• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/00949/078/ ... in sede di discussione sulla conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,...



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/949/78/05 presentato da DONATELLA PORETTI
mercoledì 30 luglio 2008, seduta n. 036

La 5 Commissione,
in sede di discussione sulla conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria,
considerato che:
un documento del Comitato nazionale di bioetica del 2001 dedicava un capitolo al «dolore nel parto» e al giovamento dell'uso di tecniche di anestesia locale ed epidurale. La decisione se praticarla - vi si legge «deve essere riservata ad ogni singola donna sulla base di un'informazione corretta sui vantaggi, i rischi e le possibilità delle due soluzioni», e ancora «il diritto della partoriente di scegliere un'anestesia efficace dovrebbe essere incluso tra quelli garantiti a titolo gratuito nei livelli essenziali di assistenza»;
in Paesi come Gran Bretagna e Francia le tecniche di anestesia epidurale sono utilizzate dal 70% delle partorienti, dal 90% negli Usa. In Italia gli unici dati risalgono al 2001, grazie all'lstat «Complessivamente il 63,3% delle partorienti non è stato sottoposto a nessun tipo di anestesia. [ .. ] Soltanto per l'11,2% dei parti spontanei è stata fatta l'anestesia; il 7,2% locale, il 3,7% epidurale»;
nella prospettiva di evitare il dolore, la frequenza dei parti cesarei in Italia è in costante aumento: da una percentuale del 11,2% nel 1980, al 38% del 2007 (con un picco del 45,4% nelle regioni meridionali). Quest'ultimo, oltre ad essere il dato più alto fra i Paesi dell'Unione europea, è 2 volte superiore a quello raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1985 (pari al 15%) ed è in contrasto con le stime che indicano il rischio di mortalità materna per cesareo da 2 a 4 volte superiore rispetto al parto vaginale;
nel corso di una seduta della camera dei Deputati del 3 marzo 2004, il Governo, tramite l'allora sottosegretario alla salute Antonio Guidi, accetto'due mozioni per favorire le tecniche analgesiche durante il travaglio (Magnolfi ed altri n. 1-00316 e Castellani ed altri n. 1-00332). Volontà espressa anche con un voto pressocché unanime dei parlamentari (solo 3 contrari e 11 astenuti a fronte di 421 presenti);
nel corso della XV Legislatura, la XII Commissione permanente (Affari sociali) della Camera aveva adottato un testo base sul parto, che assorbiva anche un disegno di legge governativo dove si promuoveva il parto senza dolore, con un'adesione unanime dei Gruppi politici, che tuttavia non fu possibile approvare neanche in sede referente a causa del termine anticipato della Legislatura;
in data 23 aprile 2008 è stato presentato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) che stabilisce, all'articolo 37, comma 3, che «Il Servizio sanitario nazionale garantisce le procedure analgesiche nel corso del travaglio e del parto vaginale nelle strutture individuate dalle Regioni e all'interno di appositi programmi volti a diffondere l'utilizzo delle procedure stesse»;
il 23 luglio 2008 il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio ha dichiarato che il DPCM del 23 aprile è stato ritirato per la «mancanza di copertura finanziaria», e che il Governo intende procedere all'emanazione di un nuovo DPCM per la definizione di nuovi LEA entro la fine dell'estate,
osservato che:
se il DPCM 23 aprile 2008 non sarà ripristinato con il reperimento della copertura finanziaria necessaria, ovvero se i nuovi LEA, così come verranno aggiornati dal DPCM di prossima emanazione da parte del Governo, non dovessero comprendere l'assistenza analgesica per le partorienti nelle operazioni di travaglio e di parto vaginale, continueranno a essere numerose le donne costrette a partorire con dolore loro malgrado, o a ricorrere, anche quando sarebbe evitabile, al parto cesareo, con costi per il SSN ben più elevati rispetto all'espletamento di parti naturali con analgesia epidurale,
impegna il Governo:
a provvedere, con lo stanziamento delle opportune risorse, al ripristino del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2008 e le norme sui livelli essenziali di assistenza sanitaria di cui tratta;
in alternativa, a provvedere al sollecito aggiornamento e implementazione delle prestazioni mediche incluse nei livelli essenziali di assistenza, nel rispetto di quanto deliberato dal Parlamento sull'applicazione e diffusione delle tecniche analgesiche per il parto indolore, che devono essere incluse tra le prestazioni sanitarie garantite a titolo gratuito.
(0/949/78/5)
PORETTI, PERDUCA