volta al mese);

la cultura della dieta Mediterranea ha spesso subìto speculazioni, imitazioni ingannevoli, usurpazioni a danno dei consumatori e rischia di scomparire per le nuove tendenze delle società moderne, per la globalizzazione e la competizione internazionale e per l'incalzante produzione di «cibi sintetici» e geneticamente modificati;

è necessario, quindi, tutelare la dieta mediterranea quale espressione di una secolare cultura tradizionale e popolare e come patrimonio culturale immateriale dell'umanità;

l'UNESCO da oltre trent'anni sta operando per salvaguardare i valori delle manifestazioni culturali dell'uomo, sia se trattasi di beni del patrimonio materiale e naturale, sia se si tratta del patrimonio culturale immateriale. Così, nel 1972 ha approvato la Convenzione per la tutela del patrimonio culturale e dei beni naturali, mentre nel 2003 ha approvato la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale;

in effetti, con i cambiamenti geopolitici in atto, l'estensione dell'economia di mercato, le possibilità di riproduzione digitale ed il rapidissimo sviluppo delle tecnologie della comunicazione e della riproduzione non naturale delle biodiversità, è aumentato anche il fabbisogno di misure efficaci volte a tutelare ed a preservare la cultura tradizionale e in questo senso l'Unesco ha inteso adottare uno strumento giuridico vincolante al fine di darvi riscontro;

dal 1997 l'Unesco aveva individuato un riconoscimento per cui aveva già proclamato una lista di 90 «Capolavori del patrimonio culturale orale e immateriale dell'umanità», di cui sono entrati a farne parte i Pupi siciliani nel 2001 e i Tenores sardi nel 2005;

la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale è stata quindi adottata il 17 ottobre 2003, nel corso della 32a sessione della Conferenza Generale dell'UNESCO ed è entrata in vigore il 20 aprile 2006, dopo tre mesi dalla data di deposito del trentesimo strumento di ratifica. L'Italia ha ratificato la Convenzione ai sensi della legge 27 settembre 2007, n. 167;

in base alla Convenzione del 2003, il patrimonio culturale immateriale, definito anche «patrimonio vivente», è considerato la base della diversità culturale e la sua tutela rappresenta la garanzia di continuità della creatività umana. Essa dovrebbe altresì contribuire agli sviluppi socioeconomici duraturi e rafforzare le identità culturali;

gli scopi della Convenzione sono quelli di assicurare il rispetto per il patrimonio culturale immateriale delle comunità, dei gruppi e degli individui interessati e di promuovere la cooperazione internazionale;

il patrimonio tutelato dalla Convenzione, inoltre, è tradizionale e vivente e comprende prassi, conoscenze e capacità, nonché gli strumenti, gli oggetti, i prodotti ad esse collegati;

rientrano nell'ambito degli oggetti della Convenzione le conoscenze agricole ed alimentari tradizionali, spesso di rilevanza fondamentale per lo sviluppo sostenibile ed anche in quanto sono costantemente ricreati in risposta all'ambiente ed alla interazione con la natura e la storia, dando un senso di identità e di continuità;

la Convenzione istituisce una Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, per garantire maggiore visibilità a tale patrimonio, e una Lista del Patrimonio Culturale che necessita di una salvaguardia urgente i cui elementi sono inseriti non già sulla base di un loro straordinario od universale valore, ma per il fatto che siano rappresentativi della creatività e della diversità culturale dell'umanità o che esprimano il patrimonio immateriale di gruppi e comunità. La Convenzione accorda agli Stati parte la possibilità di chiedere l'assistenza internazionale per la realizzazione di programmi e progetti. Per finanziare tali programmi, progetti e iniziative, è istituito un Fondo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale;

la dieta Mediterranea può rientrare nel patrimonio culturale immateriale oggetto della Convenzione dell'Unesco;

l'Italia nella Conferenza EuroMediterranea del 2003 ha formalizzato l'intenzione di compiere tale passo, nell'ottobre del 2005, a Roma, è stato ribadito tale intento ed in occasione del Terzo Forum EuroMed sulle culture alimentari anche la comunità scientifica ha assentito sulla necessità di sostenere tale riconoscimento;

nel mese di febbraio 2007, ad Ibiza, i ministri dell'agricoltura italiano e quello spagnolo hanno sottoscritto la dichiarazione congiunta per la promozione della dieta mediterranea e per la difesa della qualità e della leale concorrenza delle proprie produzioni agroalimentari;

nel corso dell'VIII incontro dei ministri dell'agricoltura e della pesca, membri del Centere International del Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes, tenutasi dal 3 al 6 febbraio 2008 in Ispana, a Saragozza, i paesi partecipanti hanno assunto l'impegno a sostenere l'iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'Unesco;

