• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/00364 CARLINO, PEDICA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: sulla base degli atti, la procedura della...




Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00364
presentata da
GIULIANA CARLINO
mercoledì 16 luglio 2008 nella seduta n.040

CARLINO, PEDICA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

sulla base degli atti, la procedura della costruzione della centrale turbogas di Mantova, ed in particolare dei relativi scavi di terreno, è stata accelerata dal Comune di Mantova con decisioni ed assunzioni di atti la cui conformità alle normative vigenti sembra agli interroganti dubbia;

la società Enipower presentava richiesta di provvedimento autorizzativo unico per la realizzazione di impianto di cogenerazione e ciclo combinato in via Taliercio 14 ex decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447, protocollata dal Comune di Mantova con protocollo generale (P.G.) 23959/2001;

ciò contrasterebbe con la normativa vigente (articoli 29 e 83 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1998, n. 53, articolo 17, comma 2; decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203; decreto del Consiglio dei ministri 27 dicembre 1988, all. IV; decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge del 9 aprile 2002, n. 55), la quale assegnava al Ministero dell'industria, ora Ministero dello sviluppo economico, la competenza ad emanare l'unico atto di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di tale impianto;

lo Sportello unico del Comune di Mantova ha più volte ribadito di predisporre comunicazione di conclusione del procedimento, prefigurando l'impossibilità di rilasciare la concessione edilizia (C.E.) richiesta; ha altresì precisato che il rilascio di C.E. per la sola esecuzione di opere edilizie non è contemplato dalla specifica normativa di settore;

inoltre, nel medesimo atto si segnala la condizione di inquinamento del sito oggetto dell'intervento, che necessitava dei progetti preliminari di bonifica e, in effetti, le Conferenze di servizi relative alle procedure di bonifica avevano evidenziato la necessità di valutare i risultati dei piani di caratterizzazione per le aree Enipower ed i relativi progetti di bonifica;

le caratterizzazioni condotte sull'intero sito del petrolchimico ex Enichem hanno evidenziato una condizione di inquinamento diffuso dovuto al superamento dei limiti di legge di più sostanze, PCB compresi; inoltre, a proposito dei PCB, la ricerca di questi inquinanti nelle aree III e IV, destinate ad ospitare la erigenda centrale turbogas da 780 Mwe, non è avvenuta in maniera corretta in quanto, per i sondaggi di controllo, sono stati prelevati campioni di terreno per ogni metro di perforazione e soltanto un controllo è avvenuto nei primi 10 centimetri di terreno, nonostante le determinazioni della Conferenza di servizi del 29 gennaio 2002;

le pubblicazioni scientifiche sono concordi nell'individuare nei primi 10 centimetri di terreno la concentrazione maggiore del PCB. Questo è puntualmente avvenuto una volta che il Ministero dell'ambiente ha acquisito le competenze per la bonifica del sito di interesse nazionale, prescrivendo immediatamente l'infittimento delle maglie di ricerca e le modalità corrette di individuazione degli inquinanti rispetto alla loro stratificazione nei terreni;

le molteplici segnalazioni refertate dal funzionario dello Sportello unico sono state superate da un parere, reso in data 19 dicembre 2002, dal nuovo dirigente dello Sportello unico ingegner Vittorio Piccinelli, secondo il quale la semplice realizzazione della struttura poteva considerarsi un intervento a sé stante, ossia utilizzabile in forme diverse rispetto alla realizzazione dell'impianto di produzione di energia, e non è stato specificato quali altre diverse utilizzazioni potevano essere ospitate in una costruzione espressamente progettata per accogliere una centrale di produzione di energia;

parallelamente ai referti del funzionario comunale, che sostanzialmente tendevano a rigettare la richiesta di concessione edilizia di Enipower, si svolgeva una corrispondenza via e-mail tra l'ingegner Marzocchi di Enipower ed il Comune di Mantova;

con una prima e-mail, in data 8 novembre 2002, strettamente connessa alla pratica P.G. 23959/2001, Lorenzino Marzocchi, richiamando un precedente incontro con l'assessore Stefano Montanari, testualmente indicava all'architetto Stefania Galli, funzionario del S.U.I.C. del Comune di Mantova, le procedure che il Comune avrebbe dovuto seguire. In particolare segnalava che, per la fine di novembre 2002, era attesa la firma del decreto di Valutazione di impatto ambientale (VIA) e che Enipower aveva l'obiettivo di iniziare al più presto i lavori di costruzione della centrale e, per questo motivo, richiedeva che il Comune provvedesse ad espletare tutte le pratiche interne affinché la licenza edilizia fosse pronta entro la fine del mese e, comunque, immediatamente dopo il decreto VIA;

la seconda e-mail veniva trasmessa da Marzocchi all'attenzione dell'architetto Galli e, parimenti, dell'assessore Stefano Montanari per informarli che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva firmato il decreto VIA e che si era in attesa della firma del Ministro per i beni e le attività culturali Urbani per chiudere la procedura di VIA;

ancora una volta Marzocchi segnalava l'urgenza del rilascio della C.E. per poter avviare i lavori, richiamando nuovamente accordi concordati in precedenza e il medesimo giorno, l'assessore Montanari scriveva una e-mail al dirigente dello Sportello unico con un testo lapidario ed esplicito - «mi raccomando che per quella data sia emessa la concessione edilizia»;

tale vicenda ha avuto l'attenzione dei giornali locali che pubblicavano un articolo al riguardo e quella di un settimanale nazionale quale "l'Espresso" in data 3 marzo 2005;

l'ingegner Picinelli «disponeva», con referto in data 19 dicembre 2002 la predisposizione di concessione relativa alle sole opere edilizie della centrale Enipower con riferimento ai pareri favorevoli di cui sopra (C.E., Azienda sanitaria locale e Comando provinciale dei Vigili del fuoco) e al decreto ministeriale di approvazione della VIA;

