• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00362 CARLINO, PEDICA - Ai Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: l'intero iter...




Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00362
presentata da
GIULIANA CARLINO
mercoledì 16 luglio 2008 nella seduta n.040

CARLINO, PEDICA - Ai Ministri della giustizia, dell'economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

l'intero iter progettuale, relativo ai progetti definitivi generale ed esecutivo del nuovo palazzo di giustizia di Mantova, evidenzia irregolarità assai gravi, in violazione delle seguenti leggi, regolamenti e norme: legge n. 109 del 1994 e successive modificazioni ed integrazioni; decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 1999; legge urbanistica n. 1150 del 1942 e successive modificazioni e integrazioni; legge n. 122 del 1989; legge n. 1089 del 1939 e successive modificazioni e integrazioni; deliberazione della Giunta regionale della Lombardia n. 7/193 del 28 giugno 2000, istitutiva del Parco regionale del Mincio; piano regolatore generale del Comune di Mantova e relative norme tecniche di attuazione;

sembra che tale progetto definitivo manchi di alcuni presupposti tecnici e giuridici essenziali quali, ad esempio il cosiddetto "quadro esigenziale", stabilito dall'articolo 16, comma 4, della legge n. 109 del 1994 e successive modificazioni e integrazioni, posto alla base della progettazione, in assenza del quale non può essere espresso un giudizio definitivo in merito alla fruibilità del nuovo palazzo di giustizia;

a tale proposito è stato espresso il voto n. 95/01 dell'assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici, alle pagine 16 e 23, secondo cui il "quadro esigenziale" non è mai stato presentato e non ne risulta traccia alcuna anche nei successivi voti n. 320/01 e n. 163/03 del Consiglio superiore dei lavori pubblici;

per di più, il primo stralcio esecutivo non integra il lotto funzionale, perché il progetto generale definitivo non è suddivisibile in lotti;

tale «primo stralcio» comprende, tra l'altro, l'indennità di esproprio del terreno del nuovo Tribunale, terreno che risulta essere di proprietà privata;

in aggiunta, detta indennità di esproprio, in soli due mesi e 21 giorni, dal 30 luglio 2003, data del voto n. 163/03 dell'assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici, al 21 ottobre 2003, data della deliberazione della Giunta del Comune di Mantova n. 219/03, lievita in modo inammissibile e quanto mai ingiustificabile da 4.131.655,19 euro a 6.503.685,35 euro;

sembra che la stima dell'immobile - ossia del terreno del nuovo Tribunale su cui si basa la sopra menzionata deliberazione della Giunta regionale n. 219/03 - sia stata fatta dall'Agenzia provinciale del territorio di Mantova (ex Ufficio tecnico erariale) in regime di convenzione tra la stessa Agenzia ed il Comune di Mantova e sarebbe, pertanto, invalida;

non si è inoltre proceduto alla preventiva verifica dell'interesse archeologico del sito, ai sensi dell'articolo 96 del codice degli appalti pubblici del 2006;

infine, sembra che sia scaduta l'efficacia dell'autorizzazione paesistica ai sensi dell'articolo 16 del Regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357, e dell'articolo 46 del testo unico sugli espropri (decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 2001 e successive modifiche);

a ciò si aggiunge che la relazione paesaggistica, a suo tempo prodotta, non risulta redatta secondo i criteri e contenuti successivamente fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 dicembre 2005 e dal punto 2.4.6. dell'allegato B della deliberazione della Giunta regionale della Lombardia n. 8/2121 del 15 marzo 2006: «Criteri e procedure per l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di tutela dei beni paesaggistici in attuazione della legge regionale 11 marzo 2005 n. 12»;

va, inoltre rilevato che, con verbale in data 27 febbraio 2002, la Commissione per la manutenzione degli uffici giudiziari del Tribunale di Mantova recepiva in toto la relazione del progettista del nuovo palazzo di giustizia di Mantova; infatti, a pag. 3, ultimo capoverso del verbale suddetto, viene riferito quanto segue: «in data 14 dicembre 2001 Protocollo n. 320 l'Assemblea generale del consiglio dei lavori pubblici esprimeva parere favorevole con «considerata» sul progetto definitivo generale e sul progetto esecutivo 1° stralcio»;

successivamente, con verbale in data 27 febbraio 2002 veniva inoltrato dal Presidente del Tribunale di Mantova, con nota di trasmissione prot. 987/02, in data 28 febbraio 2002, al Presidente della Corte di appello ed al procuratore generale della Repubblica di Brescia per il successivo parere, anch'esso- ovviamente - favorevole;

il voto n. 320/01 del Consiglio superiore dei lavori pubblici è, invece, un «parere contrario» e negativo (come il voto n. 95/01 di qualche mese prima);

tuttavia, nel febbraio 2002, tutti i presenti della Commissione in premessa hanno accettato una affermazione non veritiera (quella dell'architetto Balducci che ha affermato che il voto n. 320 del 2001 era «favorevole»), suffragandola e facendola, quel che è peggio, propria;

ciò è assai grave perché, ad avviso degli interroganti, se, nel febbraio 2002, la Commissione avesse contestato l'affermazione del progettista - cosa, purtroppo, non avvenuta - il parere della Commissione stessa non sarebbe stato, di certo, favorevole;

infine, questo parere è risultato essenziale per il proseguimento dell'iter amministrativo dell'ormai notorio nuovo palazzo di giustizia di Mantova e il verbale, di cui sopra, ha surrogato, in modo illegittimo, il «quadro esigenziale», previsto dalla legge quadro sui lavori pubblici (cosiddetta legge Merloni, per tutte le opere pubbliche legge n. 109 del 1994 e successive modificazioni ed integrazioni);

non esiste, infatti, alcun progetto né definitivo generale né, tantomeno, esecutivo, 1° lotto, del nuovo palazzo di giustizia di Mantova che abbia ottenuto il parere favorevole del Ministero della giustizia;

anzi, il progetto del 1o lotto esecutivo è stato addirittura ritirato dal Comune di Mantova e non se ne ha più alcuna notizia, come ben specificato dallo stesso Ministero, Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, con nota prot. n. 2008 del 19 gennaio 2006, pervenuta al Comune di Mantova in data 30 gennaio 2006;

tale nota precisa, tra le altre osservazioni, che «la sola acquisizione del terreno non risolverebbe i problemi degli uffici giudiziari di Mantova con l'aggravio per questo Ministero di immobilizzare per un tempo indefinito una somma in conto capitale utile per opere a più breve respiro»,

si chiede di sapere:

se, considerato quanto esposto in premessa, il Governo non ritenga opportuno chiarire quanto sopra esposto ed esprimere una valutazione in ordine all'abbandono del finanziamento di un progetto di un nuovo palazzo di giustizia quale quello di Mantova, che ha visto lievitare il suo costo complessivo di circa 12 milioni di euro, in soli cinque anni ed in sola fase progettuale (da 103.865.038.830 lire del 2001 a circa 65 milioni di euro nel 2005);

se il Governo non reputi, invece, opportuno garantire il finanziamento delle opere per il restauro della facciata dell'attuale Tribunale di Mantova e di quelle per la messa in sicurezza di determinati impianti.

(4-00362)