con decreto ministeriale 5 marzo 2008, è stato istituito presso il ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il comitato tecnico avente il compito di seguire l'iter internazionale della candidatura della dieta mediterranea quale patrimonio culturale immateriale tutelato dall'Unesco, coordinare i soggetti incaricati di elaborare un dossier scientifico a sostegno della candidatura stessa, organizzare l'evento di presentazione e le iniziative di comunicazione correlate;

durante il VII Congresso della dieta mediterranea tenutosi a Barcellona nel marzo 2008, l'Italia ha riaffermato la necessità di creare una sinergia tra i paesi del Mediterraneo volta a sostenere il riconoscimento della dieta mediterranea quale patrimonio culturale immateriale ed avviare le fasi per presentare la relativa candidatura all'Unesco;

nel mese di aprile 2008, i rappresentanti istituzionali di Spagna, Italia, Grecia e Marocco, si sono riuniti a Roma per sottoscrivere una «Dichiarazione di cooperazione» che evidenzia l'importanza della cooperazione tra tali Stati al fine di preservare e dare continuità al patrimonio tradizionale della cultura Mediterranea e conferma la candidatura della dieta mediterranea al riconoscimento di patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, invitando tutti i Paesi Mediterranei ad aderire all'iniziativa;

entro il 14 agosto 2008 il calendario per la pianificazione delle azioni del progetto per l'iscrizione della dieta mediterranea nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità prevede la trasmissione a Parigi del dossier della candidatura;

entro il 15 maggio 2009 tale dossier sarà esaminato dall'Organo sussidiario;

entro il mese di settembre 2009 il Comitato per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale assumerà la decisione finale sull'iscrizione della dieta mediterranea,
impegna il Governo:

nel rigoroso rispetto delle scadenze di cui in premessa, a dare continuità, d'intesa con gli altri paesi dell'Area mediterranea, in particolare con la Spagna, la Grecia e il Marocco, alle azioni già messe in atto dal Governo nel corso della XV legislatura volte a presentare il progetto di candidatura per l'inserimento della dieta mediterranea nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità;

a procedere alla ricognizione delle norme e degli strumenti necessari e alla predisposizione dei provvedimenti, in applicazione dei vincoli di tutela e di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale previsti dagli articoli 11, 12, 13, 14 e 15 della Convenzione, per l'inserimento della dieta mediterranea nella lista convenzionale dell'Unesco;

ad attivare, ai sensi della Convenzione - di concerto con le regioni, le amministrazioni locali e gli enti territoriali competenti - tutti gli atti necessari per la salvaguardia e valorizzazione della Dieta Mediterranea nel territorio nazionale, in particolare:

a) redazione dell'inventario;

b) promozione di studi scientifici, tecnici ed artistici e della ricerca;

c) inserimento della Dieta nei programmi generali di pianificazione;

d) predisposizione di misure legali, amministrative e finanziarie per favorire la creazione o il potenziamento di istituzioni di formazione per la gestione del patrimonio culturale e tradizionale connaturato alla dieta mediterranea;

e) formazione e documentazione;

f) divulgazione di tale sistema, programmi di educazione, di sensibilizzazione e d'informazione destinati al pubblico in generale e in particolare ai giovani e mezzi informali di trasmissioni di saperi;

g) partecipazione delle comunità e degli individui alle attività di salvaguardia;

h) istituzione di un organo competente per la sua salvaguardia.

a informare a tal fine il Parlamento sui progressi ottenuti sul progetto di candidatura della dieta mediterranea nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO e a presentare, entro tre mesi, un piano di interventi per la salvaguardia e la valorizzazione della Dieta Mediterranea;

a prevedere nella legge finanziaria per il 2009 le risorse adeguate per sostenere le iniziative di tale piano.

(1-00024)
«Servodio, Paolo Russo, Di Giuseppe, Ruvolo, Beccalossi, Oliverio, Fogliato, Zucchi, Agostini, Bellotti, Biava, Binetti, Bobba, Boccia, Bordo, Buttiglione, Callegari, Cambursano, Marco Carra, Catanoso, Cenni, Cuomo, Dal Moro, De Biasi, De Camillis, Di Caterina, Dima, Faenzi, Gianni Farina, Renato Farina, Ginefra, Gottardo, Grassi, Iannuzzi, Lucà, Margiotta, Cesare Marini, Mastromauro, Mosella, Nastri, Negro, Nola, Pedoto, Mario Pepe (PD), Rainieri, Realacci, Rosso, Rota, Sanga, Sani, Sardelli, Sbrollini, Schirru, Trappolino, Maurizio Turco, Velo, Vico, Zeller, Concia, Ghizzoni, Ria».