• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00131 BEVILACQUA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della giustizia - Premesso che:...




Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00131
presentata da
FRANCESCO BEVILACQUA
giovedì 10 luglio 2008 nella seduta n.035

BEVILACQUA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della giustizia - Premesso che:

il 3 luglio 2006 la provincia di Vibo Valentia è stata colpita da una tragica alluvione che ha prodotto 220 millimetri di pioggia, caduti in sole tre ore, in un'area di 15 chilometri quadrati (Vibo Valentia, Longobardi, San Pietro, Vibo Marina e Bivona) ed ha provocato quattro morti, circa 90 feriti e centinaia di milioni di euro di danni al territorio;

il giorno successivo l'evento, si sono recati a Vibo Valentia il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dei trasporti, il Presidente della Regione Calabria, il Vice Ministro dell'interno ed il Sottosegretario di Stato per i trasporti pro tempore, annunciando che il Governo avrebbe decretato lo stato d' emergenza e avrebbe stanziato cinque milioni di euro per gli interventi di somma urgenza, cui si sarebbe aggiunto un altro milione di euro stanziato dalla Regione;

da una ricognizione eseguita dai tecnici comunali i danni alle strutture del comune, alla viabilità ed ai servizi venivano stimati intorno ai 65 milioni di euro;

l'evento ha provocato un vero e proprio disastro ambientale: le spiagge di Bivona e Vibo Marina non solo assorbivano fango e detriti provenienti dai torrenti ma dovevano anche sopportare un inadeguato smaltimento di quanto veniva rimosso dalle strade e dalle case. Le pompe idrovore, infatti, scaricavano in mare e sulle spiagge i liquami, aggravando ulteriormente lo scempio ambientale. Le analisi effettuate dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria (Arpacal) e dall'Agenzia per la sanità pubblica (Asp) certificavano l'alto indice d'inquinamento delle acque ed il Sindaco, di conseguenza, firmava l'ordinanza di divieto di balneazione;

l'evento ha prodotto, inoltre, la devastazione di importanti insediamenti turistici, provocando, così, gravi danni all'economia del territorio e ai tanti lavoratori che hanno perso il posto di lavoro;

con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3531 del 7 luglio 2006, il Governo provvedeva a stanziare i cinque milioni di euro previsti, di cui il Commissario per l'emergenza, individuato nella persona del Presidente della Regione, assegnava due milioni e mezzo di euro al Comune di Vibo Valentia, 1.200.000 euro alla Provincia ed i restanti 1.300.000 euro alla Regione;

alle famiglie alluvionate venivano erogati solo 4.000 euro a nucleo rispetto ai 30.000 euro previsti dall'ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3531;

la legge del 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), per la prosecuzione degli interventi di ricostruzione stanziava 8 milioni di euro da erogare ai Comuni interessati;

le famiglie delle vittime lamentano i ritardi del procedimento penale in corso che, ad oggi, sono ferme alla conclusione delle indagini preliminari, avvenuta nel marzo 2008, con cui la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha ritenuto di ipotizzare nei confronti di alcuni funzionari della Protezione civile di Roma e dell'Anas di Reggio Calabria reati di disatro ed omicidio colposo, senza che ad oggi si sia proceduto ad alcun rinvio a giudizio;

già nel 2002 un nubifragio aveva colpito l'intero territorio vibonese in seguito al quale alcune delle aree disastrate venivano inserite nel Piano stralcio per l'assetto idrogeologico varato nel 2001 senza che nessun intervento venisse programmato per la messa in sicurezza del territorio;

considerato che ad oggi molte famiglie sono rimaste senza abitazione, alcuni insediamenti turistici risultano chiusi ed il territorio è ancora a rischio, non essendo stato predisposto un piano per la messa in sicurezza,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Governo intenda adottare a tutela delle famiglie delle vittime ed in favore di coloro che sono privati del diritto di vivere nella loro abitazione;

cosa si intenda fare in favore della riqualificazione e della messa in sicurezza delle zone interessate, nonché per sopperire ai danni economici subiti dal territorio;

se non si ritenga di individuare un nuovo Commissario delegato per gli eventi metereologici, a giudizio dell'interrogante atteso il fallimento della gestione da parte del Presidente della Regione Calabria.

(3-00131)