il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare emanava un decreto di VIA il 20 dicembre 2002 e qualche giorno dopo il Comune di Mantova emanava, in data 27 dicembre 2002, il provvedimento di C.E. o, meglio, il provvedimento autorizzativo unico, che, paradossalmente, diverrà «duplice» a seguito del decreto del Ministero delle attività produttive, prot. 008/2003 del 24 giugno 2003;

tutto ciò nei fatti consentiva ad Enipower di iniziare la realizzazione delle opere edilizie del progetto di centrale turbogas;

in tal modo, a seguito degli atti suddetti, Enipower veniva legittimata ad iniziare i lavori edilizi comprensivi degli scavi di terreno. Di fatto, con le operazioni di cui sopra, il Comune è sfuggito alla normativa ben più complessa e severa del decreto ministeriale del febbraio 2003 del Ministro dell'ambiente Matteoli che sicuramente avrebbe bloccato o, comunque, ritardato la costruzione di un impianto turbogas, insediatosi secondo gli interroganti in modo contrario alla normativa vigente. Tale decreto, a seguito della legge n. 179 del 2002, ha infatti inserito il Polo chimico di Mantova nell'elenco dei siti di interesse nazionale da bonificare, perimetrando l'intero sito dei laghi di Mantova (di Mezzo ed Inferiore) ed il Polo medesimo;

è inoltre da segnalare la nota dell'allora Assessore all'ambiente Assunta Putignano, secondo la quale le analisi del suolo superficiale (primi 10 centimetri) per le aree III e IV del sito Enipower si sarebbero dovute condurre al termine degli interventi di scavo e preparazione del sito;

in data 19 maggio 2003, si è tenuta a Roma presso il Ministero delle attività produttive, già Ministero dell'industria, una Conferenza di servizi nell'ambito del procedimento per l'autorizzazione alla costruzione ed esercizio della centrale proposta da Enipower a Mantova;

tale Conferenza di servizi rivestiva carattere istruttorio al decreto di autorizzazione che sarebbe stato emesso dallo stesso Ministro in data 24 giugno 2003;

in occasione di tale Conferenza i rappresentanti della società Enipower illustravano l'iniziativa e la tempistica di realizzazione, affermando che i lavori sarebbero iniziati nel secondo semestre 2003, ma, in realtà, i lavori di costruzione erano già iniziati a seguito del rilascio di C.E. da parte del Comune di Mantova il 27 dicembre 2002, con dichiarazione di inizio lavori in data 25 febbraio 2003;

il Comune di Mantova avrebbe dovuto osservare che Enipower aveva già dato inizio ai lavori, contraddicendo quanto sostenuto da Enipower nel verbale, ma dalla pratica non risulta sia stato fatto rilevare alcunché;

ulteriori elementi che secondo gli interroganti dimostrano che la realizzazione delle opere edilizie era espressamente destinata ad ospitare una centrale turbogas e di questo sia Enipower che il Comune di Mantova erano perfettamente a conoscenza sono i seguenti:

al di là del progetto, assolutamente inequivocabile come destinazione d'uso e su cui venne condotta una VIA, al Comune di Mantova era stata pure sottoposta la questione dell'accertamento di conformità urbanistica del metanodotto e dell'elettrodotto a servizio della progettata centrale turbogas Enipower e tale accertamento veniva deliberato tramite delibera della Giunta comunale del 15 marzo 2002;

dall'esame dei documenti e soprattutto dalla lettura incrociata delle date, sembra che l'Enipower, anche per effetto della procedura seguita dal Comune di Mantova, abbia inteso dare inizio ai lavori di costruzione della centrale, con relativi scavi e smaltimento terreni, prima dell'assunzione delle competenze in materia di bonifica da parte del Ministero dell'ambiente;

la città di Mantova, nel corso del 2008, ha presentato i dati relativi all'inquinamento dell'aria, come riportato dal sito nazionale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Lombardia in cui l'agente inquinante PM10, che causa problemi all'apparato respiratorio, asma, malattie cardiovascolari e cancro, ha superato la soglia limite pari a 35 giorni in un anno;

l'Unione europea ha aperto una procedura di infrazione a tutela della salute pubblica contro quei Paesi recidivi dalle intossicazioni da smog; dal momento che per anni sono stati superati, di quasi 3 volte, i limiti fissati dall'Ue per il biossido di azoto, tra i casi peggiori è inclusa la pianura padana;

da testimonianze di cittadini all'interno del perimetro del Polo industriale e, per l'esattezza, nelle immediate vicinanze della raffineria IES, permangono ad oggi alcuni aspetti assai gravi ed inquietanti: caldaia smantellata ricoperta con teli bianchi e (forse) bonificata dall'amianto, numerosi serbatoi GPL non tumulati (vuoti, pieni, o forse inertizzati), numerosi cumuli di terreno (possibilmente inquinato), coperti da teli plastificati lungo il muro perimetrale e limitrofi ai serbatoi in premessa; giganteschi cumuli di terreno per la copertura del parco GPL sulla cui efficacia si nutrono seri dubbi;

va infine considerata la peculiare posizione del Comune di Mantova, che ha una partecipazione maggioritaria nella Tea spa, a sua volta socia di Enipower nella centrale turbogas,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle sue attuali competenze autorizzatorie, non ritenga opportuno esaminare la procedura descritta in premessa onde valutare se permangano i presupposti di legge per l'operatività della centrale;

se, inoltre, non sia doveroso che il reparto speciale N.O.E., Comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente, all'interno della IES accerti l'eventuale presenza di materiale inquinato o terreno tossico con grave pericolo per gli abitanti della zona.

(4-00364)