• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/01386/225 premesso che:l'articolo 77 del provvedimento in esame definisce gli obiettivi finanziari del patto di stabilità interno per le regioni e gli enti locali per il triennio 2009-2011, fissando la...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/1386/225 presentato da PAOLO FONTANELLI testo di mercoledì 23 luglio 2008, seduta n.041

La Camera,
premesso che:
l'articolo 77 del provvedimento in esame definisce gli obiettivi finanziari del patto di stabilità interno per le regioni e gli enti locali per il triennio 2009-2011, fissando la misura del concorso delle autonomie territoriali alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2009-2011;
l'articolo 77-bis (Patto di stabilità interno per gli enti locali), nel testo dell'emendamento Dis.1.1 del Governo sul quale è stata posta la questione di fiducia, nei commi da 2 a 31, detta le disposizioni relative al nuovo Patto per garantire il conseguimento degli obiettivi finanziari stabiliti per il triennio 2009-2011;
il contributo della finanza locale al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica risulta rilevante pari a 1.650 milioni di curo per l'anno 2009, 2.900 milioni di euro per l'anno 2010 e 5.140 milioni di euro per l'anno 2011, in termini di indebitamento netto;
la manovra correttiva sugli enti locali si sovrappone al dibattito relativo all'abolizione dell'ICI sulla prima casa e immobili assimilati su cui permangono notevoli perplessità ed ambiguità in relazione all'effettivo gettito dell'imposta che, da autorevoli osservatori, viene stimata superiore di circa 1 miliardo di euro rispetto a quanto stimato dal Governo;
il decreto-legge n. 93 del 2008, infatti, prevede uno stanziamento complessivo di 2.604 milioni di euro a fronte di una certificazione dei Comuni relativa alla riduzione dell'Ici prima casa operata dalla finanziaria 2008 che ammonta a 3.009 milioni. A questi 3.009 milioni di euro va aggiunto il valore del gettito sulle assimilazioni e pertinenze, aggiunte dal decreto-legge 93. In totale, secondo il Servizio studi del Senato, il gettito Ici prima casa ammonta a 3,7 miliardi di euro;
le numerose modifiche apportate al provvedimento in esame hanno inoltre creato incertezze anche sull'effettiva consistenza del fondo di cui all'articolo 5, comma 4, del citato decreto-legge n. 93 del 2008 che servirà per la compensazione ai comuni a fronte del minor gettito Ici;
tale situazione si coniuga con un'ulteriore incertezza connessa al minor gettito Ici per i fabbricati di categoria D per i quali è stabilito dalla legislazione vigente che la dichiarazione relativa al minor gettito Ici deve pervenire entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la minore entrata;
la situazione su tale ultimo aspetto non si è ancora risolta e i Comuni sono ancora in attesa dei contributi relativi agli anni precedenti il 2005 mentre per il 2006 hanno ricevuto solo un acconto;
per completare la visione di insieme sulla situazione degli enti locali bisogna ricordare anche i tagli dei trasferimenti erariali disposti dal decreto Visco ed alla riduzione dei costi della politica che, per l'anno 2008, valgono in totale 1 miliardo e 81 milioni di euro;
il quadro che emerge è di profonda instabilità ed incertezza in cui le misure contenute nel decreto-legge 93/2008 e decreto-legge 112/2008 rappresentano un colpo duro da assorbire anche per quei comuni che hanno rispettato il patto di stabilità;
le modifiche apportate al decreto in esame, ancora non pienamente valutabili a causa dei tempi ristretti in cui si è svolta la discussione hanno peggiorato ulteriormente la situazione e potrebbero mettere i comuni in grande difficoltà già a partire dall'anno 2008;
come sottolineato da autorevoli osservatori «la confusione regna sovrana e la situazione sembra sia scappata di mano. I problemi connessi alla copertura del mancato gettito Ici sulla prima casa e al taglio dei trasferimenti erariali, non hanno trovato alcuna risposta da parte del Governo ed addirittura sembrerebbero stati decurtati i fondi che lo stesso Governo Berlusconi aveva previsto per il ristoro ai Comuni del mancato gettito Ici. Se così fosse si aprirebbe un grave problema nei rapporti con il Governo. (...) I cittadini, oltre all'inflazione al 4 per cento e al petrolio a 140 dollari al barile rischiano di vedersi di ridurre i servizi o pagarli più salati,»,

impegna il Governo:

ad assicurare ai Comuni, nei modi e con gli strumenti idonei, la totale copertura delle minori entrate derivanti dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa e sulle abitazioni assimilate;
a garantire quanto prima la definitiva soluzione connessa al minor gettito Ici per i fabbricati di categoria D.
9/1386/225. Fontanelli, De Micheli, Marchi.